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Titolo Consiglio: E-Coupon genialloyd 5% amicizia premia

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Titolo Consiglio: Regalosconti.it ti aiuta a risparmiare

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Titolo Consiglio: Chiedi Rimborso Bollo Ciclomotori per il 2014

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Con la L.R. 5 Agosto 2014, n. 24 Regione Lombardia ha disposto che a partire dal periodo di imposta decorrente dal 1° gennaio 2014, per i ciclomotori e i quadricicli leggeri non è più dovuta la tassa di circolazione.



Per coloro che hanno già versato la tassa di circolazione Regione Lombardia ha predisposto la modalità online di presentazione dell’istanza di rimborso, attraverso il Portale dei Tributi, che sarà attiva a partire dal giorno 8 ottobre.



I cittadini hanno tempo fino al 31 dicembre 2017 per richiedere il rimborso del pagamento effettuato nel 2014.



La richiesta potrà essere presentata soltanto da un maggiorenne.



Alla richiesta dovrà essere allegata la scansione dei seguenti documenti:

• Carta di identità valida

• Ricevuta di pagamento della tassa di circolazione anno 2014



In fase di compilazione, inoltre, i contribuenti dovranno scegliere la modalità di rimborso:

• tramite bonifico bancario (indicando il proprio codice IBAN)

• tramite gli sportelli di Intesa San Paolo (autocertificando di non avere un conto corrente).



Coloro che non avessero la possibilità di inserire autonomamente la richiesta di rimborso mediante questo Portale, potranno rivolgersi agli uffici regionali presenti sul territorio (Sede Territoriale nelle diverse Province).



Per procedere all'inserimento dell'istanza di rimborso suggeriamo di utilizzare uno dei seguenti browser, che risultano pienamente compatibili con la procedura:

Internet Explorer versione 10
Google Chrome versione 37.0.2062.124
Firefox versione 31


















Qualora si riscontrassero inconvenienti di carattere tecnico, durante l'inserimento della richiesta di rimborso, vi chiediamo cortesemente di scrivere una email al seguente indirizzo:



assistenza-zerobollo@lispa.it



segnalando l'eventuale errore rilevato e fornendo opportuni riferimenti per poter essere contattati nel più breve tempo possibile.



Se hai i requisiti, hai già a disposizione la documentazione necessaria e vuoi inviare la richiesta a Regione Lombardia
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Titolo Consiglio: Codice amico conto corrente arancio

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Titolo Consiglio: Guadagna pubblicando i tuoi link

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Titolo Consiglio: INPS Voucher baby sitting – asili nido

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L’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n.92, introduce in via sperimentale, per il triennio 2013 – 2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli undici mesi successivi, in alternativa al congedo parentale, voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi.
A CHI SPETTA

Possono accedere al beneficio:

le lavoratrici dipendenti;
le lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all’art.2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, (ivi comprese le libere professioniste, che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate, pertanto tenute al versamento della contribuzione in misura piena), che si trovino in una delle seguenti condizioni:
le lavoratrici madri che, al momento della domanda, siano ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità, e non abbiano fruito ancora di tutto o parte del periodo di congedo parentale;
le gestanti, la cui data presunta del parto è fissata entro i quattro mesi successivi alla scadenza del bando per la presentazione della domanda.

Le lavoratrici madri possono accedere al beneficio anche per più figli, presentando una domanda per ogni figlio/nascituro (in caso di gravidanza plurima) purché ricorrano per ciascun figlio i requisiti sopra richiamati.

Non sono ammesse al beneficio:

le lavoratrici autonome iscritte ad altra gestione (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali di cui alle leggi 26 ottobre 1957, n. 1047, 4 luglio 1959, n. 463, e 22 luglio 1966, n. 613, imprenditrici agricole a titolo principale, pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne, disciplinate dalla legge 13 marzo 1958, n. 250);
le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;
le lavoratrici che usufruiscono dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità istituito con l’art.19, comma 3, del decreto legge 4 giugno 2006, n.223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n.248.


Alla luce di quanto disposto dall’art.1, commi 7 e 8, della citata legge 92/2012, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica – ha chiarito che la normativa in questione non è direttamente applicabile ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’art.1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, sino all’approvazione di apposita normativa che, su iniziativa del Ministro per la pubblica amministrazione, individui e definisca gli ambiti, le modalità ed i tempi di armonizzazione della disciplina relativa ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.
COSA SPETTA

Il beneficio consiste nelle seguenti forme di contributo, alternative tra loro:

contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati;
voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting;

L’importo del contributo è di 300,00 euro mensili ed è erogato per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata), divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la rinuncia dello stesso da parte della lavoratrice.



