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Titolo Consiglio: Westfalia t2 restaurato interamente

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vendesi sottocosto trattabili:
westafalia t2 integralmente restaurato
carrozzeria sabiata, ricostruita e vernicciata,
mottore messo a punto e tagliandato perfettamente, 1600 doppia aspirazione,
impianto gpl nuovissimo appena installato,
ganascie e tamburi dei freni nuovi, motorino d'aviamento revisionato, tapezzeria rifatta interamente,
tendalino nuovo,ruote all'80%, frizione nuova,marmita nuovissima t-brid doppi scarico
tutto è certificabile e documentabile, revisio macchina ok, revisione impianto gpl ok...
vendo per mancato uttilizzo, per ogni chiarimento, altre foto...non esitate a chiamarmi...
qui sotto l'elenco dei lavori e delle spese da me sostenute:
-MOTORE 1600 DOPPIA ASPIRAZIONE REVISIONATO E MESSO A PUNTO
- CARTER MOTORE SABBIATI E RIVERNICIATI
- CANDELE E CAVI CANDELE NUOVI
- CARBURATORE REVISIONATO E TAGLIANDATO
- PUNTINE CONDENSATORE NUOVI
- FASCE NUOVE
- FRIZIONE NUOVA
- PARAOLIO VOLANO NUOVO
- SOSTITUZIONE TAMBURI FRENI
- SOSTITUZIONE GANASCE
- REGISTRAZIONE GANASCE
- REVISIONE MOTORINO DI AVVIAMENTO
- CAMBIO E SPURGO OLIO FRENI
- OLIO MOTORE
- MARMITA 4 IN 1 + T-BIRD + J-TUB
CARROZZERIA: SABBIATURA E RICOSTRUZIONE PARTI CARROZZERIA+ VERNICIATURA PERSONALIZZATA
INTERNI (SEDILI ANTERIORI /POSTERIORI/MOBILETTI/TENDALINO)
DOPPIA BATTERIA + IMPIANTO
REVISIONE IMPIANTO ELETTRICO INTERNO ED ESTERNO
IMPIANTO GPL (COMPLETO DI BOMBOLONE)
IMPIANTO DI DIFFUSIONE AUDIO (LCD/RADIO/USB)
NAVIGATORE SATELLITARE GARMIN NUVI 255W
COSTO DEL MEZZO AL MOMENTO DELL'ACQUISTO
TRAPORTO MEZZO E PASSAGGIO

Titolo Consiglio: Pick up t2 3 posti del 1969

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questo t2 è stato completamente restaurato a regola d'arte,carrozzeria,motore,e interni sono stati completamente smontati e revisionati,quello che era da sostituire è stato sostituito con pezzi nuovi originali volkswagen,non sto a fare l'elenco perchè è troppo lungo ma ci sono voluti due anni e mezzo di lavoro fatto da mani esperte.ora il pick up funziona esattamente come quando era nuovo nel 1969.è silenziosissimo,potente e veloce,divertente da guidare e pronto per qualsiasi prova.Insieme al furgoncino ci sono anche una cassa di ricambi non utilizzati,4 ruote termiche complete di cerchioni e naturalmente le sue sponde ribaltabili di cui era dotato all'origine.

Titolo Consiglio: Volkswagen modello t2 anno 1978

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Vendo causa inutilizzo, favoloso volkswagen
modello t2, immatricolato Aprile 1978, perfettamente funzionante e in buone condizioni.
Contattatemi se veramente interessati, per
evetuali domande.

Prezzo: 8000 euro

Titolo Consiglio: Pulmino t2 modello figli dei fiori

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vendo furgone introvabile!!!!modello figli dei fiori.anno 1979!!!perfettamente funzionante!!!vendo xke ormai non lo uso piu'!!!!prezzo 2900 compreso passagio!!!solo realmente interessati!!!

Titolo Consiglio: VW T1 T2 panel van

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volkswagen furgone,autocarro 3 posti,anno 1968(il primo anno di costruzione del T2)completo,senza documenti,motore originale non bloccato.Facile restauro,vano carico poco sfruttato.Conosco il vecchio numero di targa per reimmatricolazine.

Prezzo: 2.000 €
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Titolo Consiglio: VW T1 T2 doppia cabina

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Volkswagen Doppia cabina,autovettura 6 posti, anno 1975,completo,fermo da 18 anni (io l'ho trovato 2 anni fa e messo in moto),impianto a metano,demolito(possiedo però fotocopie del libretto e del complementare),da restaurare e reimmatricolare,prezzo non trattabile.

