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Titolo Consiglio: Reclamo disservizi poste italiane Giugno 2011

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Se hai subito dei disservizi nei recenti blocchi del sistema informatico di Poste Italiane puoi presentare reclamo compilando il modulo emesso da Poste Italiane disponibile al seguente indirizzo:

http://www.poste.it/azienda/posterispo nde/reclami/lettera/reclamo.html

Poste Italiane ha promesso di risolvere in fretta la questione fornendo servizi gratuiti o somme in denaro proporzionali al danno subito.
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Titolo Consiglio: Credito al consumo: ripensarci è un diritto

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Credito al consumo: ripensarci è un diritto


Dal 1 giugno è possibile chiedere un prestito e poi ripensarci senza pagare penali
Il consumatore italiano? Dall'inizio di giugno ha gli stessi diritti dei consumatori di tutta Europa, almeno per quanto riguarda eventuali disdette ai contratti di credito al consumo. Il cambiamento, che allinea l'Italia ai Paesi del Vecchio Continente, intende portare nel sistema del credito italiano maggiore trasparenza e più forti tutele per il consumatore.

14 giorni di tempo per il ripensamento

Con le nuove disposizioni, i consumatori italiani avranno 14 giorni di tempo per considerare attentamente il contratto di credito al consumo sottoscritto – nel caso sia compreso tra i 31mila e i 75mila euro – ed eventualmente disdirlo. Inoltre, qualora si abbiano debiti residui inferiori a 10mila euro è adesso possibile procedere all’estinzione anticipata del prestito senza versare l’1% fino ad ora previsto da numerose banche italiane.

Tra le novità introdotte nei regolamenti del credito al consumo, rientra anche l'obbligo previsto per l'operatore di fornire al cliente – al momento della sottoscrizione del prestito – un foglio informativo che riporti un confronto ponderato delle offerte alternative.

Il credito al consumo

Nella disciplina del credito al consumo rientrano:

1. i prestiti personali: forme di finanziamento finalizzate a uno specifico scopo (esempio prestiti concessi agli studenti) con versamento dell’importo finanziato direttamente al richiedente per le quali vi è una scadenza fissa e un numero prestabilito di rate;

2. i prestiti finalizzati (crediti collegati): finanziamenti collegati a un contratto d’acquisto di un bene di consumo (auto, elettrodomestici) e di un servizio (palestra, vacanze etc..);

3. il credito rotativo (revolving): l’ottenimento di un fido che può variare a richiesta così come il numero e l’importo delle rate che viene ricostruito mano a mano che si effettuano i rimborsi;

4. le operazioni di cessione del quinto dello stipendio: prestiti personali destinati a dipendenti pubblici e privati con delega di pagamento di una quota dello stipendio di massimo un quinto. Essi normalmente prevedono che il richiedente conferisca delega irrevocabile al proprio datore di lavoro a trattenere dallo stipendio l’importo corrispondente alla rata del prestito che la banca – o la finanziaria – ha concesso. Le rate vengono quindi pagate dal datore di lavoro con trattenuta sulla busta paga.

Fonte FTAOnline News
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Titolo Consiglio: Mutui: un aiuto alle famiglie in difficoltà

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Decreto per lo sviluppo: un tetto alle rate dei mutui a tasso variabile per le famiglie più povere.
Buone notizie in arrivo sul fronte mutui: se tutto procederà per il verso giusto il Consiglio dei Ministri il prossimo 6 maggio approverà il decreto sviluppo che stabilisce un nuovo tetto alle rate dei mutui a tasso variabile per le famiglie più povere. Si tratta di una misura per poter aiutare le famiglie che potrebbero vedere nei prossimi mesi un aumento della rata a causa dei probabili rialzi stabiliti dalla Banca Centrale Europea e quindi non riuscire a far fronte alle spese del finanziamento.



La manovra

Il decreto prevede che venga facilitato il passaggio da un mutuo a tasso variabile ad un fisso (rinegoziazione) mettendo come clausola il congelamento all’attuale livello di tassi: su richiesta del contraente, viene posto un tetto massimo («cap») al tasso variabile del mutuo, che sarebbe assistito da una forma di garanzia pubblica. Questo significherebbe, per un mutuo di dieci anni, prendere come base di calcolo un Irs cioè un tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, tra il 3,5% e il 3,6%, maggiorato dello spread (il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo) praticato da ciascuna banca in modo differente.



I beneficiari

A beneficiare del decreto saranno solo le famiglie più deboli, quelle con un «Isee» (indicatore del reddito fornito dall’Inps) non superiore a 30 mila euro, con un mutuo di valore non superiore ai 150 mila euro e non abbia ritardi nei pagamenti. La rinegoziazione potrà essere chiesta fino al 30 aprile dell’anno prossimo.

Va detto però che ultimamente la tendenza è quella di scegliere i mutui a tasso variabile: infatti, secondo i dati riferiti al secondo semestre del 2010, si nota come la scelta dei richiedenti era andata sul tasso variabile nel 47% dei casi, a fronte di un 24% che aveva invece scelto il più sicuro tasso fisso e un 26,5% per il tasso variabile con il cap e un 2,5% per il misto. Se invece andiamo a vedere i dati del gennaio 2010, si nota che la scelta era ricaduta sui mutui a tasso variabile da ben l’80% dei nuovi contraenti.