Le lavoratrici part-time potranno fruire del contributo in misura riproporzionata in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa.
MODALITÀ DI EROGAZIONE

Il contributo per la fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati viene erogato attraverso pagamento diretto alla struttura scolastica prescelta dalla madre, dietro esibizione, da parte della struttura stessa, della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio, e fino a concorrenza dell’importo di 300 euro mensili, per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice.

Detto contributo sarà erogato esclusivamente se il servizio per l’infanzia viene svolto da una struttura scolastica scelta dalla lavoratrice tra quelle presenti in un apposito elenco, che l’Istituto provvede a formare annualmente (per il triennio di sperimentazione) sulla base delle adesioni delle strutture stesse ad apposito bando.

L’elenco viene pubblicato sul sito web istituzionale (www.inps.it), affinché la madre lavoratrice, prima di presentare la domanda di ammissione al beneficio, possa verificare la presenza in elenco della struttura scolastica presso cui ha iscritto il figlio.

Per ogni ulteriore approfondimento si rinvia a quanto disposto nella circolare INPS n.48 del 28.03.2013

Il contributo concesso per il pagamento dei servizi di baby sitting viene erogato attraverso il sistema di buoni lavoro ex art. 72 del decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003 e successive modifiche ed integrazioni. L’Istituto pertanto erogherà 300 euro in voucher, per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice.

I voucher sono unicamente cartacei e dovranno essere ritirati dalla madre lavoratrice presso la sede provinciale INPS territorialmente competente, individuata in base alla residenza o al domicilio temporaneo dichiarato nella domanda di accesso a tale prestazione. La madre lavoratrice potrà ritirare i voucher in un’unica soluzione oppure scegliere di ritirarne solo una parte o ritirarli con cadenza mensile, indicando espressamente il codice fiscale del figlio per cui è concesso il beneficio.

La madre lavoratrice potrà spendere detti voucher entro la scadenza degli stessi purché, prima dell’inizio della prestazione lavorativa del servizio di baby sitting, effettui (attraverso i consueti canali INPS/INAIL) la comunicazione preventiva di inizio prestazione, indicando oltre al proprio codice fiscale, il codice fiscale della prestatrice, il luogo di svolgimento della prestazione e le date presunte di inizio e di fine dell’attività lavorativa.

Per ogni ulteriore approfondimento si rinvia a quanto disposto nella circolare INPS n.48 del 28.03.2013.

LA DOMANDA

Al fine di consentire l’accesso a detti benefici, l’Istituto pubblica, sul proprio sito WEB, un bando nel quale sono stabiliti i tempi e le modalità di presentazione della domanda da parte delle lavoratrici madri, nonché tutte le informazioni relative alla procedura concorsuale e gli adempimenti conseguenti alla formazione della graduatoria.



La domanda deve essere presentata all’Istituto in modo esclusivo attraverso il sito WEB istituzionale, accedendo direttamente tramite PIN “dispositivo” (circolare n. 50 del 5/03/2011).



In sede di domanda la lavoratrice richiedente deve:

indicare a quale dei due benefici intende accedere, ed in caso di scelta del contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, indicare la struttura per l’infanzia (pubblica o privata accreditata) nella quale la lavoratrice stessa ha effettuato l’iscrizione del minore;
indicare il periodo di fruizione del beneficio, specificando il numero di mesi;
dichiarare la rinuncia alla fruizione del corrispondente numero di mesi di congedo parentale;
dichiarare di aver presentato dichiarazione ISEE valida. A tal fine si ricorda che la dichiarazione ISEE ha validità di un anno dall'attestazione della presentazione e vale per tutti i componenti il nucleo familiare.



ATTENZIONE: dal momento di presentazione della domanda e fino alla pubblicazione della graduatoria, per la madre lavoratrice è sospesa la possibilità di fruire del periodo di congedo parentale cui si rinuncia nella domanda di beneficio, detta fruizione sarà nuovamente consentita solo nel caso di collocamento in graduatoria in posizione non utile, ovvero in caso di rinuncia al beneficio.



Entro 15 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, l’Istituto provvederà a redigere e pubblicare sul proprio sito istituzionale, la graduatoria delle madri lavoratrici ammesse al beneficio. Detta graduatoria è definita, secondo i criteri previsti dalla legge 28 giugno 2012, n.92, art.4, comma 24, lettera b), tenendo conto dell’ISEE - Indicatore della Situazione Economica Equivalente - con ordine di priorità per i nuclei familiari con ISEE di valore inferiore e, a parità di ISEE, secondo l’ordine di presentazione della domanda.



L’Istituto provvede ad avvisare il datore di lavoro della lavoratrice della proporzionale riduzione del periodo di congedo parentale conseguente alla concessione del beneficio.