Prezzo: 2.500 €
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Titolo Consiglio: Vw bus T2 T3 transporter -83

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Volkswagen pulmino 9 posti,anno 83,1900cc a benzina,gancio di traino 1200kg,interni in ordine,carrozzeria da rivedere,motore in buone condizioni(ci ho fatto un viaggio di 550 km),iscritto ASI.Passaggio,bollo e assicurazione ridotti.Revisione in regola fino a novembre 2011.

Prezzo: 3.000 €
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Titolo Consiglio: T2 Westfalia

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Vendo VW T2 Wesfalia 1973,2 posti,quasi tutta la meccanica restaurata,carrozzeria da sistemare,fondi sani.No perditempo.

Prezzo: 4.700 €
Chilometraggio: 40.000 - 44.999
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Titolo Consiglio: Famiglie in difficoltà

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Famiglie italiane in crisi: è quanto rivela l’Istat che ha messo in luce come nel 2009 le famiglie italiane hanno assistito ad un calo di reddito disponibile e propensione al risparmio rispettivamente del 2,6% e dello 0,7% rispetto all'anno precedente. Il potere d'acquisto ha subito una flessione del 2,5%, proseguendo la tendenza al ribasso iniziata già nel 2008 (-0,9%). In calo anche la spesa per consumi finali delle famiglie, che ha presentato una variazione negativa sia in termini nominali (-1,9%) che in quantità (-1,8%).

Le famiglie, inoltre, mettono via meno soldi: la loro capacità di risparmio - rileva l'istituto - si è assottigliata di ulteriori 0,7 punti percentuali all'11,1%, «il valore più basso dall'inizio degli anni Novanta». Anche considerando la componente accumulata nelle riserve dei fondi pensione come pure il trattamento di fine rapporto (Tfr) maturato, il risparmio risulta comunque diminuito: meno 8,4% rispetto al 2008, quando era aumentato dello 0,7 %.

Di chi è la colpa?

Ad incidere sui debiti delle famiglie c’è sempre il mutuo.

I debiti delle famiglie italiane sono cresciuti nel 2009, sfiorando nel complesso i 900 miliardi di euro – si legge in un comunicato dell’ Adico. Il dato è stato diffuso nel periodico supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia secondo cui nel 2009 è aumentato dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

A incidere sul bilancio di casa, secondo Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, sono soprattutto i mutui.
Nei primi tre mesi del 2010, i debiti risultano aumentati ulteriormente del 3% su base annua, passando da 773,218 a 797,611 miliardi di euro, con una crescita reale di 24,330 miliardi. Quanto al peso dei mutui, è salito nei primi mesi del 2010 del 2,6%, da 599,947 a 615,782 miliardi di euro (+15,835 miliardi).

Sulla crescita dei debiti hanno inciso anche il credito al consumo, lievitati da 55,803 a 61,307 miliardi di euro (+5,504 miliardi), mettendo a segno un aumento del 9%.
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Titolo Consiglio: Consumo di energia elettrica "Stand-By"

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Il consumo di energia elettrica dovuto allo "Stand-By" degli apparecchi elettrici rappresenta una considerevole parte di quella energia che viene sprecata inutilmente.
Gli apparecchi che normalmente e per cattiva abitudine vengono lasciati in Stand- by sono:
- televisione;
- stereo;
- computer ed altri componenti, quali modem, stampanti, casse ed altro;
- videoregistratori;
- decoder vari;
- videogiochi.

Spesso accade che le case produttrici degli apparecchi elettrici non riportano il loro consumo in Stand by, oppure i Kw consumati annualmente.
Per il consumatore è quindi difficile controllare questi consumi nascosti ed inutili che vanno ad accumularsi con dispersioni varie incidendo sulla bolletta annuale anche di centinaia di euro.


Nella tabella "Consumi Stand-By" che segue, sono riportate alcune misurazioni non ufficiali, effettuate dal laboratorio inufficiale "Smarcadabollo" dagli utenti registrati ed autorizzati dal Sito Energia 0 CO2. I valori misurati di consumi stand by, non sono ufficiali e non si assume alcuna responsabilità su quanto indicato.
Negli apparecchi con etichetta di classe energetica sono riportati i valori anno indicati dai rispettivi produttori.
Il consumo elettrico in stand by è uno spreco completo di energia. Difatti solo per la pigrizia di non spegnere l'interruttore dell'apparecchio o di premere il pulsante sulla ciabatta si conuma molta energia elettrica La buona preatica di risparmio energetico consiglia di utilizzare delle ciabatte con interruttore. Le ciabatte con interruttore sono molto comode infatti, spegnendo un solo bottone si staccano insieme diversi apperecchiature, che altrimenti continuerebbero inutilmente in Stand-by.

Questa buona pratica delle ciabatte è consigliabile per i computer, dove sono anche collegati i monitor e le stampanti, oppure alla televisione dove sono collegati diversi videoregistratori, lo stesso dicasi per gli stereo, dove sono collegati amplificatore, letore di CD, radio, ecc.

Se voi consultate la tabella qui sotto, ove sono riportati alcuni consumi in stand by vi accorgete del costo economico dell'energia sprecata. L'altra faccia è proprio il costo ambientale per emissione in atmosfera di CO2 inutile. Considerate che per produrre un solo Kw elettrico prodotto in maniera tradizionale con una centrale a combusione produce circa 1/2 Kilo di CO2.
Se poi considerate che dalla produzione delle energia in centrale sino alla vostra presa, per la somma di varie perdite, arriva solo il 30-35% del totale dell'energia vi rendete conto dello spreco assurdo di risorse e di danno ambientale.
Purtroppo, non ostante per i danni ambientali vi sia una grande normativa e legislazione in merito si continua a nn far pagare i danni ambientali a chi li produce. Il loro costo però, in una maniera o nell'altra si ribaltà sulla collettività.
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Titolo Consiglio: Viaggiare al risparmio - diritti del turista

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La compagnia Expedia ha tracciato l'identikit del turista italiano che si attesta come un aficionados del viaggio "last minute".
Dal "Traveller Profile", questo il nome del rapporto stilato dall'agenzia, emerge chiaramente come, contrariamente rispetto a quanto accade nel Nord Europa, il turista italiano preferisce affidarsi all'ultimo momento per scegliere la meta dove consumare il tanto agognato riposo estivo e opta così per soluzioni last minute.
Rispetto agli inglesi e i tedeschi che preferiscono prenotare mesi in anticipo gli italiani preferiscono aspettare l'ultimo minuto.
Confermata anche la tendenza alla scelta del viaggio fai-da-te che implica senza alcun dubbio un impegno e un'attenzione maggiore da parte del viaggiatore che si trova a dover organizzare la propria vacanza al pari di un agente di viaggi, scegliendo fra le varie opportunità della rete ma nel contempo esponendosi al rischio di subire raggiri, trappole e vere e proprie.



Il decalogo

Ecco che l'Associazione dei consumatori Adiconsum ha pubblicato un vero e proprio decalogo per tutelare i diritti del turista in un momento in cui la crisi economica e la tendenza al risparmio delle famiglie spinge il cittadino verso i last minute e verso i pacchetti vacanze offerti a basso prezzo con il rischio concreto di andare incontro a raggiri, trappole e truffe.



1. Il “pacchetto turistico”, comprende sia il viaggio che il relativo soggiorno con assistenza in loco del Tour Operator.



2. In caso di grave inadempienza contrattuale vi è una responsabilità sia del Tour Operator che dell’Agenzia di Viaggi ed entrambe sono tenute, in solido, al pagamento di tutti i danni subiti dai consumatori.



3. Ogni qualvolta si verifichino fatti tali da non consentire una puntuale e corretta esecuzione del contratto, i viaggiatori, che spesso per non perdere la possibilità di effettuare la vacanza desiderata sono costretti ad adeguarsi al nuovo stato dei fatti, hanno diritto a richiedere il risarcimento di tutti i danni subiti.



4. Il danno è patrimoniale e non, quindi anche il danno derivato dallo stress o dalla delusione di non aver potuto godere della propria vacanza, va risarcito.



5. In caso di mancato godimento della vacanza, va innanzitutto richiesto il risarcimento economico dell’intero prezzo pagato per il pacchetto .



6. Se la vacanza è stata rovinata parzialmente da disservizi, inadempienze e non conformità a quanto illustrato dall’Agenzia Viaggi o dal catalogo del Tour Operator al momento dell’acquisto, il risarcimento consisterà in una riduzione del prezzo concordato.



7. Anche l’illustrazione del pacchetto vacanze da parte del venditore entra a pieno titolo nel contratto e può essere rivendicato in sede giudiziale.



8. Il danno non patrimoniale è di più difficile quantificazione dovendosi valutare lo stress e la delusione subiti per il mancato godimento della vacanza e pertanto viene rimesso alla valutazione del giudice.