La rinuncia del beneficio può essere effettuata dal giorno successivo alla pubblicazione della graduatoria, esclusivamente in via telematica sul sito web dell’Istituto (www.inps.it). In caso la rinuncia avvenga in un periodo successivo al ritiro dei voucher, i voucher non ancora fruiti potranno essere restituiti, alla sede provinciale INPS presso la quale sono stati ritirati, che provvederà al loro annullamento.



Per ogni ulteriore approfondimento si rinvia a quanto disposto nella circolare INPS n.48 del 28.03.2013.

Adempimenti a carico degli “asili nido” per il pagamento

Per il pagamento del contributo di cui all’ articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012 n. 92, gli “asili nido” devono inviare alla struttura provinciale Inps territorialmente competente, regolare fattura come da messaggio Hermes n. 14870 del 20/09/2013, e allegare i seguenti documenti debitamente compilati e sottoscritti:

delegazione liberatoria di pagamento
dichiarazione della madre lavoratrice assegnataria del beneficio di fruizione del contributo economico per l’acquisto dei servizi dell’infanzia

La documentazione sopra citata, è indispensabile per procedere al pagamento delle fatture relative all’erogazione dei servizi all’infanzia.
SEGUI IL LINK PER VISUALIZZARE OFFERTA: www.inps.it/portale/default.aspx?iMenu=1&iNodo=8591

Titolo Consiglio: Assegnazioni di terre pubbliche in Lazio per l'agricoltura

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Agricoltura: un nuovo modello che unisce sviluppo e ambiente
La Regione Lazio assegna terre pubbliche a giovani che si vogliono avvicinare all’agricoltura. Era da 45 anni che non si faceva una cosa del genere. Le terre non possono rimanere incolte, sono una risorsa preziosa: si può costruire una nuova economia che crea lavoro e sviluppo e difende l’ambiente.

Si tratta di 320 ettari di terreni per nuove imprese agricole di proprietà dell’Arsial, l’agenzia regionale per l’Agricoltura.

Saranno privilegiati i giovani imprenditori agricoli di età compresa tra i 18 e i 39 anni, ma potranno manifestare il loro interesse anche imprenditori agricoli o coltivatori diretti di qualsiasi età con sede sociale in uno dei Comuni della Regione Lazio.
I terreni saranno concessi in affitto per un periodo di 15 anni con la possibilità di rinnovo dell’accordo per altri 15 anni. In questo modo sarà possibile rigenerare terre che altrimenti resterebbero incolte regalando nuove opportunità di lavoro.
SEGUI IL LINK PER VISUALIZZARE OFFERTA: www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=evidenzaDettaglio&id

Titolo Consiglio: Sospendere le cartelle Equitalia on line

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ha infatti attivato sul proprio sito un nuovo servizio telematico che consente ai cittadini di inviare la richiesta di sospensione della riscossione dal proprio computer. La richiesta online si aggiunge alle altre modalità di presentazione della domanda già operative: allo sportello, via fax, via e-mail oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Si può richiedere la sospensione della riscossione direttamente a Equitalia in caso di annullamento del debito da parte dell’ente creditore, Equitalia ha attivato sul proprio sito un nuovo servizio telematico che consente ai cittadini di inviare la richiesta di sospensione della riscossione dal proprio computer. La richiesta online si aggiunge alle altre modalità di presentazione della domanda già operative: allo sportello, via fax, via e-mail oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Si può richiedere la sospensione della riscossione direttamente a Equitalia in caso di annullamento del debito da parte dell’ente creditore, di un pagamento già effettuato o di una sentenza favorevole. «Grazie a Equitalia il fenomeno delle cartelle pazze è ormai relegato al passato – dice Benedetto Mineo, amministratore delegato di Equitalia – In questi anni siamo riusciti a perfezionare i nostri sistemi informatici per evitare quelle situazioni «eccezionali» che sostanzialmente si sono verificate prima della nascita di Equitalia, in cui si riscontravano divergenze tra i dati forniti dagli enti creditori e quanto riportato nelle cartelle notificate ai contribuenti. Qualche problema però si può ancora verificare quando l’ente fornisce a Equitalia informazioni errate o parziali, o quando omette di comunicare eventuali cancellazioni del debito. Per evitare disagi abbiamo ampliato i nostri canali di assistenza intervenendo su questi disguidi non imputabili alla nostra attività e oggi è possibile risolvere la situazione anche dal computer di casa

Titolo Consiglio: Guadagnare con la rete

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Titolo Consiglio: Come sostituire il conto corrente con uno più conveniente

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Sul sito di PattiChiari, il consorzio che promuove la trasparenza nei rapporti tra banche e clienti, è pubblicata un’informativa che elenca le quattro mosse da compiere per cambiare un conto corrente. Bisogna prima scegliere il nuovo conto più adatto al proprio profilo, quindi valutare i servizi da spostare nel nuovo conto, trasferire i servizi e quindi chiudere il vecchio conto. In realtà, però, anche in questo campo non mancano le difficoltà e da anni diverse associazioni di consumatori denunciano un costo eccessivo del conto corrente in Italia.