9. Esempi di danni patrimoniali risarcibili, a cui va aggiunto il danno non patrimoniale da vacanza rovinata:

a- nei casi di vacanze “tutto compreso”, se il mare non è praticabile ed il tour operator non è in grado di fornire un’alternativa valida al consumatore, si giustifica il risarcimento del danno da vacanza rovinata;
b- in caso di ritardo aereo, il danno consiste nella mancata fruizione dei giorni di vacanza laddove i passeggeri arrivano a destinazione dopo 48 (quarantotto) ore di ritardo, ciò implica il godimento parziale della vacanza, con riduzione adeguata del prezzo del pacchetto, calcolando la differenza di prezzo pagato dal consumatore per la compagnia aerea, l’albergo e l’assistenza prescelti in sede di organizzazione del viaggio;
c- la mancata comunicazione da parte dell’agenzia di viaggi al turista di essenziali circostanze, come l’anticipazione dell'orario del volo, integra gli estremi deIl’inadempimento contrattuale.
d- laddove siano smarriti i bagagli, i soggetti danneggiati possono agire sia verso il tour operator,responsabile dell’organizzazione complessiva della vacanza, che verso il vettore aereo, ovvero soggetto addetto al trasporto effettivo dei bagagli.


10. La Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto la risarcibilità del danno morale, accogliendo il principio secondo il quale il consumatore di servizi turistici ha diritto al risarcimento anche di tale tipologia di danno.
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Titolo Consiglio: Mutuo: è meglio il fisso o il variabile?

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Mutuo: è meglio il fisso o il variabile? E' questa la domanda che più di ogni altra si pone chi decide di ricorrere al mutuo per l'acquisto di una casa. Per trovare la risposta opportuna, bisogna usare pazienza e attenzione, perché dalla decisione sull'accensione del mutuo per la casa deriverà un importante impegno economico per un lungo periodo. E in tempi come quelli attuali, in cui gli scenari economici possono cambiare in un battito di ciglia, il mutuo può trasformarsi in breve tempo da spesa a dannazione.
Sembra opportuno, dunque, riflettere con attenzione.

Quali sono le domande giuste da farsi?
E' questo il quesito intorno cui si sono interrogati anche a Corriere Economia, dove hanno stilato una lista di questioni chiave in vista del momento fatidico della firma del mutuo.
Secondo gli esperti, il primo aspetto da definire è l'identificazione dei vantaggi e dei rischi dei mutui variabili. Il vantaggio principale connesso alla fase attuale dell'economia è che i prestiti a tasso variabile non sono quasi mai costati così poco. E' questo - riporta Corriere Economia - il vantaggio principale connesso alla scelta di un mutuo a tasso variabile. Se nella prima parte del prestito aumenta sensibilmente il costo del denaro, anche la rata cresce in maniera sostanziosa. Se per esempio il tasso di partenza di un mutuo è pari al 4%, un aumento di due punti del costo del denaro rappresenta un aumento del 50% della quota interessi della rata. "Al contrario - precisa il Corriere - se invece parte al 2% un incremento di due punti significa aumentare gli interessi del 100%".

Due le strade percorribili nel caso di redditi più bassi: accantonare capitale per far fronte ad eventuali aumenti della rata e rinegoziare il finanziamento in caso di aumenti del costo del denaro.
La maggior fascinazione che il mutuo a tasso fisso esercita sui risparmiatori è quella legata alla certezza della rata. La certezza però in questi mesi si trova a fare a pugni con l'indiscutibile convenienza del mutuo variabile e al gap di quasi tre punti lo separa dal fisso.
Nonostante il costo del denaro risulti sui minimi, nelle ultime settimane si è assistito alla risalita dell'Euribor, indicatore del costo del denaro a breve termine spesso usato come tasso base per calcolare interessi variabili, come quello dei mutui. La situazione attuale secondo alcuni esperti non durerà ancora a lungo e non appena finirà gli effetti della crisi saranno finiti i tassi ricominceranno ad aumentare.
Il problema principale per chi si trova a rimborsare un mutuo è quello di sopportare gli aumenti delle rate, fatto che può risultare difficile se ci si è Indebitati al limite dei propri sforzi.
Paradossalmente secondo l'opinione di Corriere Economia si dovrebbe puntare sull'indicizzato quando si ha un buon reddito, chiedere il fisso quando ci si sta indebitando al limite.Ciò che davvero conta nei mutui non è tanto cercare di risparmiare il più possibile quanto individuare la rata più adeguata alla propria situazione finanziaria.
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Titolo Consiglio: Soldi per il tuo cellulare usato , anche non funzionante

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il Celluvale è il sito italiano dove il telefonino usato ti fa guadagnare.

Con il Celluvale hai l’opportunità di vendere i tuoi cellulari usati, sia funzionanti che da rottamare, a prezzi vantaggiosissimi.

Come? È facilissimo, basta seguire pochi, semplici passi.

Vai nella sezione vendi il tuo cellulare e cerca il modello di ciascun cellulare che vuoi vendere o rottamare.

Inserisci per ognuno il codice IMEI e compila il modulo d'ordine scegliendo il metodo di spedizione che preferisci. Nel caso tu voglia vendere più cellulari ti cosigliamo di inserirli nel tuo carrello di vendita prima di confermare l'ordine. Infatti se raccogli 4 cellulari (o più) anche il corriere espresso è gratuito ed il ritiro avverrà gratuitamente a casa tua!
Fatto questo siediti comodamente in poltrona e aspetta il pagamento. Ti garantiamo che riceverai il denaro in sole 48 ore e soprattutto che non avrai brutte sorprese. La tua tranquillità e la tua soddisfazione ci stanno a cuore, più di ogni altra cosa

Il Celluvale è l'unico servizio in Italia che ti consente di vendere i tuoi cellulari evitandoti di creare aste online o pubblicare annunci di vendita e di organizzare successivamente la loro spedizione.Infatti grazie al nostro servizio sai subito il tuo cellulare quanto ti sarà pagato, in quanto tempo ed inoltre riceverai il ritiro da parte di un corriere espresso direttamente a casa tua! Allora, cosa aspetti? Cerca nei cassetti i tuoi vecchi telefonini e comincia a guadagnare con il Celluvale!

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Titolo Consiglio: Farmaci monouso per risparmiare

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La campagna volta alla trasparenza dei farmaci generici, il cosiddetto Mr. Prezzi, voluta dal Garante nel 2008 è stato un flop: lo sostiene l'Associazione Altroconsumo.

Secondo Altroconsumo “L’iniziativa in verità non ha mai veramente preso piede”. Per l'Associazione oggi, a distanza di due anni dal primo monitoraggio i dati in possesso dimostrano ancora una volta lo scarso appeal della campagna "prezzi dei farmaci trasparenti" .
Secondo la rilevazione di quest'anno (aprile 2010) condotta nelle farmacie, nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione di dieci città italiane, solo un quarto dei punti vendita espone il cartello “prezzi trasparenti” e quasi mai in vetrina (solo tre volte su dieci).



“In compenso - dichiara l'associazione - quasi il 20% dei punti vendita espone cartelli promozionali, cosa che dimostra la tendenza, da noi spesso criticata, a trattare i farmaci come prodotti civetta per allettare i consumatori a comprare sempre più medicine e simili”.



E ancora una volta si torna al punto di partenza con il problema del caro farmaci mentre i Nas continuano a sequestrare farmaci venduti illegalmente, contraffatti e pericolosi che però continuano a prendere piede sebbene vietati per soddisfare le necessità di risparmio di chi arranca alla fine del mese.
Altre due Associazioni, si tratta in questo caso della Federconsumatori e dell’Adusbef propongono la creazione di confezioni di farmaci monouso.



Il risparmio

La possibilità di acquistare scatole adattate ai trattamenti prescritti permetterebbe di abbattere il prezzo delle confezioni creando un risparmio ai cittadini pari a 600-700 milioni di euro annui ed evitare inutili sprechi risparmiando così anche sui costi dello smaltimento e riciclo di farmaci avanzati. Questa è solo la prima strada che porta verso il risparmio visto che c’è poi anche quella riguardante la possibilità di acquistare farmaci in confezioni monouso e/o conformi. A metterlo in risalto è in particolare la Federconsumatori, la quale sottolinea come sia estremamente necessario mettere a punto una riforma che permetta l’immissione in commercio di farmaci monouso e con confezioni conformi all’utilizzo del consumatore. Se infatti, ad esempio, si acquista una confezione di farmaci generici costituita da 20 pasticche, ma al consumatore è stata prescritta l’assunzione di sole 10 pasticche, è chiaro che le altre 10 rappresentano uno spreco ed un costo che al cittadino può essere evitato.



La vendita on line

Per quanto concerne invece la vendita di farmaci online per la senatrice Radicali/Pd, segretaria commissione Igiene e Sanità, Donatella Poretti, se l'Italia rimane uno dei Paesi dove la vendita (illegale) online di farmaci è maggiormente diffusa, la legalizzazione della vendita online di farmaci permetterebbe ai milioni di italiani che ad oggi non rinunciano all'acquisto via Web di comprare online in modo sicuro e controllato con evidenti risparmi di tempo e di denaro.
Resta da chiedersi quanto realmente possano essere messe in atto politiche di taglio dei prezzi.
Per Federfarma la manovra economica del Governo che prevede un taglio alla spesa sui farmaci è insostenibile per le farmacie e rischia di farne chiudere un numero elevato.
“Ciò accade - scrive in un comunicato Federfarma - proprio mentre le farmacie stanno impegnandosi per organizzare i nuovi servizi previsti per soddisfare le esigenze di salute della popolazione, in particolare delle fasce più deboli, anziani e cronici. Le farmacie rurali italiane, le farmacie piccole e presenti in tutto il Paese, patrimonio essenziale del nostro sistema sanitario e sociale - continua Federfarma - non vogliono minimamente sottrarsi al dovere di ogni cittadino e ancor più di ogni professionista responsabile di contribuire per la propria parte ai sacrifici richiesti dal Governo.