Adusbef, “L’Italia maglia nera per i costi dei conti correnti”

L’Associazione a difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari (Adusbef) ha chiesto di recente con Federconsumatori delle sanzioni per le banche che non consentono il trasferimento del conto corrente bancario “senza spese aggiuntive di qualsiasi origine o natura”. Un trasferimento non oneroso che faciliti la concorrenza tra banche è già previsto nella bozza del disegno di legge collegato alla Legge Stabilità ed era inserito nel decreto Bersani. Secondo Adusbef e Federsconsumatori, però, senza sanzioni tutto rischia di rimanere lettera morta e potrebbero moltiplicarsi i costi per il consumatore.

Ma quanto costa un conto corrente in Italia? La Banca d’Italia calcola 101 euro contro una media europea di 114 euro, ma secondo Adusbef le cifre sono molto diverse. Un monitoraggio dell’Associazione del 10 ottobre 2013 usa infatti come riferimento l’Indicatore Sintetico di Costo (l’ISC che anche Patti Chiari raccomanda agli utenti per comprendere il costo di un conto corrente) e calcola che in media un conto corrente con “profilo a bassa operatività” costa in Italia 347 euro. Le cifre sul costo dei conti correnti insomma possono cambiare anche notevolmente a seconda dell’osservatore, né è sempre semplice passare da una banca all’altra.

Così Federconsumatori e Adusbef hanno deciso di chiedere la portabilità del conto corrente entro 30 giorni a difesa dei diritti degli utenti. Servirà un archivio aggiornato dei conti correnti italiani, magari accentrato presso la Banca d’Italia, a quel punto però – sostiene ancora l’Adusbef – cambiare conto sarà semplice come cambiare operatore telefonico.
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Titolo Consiglio: I limiti di velocità e i dispositivi di controllo in Italia

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In Italia i limiti di velocità variano principalmente in base alle caratteristiche della strada, alle condizioni meteorologiche, alla categoria di veicolo guidato e alla data di conseguimento della patente, anche se i fattori che concorrono alla definizione di un limite sono molto più numerosi.

Così, in autostrada si può viaggiare fino a 130km/h, anche se in caso di precipitazione il limite scende a 110 e se c’è nebbia non si possono superare i 50. (su alcuni tratti autostradali il limite è stato portato a 150km/h). Sulle strade extraurbane principali, invece, il limite è pari a 110km/h, che scendono a 90 se piove, grandina o nevica. Sulle strade extraurbane secondarie, ancora, il limite è di 90km/h, sulle strade urbane di scorrimento di 70km/h e nei centri urbani di 50km/h. I neopatentati da meno di tre anni non possono superare i 100km/h in autostrada e i 90 sulle strade extraurbane.

La rilevazione e l’accertamento del superamento dei limiti di velocità sono compito di tutte le forze dell’ordine, tuttavia si può dire che la Polizia Stradale abbia fatto della sicurezza stradale la sua specialità, avvalendosi e sviluppando nel tempo le più moderne tecnologie per rilevare a distanza la velocità di un qualsiasi mezzo. Se l’autovelox rimane l’apparecchio di rilevazione più diffuso, oggi sono in uso altri dispositivi tecnologicamente ancora più evoluti.

L’evoluzione più nota dell’autovelox è il tutor, nuovo controllore di velocità entrato in funzione nel 2005, che misura la velocità media dei veicoli lungo le tratte autostradali. Grazie all'installazione di sensori e telecamere, il tutor monitora tutto il traffico e ne registra gli orari di passaggio sotto i portali, posti all'inizio ed alla fine della tratta controllata: in questo modo la velocità media viene calcolata in base al tempo di percorrenza.

Meno diffusi ma tecnologicamente molto evoluti, infine, sono il Telelaser Microdigicam e il Pro Vida 2000. Il primo è un sistema di misurazione della velocità di dimensioni ridotte, che viene puntato sui veicoli e permette di accertarne all’istante la velocità fino a 800 metri di distanza. Il secondo è capace di rilevare la velocità dei veicoli in movimento e di fornire anche materiale utile per l'accertamento di altre violazioni al codice della strada. L'ultima evoluzione dell’apparecchio è stata l’installazione di un sistema di lettura delle targhe a raggi infrarossi, denominato Auto-Detector, in grado di riconoscere le targhe dei mezzi che viaggiano ad alta velocità (fino a 200km/h) in qualsiasi condizione di luce ambientale.

Il fatto che per legge sia previsto l’obbligo di segnalazione delle postazioni di controllo tramite cartelli o dispositivi luminosi, non significa che vada rispettato il limite solo in prossimità degli stessi, ma per la sicurezza di tutti vanno rispettati sempre, soprattutto in condizioni meteorologiche avverse.