Tuttavia, le farmacie rurali contestano l'iniquità di un provvedimento che scarica di fatto il peso del risparmio relativo alla spesa per farmaci sulla sola farmacia, non coinvolgendo l'intera filiera, come correttezza ed equità richiederebbero”.


Il capitolo caro farmaci resta perciò aperto su più fronti e ancora lontano dalla proposta di soluzioni concrete che possano permettere ai cittadini di risparmiare sulla loro bene più prezioso: la salute.
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Titolo Consiglio: Tariffa bioraria bolletta luce enel

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A partire dal primo luglio scatta la tariffa "bioraria" che vedrà coinvolti entro la fine del 2010 circa 13 milioni di utenti finali.

Anche se già esiste già la possibilità di scegliere volontariamente contratti di fornitura con prezzi differenziati, la novità è rappresentata dal fatto che a partire dal 1° luglio prossimo i nuovi prezzi biorari si applicheranno progressivamente e in modo automatico a tutti coloro che hanno un contratto di fornitura di energia elettrica alle condizioni stabilite dall'Autorità, cioè a chi non ha ancora deciso di cambiare il proprio fornitore di elettricità.



Cosa cambia?

Come precisato sul sito dell’Autorità per l’energia, con i prezzi biorari l'energia elettrica si pagherà in base al prezzo di produzione all'ingrosso. Tale prezzo varia ogni ora: di conseguenza quando c'è poca richiesta di elettricità (la sera, la mattina presto, la notte e i festivi) il prezzo è più basso, mentre nelle ore centrali della giornata, quando la richiesta è alta, il prezzo aumenta.



In sintesi, precisa l’Autorità, con i nuovi prezzi biorari, l'energia elettrica:

costerà di meno dalle 19 alle 8 dei giorni feriali e tutti i sabati, domeniche e altri giorni festivi; questi periodi saranno indicati nella bolletta come fasce orarie "F2 e F3"
costerà di più per i consumi dalle 8 alle 19 dei giorni feriali; questo periodo sarà indicato nella bolletta come fascia oraria "F1"


Quali i vantaggi?

Il vantaggio principale legato ai prezzi biorari come precisa l’Autority è quello di permettere a ogni utente di pagare in modo equo l’elettricità. “Se la uso nelle fasce orarie in cui costa di meno è giusto infatti che io paghi di meno risparmiando in bolletta”.

Con un unico prezzo indifferenziato invece chi usa l'elettricità nelle ore convenienti paga anche una parte dei costi di chi consuma nelle ore più costose.



Lo scopo delle nuove tariffe è poi in seconda battuta quello di favorire un utilizzo più consapevole ed efficiente dell’energia elettrica che ricade poi a beneficio di tutti purché ci si abitui a concentrare l’utilizzo dei propri consumi di elettricità negli orari più convenienti: dalle 19 alle 8 dei giorni feriali ed in tutte le ore dei sabati, domeniche ed altri festivi.

Il sistema sarà ancora più conveniente a partire dal gennaio 2012 i prezzi biorari saranno allineati con i prezzi effettivi di produzione all'ingrosso dell'energia elettrica nei diversi momenti e le differenze saranno quindi maggiori.



Quanto conviene?

Secondo l’Associazione in difesa dei consumatori Adico per ottenere un reale risparmio rispetto alle tariffe cosiddette monorarie si dovranno concentrare i propri consumi per almeno il 67% nella fascia oraria notturna/fine settimana. “In caso contrario – spiega in una nota dell’Associazione il presidente Carlo Garofolini si rischia di pagare con la tariffa bioraria di più rispetto alla tariffa monoraria”.
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Titolo Consiglio: Tagli al pubblico impiego