La strada non è una pista su cui correre e rispettare il limite di velocità non significa arrivare ultimi.

Buon viaggio!
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Titolo Consiglio: Bonus Elettrodomestici

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Bonus elettredomestic:i: Collegato agli incentivi sulle ristritturazioni degli immobili si aggiunge lo sgravio Irpef del 50% delle spese sull’acquisto degli elettrodomestici, entro un limite di 10mila euro.
Il bonus, che sarà spalmato in dieci quote annuali, vale solo per chi effettua anche lavori, vale quindi per 10.000 euro di spesa che si aggiungono ai 96.000 euro del tetto già previsto per gli incentivi.

Come fare per beneficiare dei bonus:
Per poter godere delle detrazioni i è necessario pagare i lavori con un bonifico bancario con la condizione obbligatoria che i lavori dovranno essere pagati entro la scadenze del decreto. Ne consegue che i lavori non dovranno essere ultimati entro il termine ultimo previsto dal decreto, ma dovranno essere pagati entro tale data.

E’ inoltre importane e necessario conservare tutte le fatture sulle opere per le quali si richiede il bonus. Per il bonus sulle agevolazioni è indispensabile indicare il percettore delle somme in sede di dichiarazione dei redditi, mentre per il bonus energetico occorrerà disporre della certificazione sulle caratteristiche dei lavori o dei materiali, ed entro 90 giorni dalla fine dei lavori inviare il tutto in via telematica a Enea. Senza fatture e documenti la detrazione, ovviamente non viene riconosciuta e il Fisco può pretendere indietro il risparmio con interessi e sanzioni.
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Titolo Consiglio: Riqualificazione energetica immobilli detrazioni del 65%

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E' stato introdotto un potenziamento dell’attuale regime di detrazioni fiscali che passerà dal 55% al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, in scadenza il 30 giugno.

Con le nuove misure, dal 1° luglio al 31 dicembre sarà possibile ottenere una detrazione Irpef pari al 65%.
Di seguito gli interventi che rientrano in questa categoria: interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti; interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi e la sostituzione dei portoni d’ingresso, a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati; installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università; interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

Per quanto riguarda invece le spese per i lavori di ristrutturazione edilizia si potrà beneficiare della detrazione d’imposta Irpef pari al 50%, rispetto al precedente 36%. Il bonus sarà destinato alle spese di ristrutturazione fino ad un ammontare complessivo non superiore a 96.000 euro ed è stato esteso anche all'acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, per un massimo di 10 mila euro.
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Titolo Consiglio: Sanzioni ridotte per il bollo auto 2010-2011

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seguito della pubblicazione nel BURL del 20/05/2013 di apposita Delibera della Giunta Regionale, stanno per essere inviati i Questionari informativi relativi alle annualità 2010 e 2011.



I Questionari Informativi, che saranno inviati tra la fine del mese di Maggio e la fine del mese di Giugno, sono comunicazioni di carattere bonario, previste dagli art. 86 e 90 della Legge Regionale N. 10/2003, relative al mancato pagamento della tassa automobilistica per le annualità 2010 e 2011, che consentseguito della pubblicazione nel BURL del 20/05/2013 di apposita Delibera della Giunta Regionale, stanno per essere inviati i Questionari informativi relativi alle annualità 2010 e 2011.



I Questionari Informativi, che saranno inviati tra la fine del mese di Maggio e la fine del mese di Giugno, sono comunicazioni di carattere bonario, previste dagli art. 86 e 90 della Legge Regionale N. 10/2003, relative al mancato pagamento della tassa automobilistica per le annualità 2010 e 2011, che consentiranno ai contribuenti lombardi di regolarizzare la propria posizione tributaria corrispondendo, oltre all’importo della tassa, una sanzione ridotta della metà (15% anziché 30%), senza ulteriore aggravio di interessi e spese.



Il pagamento potrà essere effettuato tramite gli intermediari consueti (vedi ”Dove si paga la tassa automobilistica”) entro il termine di 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.



Se i contribuenti ritengono di aver già pagato, di non dover pagare o di aver diritto a farlo con un importo diverso da quello comunicato, potranno compilare il modulo “Risposta del contribuente”, allegato alla lettera, e inoltrarlo insieme a documentazione idonea per consentire l’aggiornamento degli archivi. I canali utilizzabili sono indicati nel Questionario (mail, fax). In alternativa è possibile rivolgersi agli sportelli delle Sedi Regionali o degli Uffici Provinciali dell’ACI. Ulteriori informazioni o verifiche delle posizioni tributarie possono essere richieste al Call Center (800151121).



Il mancato pagamento o la mancata regolarizzazione della posizione tributaria comporteranno l’emissione di avvisi di accertamento con l’applicazione della sanzione intera (30%), degli interessi maturati e delle spese di notifica.
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Titolo Consiglio: Anno 2012 sconti irpef Polizza RCAUTO

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Per l'anno 2012 gli sconti Irpef della polizza RCAuto
sono drasticamente calati.

Il contributo SSN, cioè la quota del premio RC Camper dovuta per finanziare il Servizio sanitario nazionale nella dichiarazione Irpef da presentare nell'anno 2013, non è più interamente deducibile dal reddito imponibile, ma solo per la parte che supera i 40 euro, e se la soglia dei 40 euro non viene oltrepassata, la deduzione non è più ammessa.

Il contributo SSN ammonta al 10,50% del premio RCAuto e quindi arriva al nuovo limite di 40 euro solo se si superano i 380,92 euro di premio pagato (potrete trovare l'ammontare del contributo SSN versato nella vostra polizza oppure nella quietanza di pagamento).
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Titolo Consiglio: Assegno al nucleo famigliare 2013

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DOMANDA

Deve essere presentata:

al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente, utilizzando il modello ANF/DIP. In tale caso, il datore di lavoro deve corrispondere l'assegno per il periodo di lavoro prestato alle proprie dipendenze, anche se la richiesta è stata inoltrata dopo la risoluzione del rapporto nel termine prescrizionale di 5 anni.
all’Inps nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agrico
DOMANDA

Deve essere presentata:

al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente, utilizzando il modello ANF/DIP. In tale caso, il datore di lavoro deve corrispondere l'assegno per il periodo di lavoro prestato alle proprie dipendenze, anche se la richiesta è stata inoltrata dopo la risoluzione del rapporto nel termine prescrizionale di 5 anni.
all’Inps nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore iscritto alla gestione separata, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali attraverso uno dei seguenti canali:
WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto - servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”;
Contact Center - attraverso il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico
Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

N.B.: Qualsiasi variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta dell' ANF, deve essere comunicata entro 30 giorni.

Qualora la domanda venga presentata per un periodo pregresso, gli arretrati spettanti vengono corrisposti nel limite massimo di 5 anni (prescrizione quinquennale).


DECORRENZA E VARIAZIONE

Il diritto all'assegno decorre dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione previdenziale, per la quale è prevista l’erogazione accessoria degli assegni per il nucleo familiare, nel corso del quale si verificano le condizioni prescritte per il riconoscimento del diritto (ad es.: celebrazione del matrimonio, nascita di figli) e cessa alla fine del periodo in corso alla data in cui le condizioni stesse vengono a mancare (ad es.: separazione legale del coniuge, conseguimento della maggiore età da parte del figlio). Qualora spettino assegni giornalieri, il diritto decorre e ha termine dal giorno in cui si verificano o vengono a mancare le condizioni prescritte.

Non possono essere erogati complessivamente più di 6 assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese.
Per i pagamenti subordinati ad autorizzazione da parte dell'INPS la data iniziale dell'erogazione e quella finale di scadenza della relativa validità risultano dalle indicazioni contenute nell'autorizzazione stessa


AUTORIZZAZIONE

L’autorizzazione va richiesta, attraverso la modalità di presentazione telematica utilizzando uno dei seguenti canali (quando l’ANF è erogato dal datore di lavoro):

WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto - servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito – funzione Autorizzazioni Anf”;
Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
Contact - Center attraverso il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico.

o tramite presentazione della necessaria documentazione indicata nei modelli di domanda (nei casi di pagamento diretto da parte dell’INPS), nei casi in cui debbano essere inclusi nel nucleo familiare:

figli ed equiparati di coniugi legalmente separati o divorziati, o in stato di abbandono;
figli naturali propri o del coniuge, riconosciuti da entrambi i genitori;
figli del coniuge nati da precedente matrimonio;
fratelli sorelle e nipoti orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto a pensione di reversibilità;
nipoti in linea retta a carico dell’ascendente (nonno/a);
familiari minorenni incapaci di compiere gli atti propri della loro età (se non sono non sono in possesso di documenti attestanti il diritto all’indennità di accompagnamento ex lege n. 18 del 1980 o ex artt. 2 e 17 ex lege n. 118 del 1871 o di frequenza ex lege n. 289 del 1990);
familiari maggiorenni inabili (se non sono in possesso di documenti attestanti l’inabilità al 100%);
minori in accasamento eterofamiliare;
familiari di cittadino italiano, comunitario, straniero di stato convenzionato, che siano residenti all’estero;
figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché facenti parte di "nuclei numerosi", cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni.