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Sebbene al momento non si conoscano nel dettaglio i meccanismi della misura relativa agli interventi del Governo sul pubblico impiego (il cosiddetto piano di austerity italiano) i sacrifici chiesti alla pubblica amministrazione potrebbero costare ai dipendenti statali fino a 1.800 euro. Il piano di austerità per i dipendenti pubblici (3,3 milioni di persone) secondo "Il Sole 24 Ore" non si tradurrà in tagli ma in una "rinuncia al finanziamento dei rinnovi contrattuali" che di conseguenza si dovrebbe tradurre nel mancato aumento di livello contrattuale.
A smorzare le misure dovrebbero contribuire le indennità di vacanza contrattuale. Nel caso di congelamento dei contratti - precisa "Il Sole 24 Ore" - come confermato dalla riforma del pubblico impiego - l'indennità si calcola applicando il 50% dell'Ipca 2010 (l'Indice europeo dei prezzi al consumo) allo stipendio tabellare, da aprile a giugno 2010 la quota è scende al 30%.



Il blocco contrattuale: quanto costa ai dipendenti?
Il sacrificio maggiore sarà quello chiesto ai 2.100 dipendenti che a Palazzo Chigi percepiscono il reddito più elevato. Un sacrificio che all'anno dovrebbe attestarsi a 700 euro per un totale di 2.400 euro nel triennio 2010-2013.
Tra i comparti più colpiti anche le agenzie fiscali per i cui dipendenti lo stipendio medio è pari a 31.460 euro, l'aumento previsto per le Agenzie fiscali nel 2010 sarebbe pari a 566 euro (1.893 euro nel triennio 2010-2013), la vacanza contrattuale è pari a 190 euro nel 2010 e a 569 euro per tutti i tre anni, risultato: i mancati aumenti annui saranno di 377 euro nel 2010 e di 1.324 euro alla fine del triennio considerato. Per l'Alta formazione artistica e musicale lo stipendio medio è di 33.713 euro annui e il mancato aumento per il 2010 dovrebbe aggirarsi intorno ai 416 euro (1.457 euro alla fine del triennio) contro l'aumento previsto che sarebbe stato di 607 euro nel 2010 pari a 2.028 euro nel triennio. Mitiga il congelamento la vacanza contrattuale di 191 euro annui (572 euro per il triennio). Per gli enti di ricerca dove lo stipendio medio è pari a 32.616 euro il mancato aumento a fine triennio dovrebbe risultare pari a 1.412 euro (404 euro nel 2010). L'aumento previsto sarebbe stato di 587 euro nel 2010 per 1.962 euro per il triennio 2010-2013. La vacanza contrattuale si è attestata per l'anno in corso a 183 euro (550 euro per tutti i tre anni). Per le Regioni ed enti locali per cui lo stipendio medio è di 27.542 annui il mancato aumento per il 2010 dovrebbe aggirarsi intorno ai 326 euro (1.148 euro alla fine del triennio) contro l'aumento previsto che sarebbe stato di 496 euro nel 2010 pari a 1.657 euro nel triennio. Mitiga il congelamento la vacanza contrattuale di 170 euro annui (509 euro per il triennio). Veniamo infine al capitolo scuola e università dove lo stipendio medio si attesta rispettivamente a 28.934 euro e 26.512 euro. Il mancato aumento annuale dovrebbe attestarsi a 290 e 270 euro nel 2010 (1.049 e 974 euro nel triennio). L'aumento sarebbe stato di 521 euro e 477 euro per il 2010. Per la sanità dove lo stipendio medio è pari a 28.975 euro il mancato aumento dovrebbe attestarsi a 338 euro nel 2010 e a 1.194 euro nei tre anni. L'aumento sarebbe stato nel 2010 di 522 euro e nel triennio di 1.743 euro (la vacanza contrattuale pari a 183 euro nel 2010 e 549 euro nel triennio. Diversa invece è la questione se saranno congelati anche i cosiddetti bonus risultato.



Fatti salvi gli scatti contrattuali e le parti della normativa legate alla retribuzione non dovrebbero essere previsti cambiamenti alla parte della contrattazione slegata dai dati economici. Restano in vigore perciò le norme anti-fannulloni che prevedono sanzioni fino al licenziamento per gli assenteisti.
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Titolo Consiglio: RC Auto "fai da te" - cresce il mercato dei broker on line

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n tema di Rc auto o moto agli italiani piace essere indipendenti e gestire da se stessi le pratiche relative alle polizze assicurative. Questo è quanto rivela una ricerca condotta da Ipso per conto di «6sicuro», sito specializzato nel confronto e nella vendita di Rc auto o moto.

Ci sentiamo esperti

Con 1071 interviste telefoniche a un campione rappresentativo della popolazione italiana, la ricerca ha evidenziato come l'82% degli italiani si occupi personalmente della gestione e del rinnovo deIn tema di Rc auto o moto agli italiani piace essere indipendenti e gestire da se stessi le pratiche relative alle polizze assicurative. Questo è quanto rivela una ricerca condotta da Ipso per conto di «6sicuro», sito specializzato nel confronto e nella vendita di Rc auto o moto.

Ci sentiamo esperti

Con 1071 interviste telefoniche a un campione rappresentativo della popolazione italiana, la ricerca ha evidenziato come l'82% degli italiani si occupi personalmente della gestione e del rinnovo della propria polizza assicurativa. Più del 50% degli italiani, infatti, si ritiene competente in materia di assicurazioni, tanto è vero che il 70% degli intervistati afferma di conoscere l'esatto significato di termini tecnici come premio, massimale, bonus malus e franchigia.

Poca cura nella scelta

La sedicente competenza degli italiani, però, non è tanta da convincerli a una scelta oculata della polizza assicurativa. Solo nel 26% dei casi, infatti, gli intervistati hanno dichiarato di confrontare offerte diverse prima di compiere la scelta, mentre il restante 74% del campione ha affermato di rimanere legato alla propria compagnia, senza valutare offerte alternative.

Cresce l'online

Anche tra quanti gestiscono direttamente la polizza cresce l'apprezzamento per i servizi offerti dai broker assicurativi online. Il favore verso questo strumento cresce soprattutto in virtù della possibilità che offre di comparare e ricercare il profilo assicurativo più confacente al caso. L'85% di quanti gestiscono direttamente la polizza ha visitato almeno un sito di brokeraggio online. Metà del campione intervistato, tuttavia, continua a ritenere il confronto tra diverse polizze un'inutile spreco di tempo e fatica.
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Titolo Consiglio: House sharing - Vacanze a basso costo

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L'estate è alle porte. Nonostante le difficoltà economiche dell'ultimo anno, che hanno costretto molti a stringere i cordoni della borsa, è il momento di pianificare le vacanze. Come riuscire a conciliare la necessità di risparmiare con la voglia di svago, offrendosi la possibilità di almeno due settimane lontani da casa e dalla solita routine? La carta vincente al gioco delle vacanze a basso costo potrebbe essere l'house sharing (scambio casa).

Vacanze italiane

Secondo le previsioni degli esperti, nell'estate 2010 gli italiani non resisteranno alla "voglia di vacanza". In base ai dati dell'Osservatorio Europacar, durante i mesi estivi, saranno quasi 29 milioni gli italiani (il 7% più dell'anno scorso) che prepareranno le valigie per trascorrere un periodo di svago. La meta preferita, come da tradizione italica, è il mare: destinazione vacanziera per 3 famiglie su 4. Per evitare gli alberghi affollati e i prezzi folli delle strutture ricettive, lo scambio casa (l'house sharing) può essere la soluzione ideale.

Cos'è l'house sharing?

Nato negli anni Cinquanta (quando nelle lunghe vacanze estive, i professori si scambiavano le case l'un con l'altro), l'house sharing è esploso nei passati anni Novanta grazie alla rete internet, che ha reso assai più semplice per i proprietari di casa raggiungere accordi sullo scambio da operare. Negli ultimi anni, poi, il fenomeno dello scambio casa è definitivamente salito alla ribalta grazie alla creazione di siti (come l'italiano Homelink.it) che hanno saputo costruirsi attorno una vera e propria community di utenti affezionati e proporsi come piattaforme per mettere in contatto le persone.

I passi da compiere e le modalità dello scambio

Per fare le proprie vacanze in house sharing non è necessario affrontare il calvario di un'eccessiva burocrazia. Basta mettere a disposizione la propria abitazione di una famiglia (o di una persona) che vi offrirà la sua, contemporaneamente o in periodi diversi. Ovviamente, secondo il sito che si utilizza per trovare e pubblicare inserzioni, le modalità di iscrizione alla community variano, prevedendo il pagamento di quote annuali abbastanza contenute. Generalmente, la durata e il periodo dello scambio casa non hanno limitazioni, venendo stabilite direttamente dall'accordo raggiunto dagli "house sharer". Non avendo regole da seguire (tranne quelle della correttezza e del buon comportamento), le reti di house sharing solitamente non offrono alcuna garanzia (anche perché sarebbe impossibile controllare un sistema che cresce al ritmo del 20%). Tuttavia, le brutte sorprese non sono troppo frequenti: il rispetto per la casa altrui è un comportamento naturale per chi, a sua volta, offre la propria abitazione ad altri.
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Titolo Consiglio: Lotteria gratuita on line , superenalotto

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