IL PAGAMENTO

L'assegno viene pagato:

dal datore di lavoro, per conto dell'Inps, ai lavoratori dipendenti in attività, in occasione del pagamento della retribuzione;
direttamente dall'Inps nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore di ditte cessate o fallite, lavoratore iscritto alla gestione separata ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

Il pagamento effettuato direttamente dall’INPS è disposto tramite bonifico presso ufficio postale o, a richiesta, mediante accredito su conto corrente bancario o postale, indicando nella domanda il codice IBAN.

PAGAMENTO AL CONIUGE DELL’AVENTE DIRITTO

A decorrere dall' 1/1/05 il coniuge dell’avente diritto alla corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare può chiedere l’erogazione della predetta prestazione purché non sia, a sua volta, titolare di un proprio diritto all’ANF determinato da un rapporto di lavoro dipendente oppure da una prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente.

La richiesta di pagamento da parte del coniuge deve essere presentata utilizzando il modello ANF 559.

NB: Salvo quanto riportato in generale nella presente scheda, è possibile accedere ad informazioni riguardanti le particolarità nella liquidazione degli assegni familiari previste per alcune categorie di lavoratori dipendenti accedendo alla scheda “ANF lavoratori dipendenti” e “ANF parasubordinati” . E’, inoltre, presente l’ulteriore scheda “ANF pensionati” con informazioni aggiuntive per i richiedenti pensionati.


FONTE INPS
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Titolo Consiglio: Indennità di disoccupazione Mini-ASpI 2012

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COSA E’
E’ una prestazione economica a domanda erogata - esclusivamente nell’anno 2013 - in favore dei lavoratori dipendenti al fine di indennizzare periodi di disoccupazione relativi all’anno 2012.

A CHI SPETTA
A tutti i lavoratori che nel 2013, secondo la precedente disciplina, avrebbero potuto presentare domanda di indennità disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti ridotti e beneficiare della prestazione per i periodi di disoccupazione dell’anno 2012.

REQUISITI

Anzianità assicurativa di due anni
Almeno 78 giornate di lavoro nell’anno 2012

Non si richiede lo stato di disoccupazione al momento della presentazione della domanda.

QUANDO SPETTA
L’erogazione avverrà nel solo anno 2013 per indennizzare periodi di disoccupazione relativi all’anno 2012, non indennizzati già ad altro titolo.

COSA SPETTA
Un’indennità la cui durata è pari alla metà delle settimane lavorate nel 2012, nel limite di quelle disponibili, avendo detratto dal massimale 52 (numero massimo di settimane presenti in un anno), le settimane lavorate e le settimane non indennizzabili o già indennizzate ad altro titolo.

QUANTO SPETTA
La misura della prestazione, calcolata in base alle nuove disposizioni normative relative all’indennità di disoccupazione Mini-ASpI, è pari:

al 75% della retribuzione media mensile imponibile (ai fini previdenziali) degli ultimi due anni, se questa è pari o inferiore ad € 1.180,00. L’importo della prestazione non può comunque superare un limite massimo stabilito annualmente per legge.
al 75% di € 1.180,00 sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile e l’importo di € 1.180,00, se la retribuzione media mensile imponibile è superiore ad € 1.180,00. L’importo della prestazione non può comunque superare un limite massimo stabilito annualmente per legge.


LA DOMANDA
Per il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione Mini-ASpI riferita a periodi di disoccupazione intercorsi nell’anno 2012, indipendentemente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, la domanda deve essere presentata all’INPS, esclusivamente in via telematica, dal 1° gennaio al 2 aprile 2013.

La presentazione telematica può avvenire attraverso uno dei seguenti canali:

WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;
Contac Center multicanale attraverso il numero telefonico 803164 gratuito da rete fissa o n. 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
Patronati/intermediari dell’Istituto - attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi con il supporto dell’Istituto.

IL PAGAMENTO
Avviene in un’unica soluzione ed è comprensivo degli ANF se spettanti.
L’indennità può essere riscossa:

mediante accredito su conto corrente bancario o postale o su libretto postale;
mediante bonifico domiciliato presso Poste Italiane allo sportello di un ufficio postale rientrante nel CAP di residenza o domicilio del richiedente. Secondo le vigenti disposizioni di legge, le Pubbliche Amministrazioni non possono effettuare pagamenti in contanti per prestazioni il cui importo netto superi i 1.000 euro.

Fonte INPS
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Titolo Consiglio: Sconto per acquisto gas - bonus

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CHE COS'E'IL BONUS SULLA BOLLETTA DEL GAS?

E' una riduzione sulle bollette del gas riservata alle famiglie a basso reddito e numerose. Il bonus è stato introdotto dal Governo e reso operativo dall'Autorità per l'energia, con la collaborazione dei Comuni. Il bonus vale esclusivamente per il gas metano distribuito a rete (e non per il gas in bombola o per il GPL), per i consumi nell'abitazione di residenza.
CHI HA DIRITTO AL BONUS GAS

Il bonus può essere richiesto da tutti i clienti domestici che utilizzano gas naturale con un contratto di fornitura diretto o con un impianto condominiale, se in presenza di un indicatore ISEE:

non superiore a 7.500 euro,
non superiore a 20.000 euro per le famiglie numerose (con più di 3 figli a carico).

QUANTO VALE IL BONUS GAS

Calcolo dell'importo del bonus per Comune, tipologia di utilizzo del gas e componenti familiari
Il bonus è determinato ogni anno dall'Autorità per consentire un risparmio del 15% circa sulla spesa media annua presunta per la fornitura di gas naturale (al netto delle imposte). Il valore del bonus sarà differenziato:

per tipologia di utilizzo del gas (solo cottura cibi e acqua calda; solo riscaldamento; oppure cottura cibi, acqua calda e riscaldamento insieme);
per numero di persone residenti nella stessa abitazione;
per zona climatica di residenza (in modo da tenere conto delle specifiche esigenze di riscaldamento delle diverse località);

Ad esempio, per l'anno 2013, il bonus può variare per le famiglie con meno di quattro componenti da un minimo di 39 euro ad un massimo di 242 euro, mentre per le famiglie con più di 4 componenti da un minimo di 62 euro ad un massimo di 350 euro. vedi tabelle.

COME RICHIEDERE IL BONUS GAS

Per fare domanda occorre compilare gli appositi moduli e consegnarli al proprio Comune di residenza o presso altro istituto eventualmente designato dallo stesso Comune (ad esempio i Centri di Assistenza Fiscale CAF). I moduli sono reperibili sia presso i Comuni, sia sui siti internet dell'Autorità per l'energia sia sul sito Anci (www.bonusenergia.anci.it ).
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Titolo Consiglio: Sconto per acquisto corrente elettrica - bonus

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CHE COS'E'IL BONUS SULLA BOLLETTA ELETTRICA?

E' uno strumento introdotto dal Governo e reso operativo dall'Autorità per l'energia con la collaborazione dei Comuni , per garantire alle famiglie in condizione di disagio economico e alle famiglie numerose un risparmio sulla spesa per l'energia elettrica. Il bonus elettrico è previsto anche per i casi di disagio fisico, cioè per i casi in cui una grave malattia costringa all'utilizzo di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita.
CHI HA DIRITTO AL BONUS ELETTRICO

Possono accedere al bonus tutti i clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura elettrica, per la sola abitazione di residenza, con potenza impegnata fino a 3 kW per un numero di familiari con la stessa residenza fino a 4, o fino a 4,5 Kw, per un numero di familiari con la stessa residenza superiore a 4, e:

appartenenti ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 7500 euro;
appartenenti ad un nucleo familiare con più di 3 figli a carico e ISEE non superiore a 20.000 euro
presso i quali viva un malato grave che debba usare macchine elettromedicali per il mantenimento in vita. in questo caso senza limitazioni di residenza o potenza impegnata.

QUANTO VALE IL BONUS ELETTRICO

Nel caso di famiglie in condizioni di disagio economico e per le famiglie numerose, il bonus consente un risparmio pari a circa il 20% della spesa annua presunta (al netto delle imposte) per una famiglia tipo. Il valore è differenziato a seconda del numero dei componenti della famiglia.
per l'anno 2013 è di:

71 euro per una famiglia di 1 o 2 persone
91 euro per 3 o 4 persone
155 euro per più di 4 persone
per i soggetti in gravi condizioni di salute il valore del bonus dal 2013 è stato modificato e differenziato in base al numero di apparecchiature medico-terapeutiche salvavita utilizzate e al tempo giornaliero del loro utilizzo.
Il valore del bonus per il disagio fisico può essere calcolato in base alle apparecchiature utilizzate con questo applicativo di simulazione.

COME RICHIEDERE IL BONUS ELETTRICO

Per richiedere il bonus occorre compilare l'apposita modulistica e consegnarla al proprio Comune di residenza o presso altro istituto eventualmente designato dallo stesso Comune ( ad esempio i centri di assistenza fiscale CAF). I moduli sono scaricabili da questa pagina o reperibili presso i Comuni, sul sito Anci (www.bonusenergia.anci.it)
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Titolo Consiglio: Piano Famiglie dell'Abi Sospensione Rate Mutui

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Prorogato fino al 31 marzo il Piano Famiglie dell’Abi per la sospensione per 12 mesi del pagamento delle rate nei casi in cui vi sia difficoltà a farvi fronte. Il piano include, nei requisiti per chiedere la sospensione del mutuo, eventi accaduti entro il 28 febbraio 2013, per mutui casa che non sono stati precedentemente sospesi.