Con il nuovo decreto si ridefinisce anche il tasso di usura (oggi è al 4%) oltre il quale le banche non possono prestare denaro. Si vuole alzare la soglia del tasso di interesse usurario rispetto al livello attuale con lo scopo consentire alle banche di aumentare i finanziamenti al credito marginale.
( fonte FTAOnline News )
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Titolo Consiglio: Matrimonio al risparmio

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Dire “sì” per la vita ha un costo che non lascia indifferenti. Secondo l’osservatorio Onf di Federconsumatori, quest’anno si sono registrati degli aumenti nel settore dei matrimoni dal 2 al 5 %. Una cerimonia tradizionale può costare dai 33.339 euro a 55.709 euro per una cerimonia con circa 100 invitati.

Ma c’è chi al matrimonio proprio non vuole rinunciare e sono sempre di più le coppie che chiedono dei prestiti appositamente per poter realizzare il proprio matrimonio (circa il 3%). Ma con unDire "sì" per la vita ha un costo che non lascia indifferenti. Secondo l’osservatorio Onf di Federconsumatori, quest’anno si sono registrati degli aumenti nel settore dei matrimoni dal 2 al 5 %. Una cerimonia tradizionale può costare dai 33.339 euro a 55.709 euro per una cerimonia con circa 100 invitati.

Ma c’è chi al matrimonio proprio non vuole rinunciare e sono sempre di più le coppie che chiedono dei prestiti appositamente per poter realizzare il proprio matrimonio (circa il 3%). Ma con un occhio di riguardo si può risparmiare fino al 63% e quindi il prezzo può abbassarsi fino a poco più di 12 mila euro.

Come risparmiare

Federconsumatori ha stilato un vademecum per aiutare i futuri sposi a risparmiare senza dover rinunciare ad un indimenticabile ricevimento.

Partecipazioni: le partecipazioni per 100 persone possono costare da 280 a 350 euro, con un aumento compreso fra il 4% e il 6% rispetto al 2010. Oggi, però, grazie alla tecnologia si può risparmiare sul costo delle partecipazioni, basta rinunciare a quelle tradizionali fatte su carta e invitare amici e parenti tramite un sms o e-mail o tramite un messaggio sui social network.

Bomboniere: quelle tradizionali possono avere un prezzo compreso fra 1.598 e 2.990 euro. Il migliore modo per risparmiare è sicuramente quello di creare da sé le bomboniere (il costo scende a circa 600 euro) . Non tutti però hanno tempo per farle e conviene quindi rivolgersi ad enti benefici ed organizzazioni senza scopo di lucro per realizzare bomboniere solidali così da aiutare chi ne ha bisogno.
Foto: se si vuole immortalare il momento, per risparmiare sui costi si può chiedere a parenti ed amici di fare le foto o i video. Ma se proprio non si vuole rinunciare alla qualità e alla professionalità di esperti si può anche richiedere un servizio "ridotto", per immortalare solo i momenti essenziali della cerimonia.

Vestiti: l’abito della sposa e dello sposo hanno un costo che incide parecchio sulla spesa totale del matrimonio. In media un abito da sposa classico ha un prezzo compreso fra 2.550 e 5.990 euro, Esistono ottime soluzioni per risparmiare: noleggiarlo, o prenderlo di seconda mano o acquistarlo presso gli outlet, scegliendo tra campionari e capi fine collezione. Una volta terminata la cerimonia si può rivendere l’abito.
Il giorno del sì: per risparmiare ci si può sposare durante un giorno della settimana e quindi evitare sia le domani che le festività. Inoltre anche la scelta del mese fa la differenza: sposarsi in bassa stagione (non giugno-luglio-agosto), comporta un risparmio anche fino al 25%.
Addobbi: se si ha il desiderio di addobbare la chiesa o il luogo dove avviene il ricevimento è importante scegliere sempre fiori di stagione così da poter risparmiare fino al 30%.
Per risparmiare fino al 50% basta mettersi d’accordo con le coppie che si sposeranno nella stessa chiesa prima o dopo di voi, in modo da condividere le spese per l’addobbo della chiesa.
Il ricevimento: il pranzo e la cena di matrimonio sono le due voci più care. Secondo l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il ricevimento può costare dai 13.680 ai 19.300 euro per 100 persone, con un aumento nel 2011 compreso fra il 2% e il 7% rispetto allo scorso anno.

Se si vuole risparmiare si può optare per un pranzo "alternativo" che si discosta dai classici pranzi dei matrimoni standard: ad esempio un picnic in un parco. Ma se proprio non si vuole rinunciare al tradizionale pranzo ecco che allora si possono organizzare 2 tipologie di ricevimento: il tradizionale pranzo/cena con amici e parenti più stretti + un aperitivo/taglio della torta "allargato" ad amici e conoscenti.

( fonte FTAOnline News )
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Titolo Consiglio: Mutui: molte famiglie in difficoltà

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Le famiglie italiane sono sempre più in difficoltà a pagare le rate del mutuo. Lo rivela l’Osservatorio regionale sul Costo del Credito, composto da Caritas Italiana e Fondazione culturale Responsabilità etica e realizzato in collaborazione con il Centro culturale francesco Luigi Ferrari, secondo cui una famiglia su quattro spende più del 30% del proprio reddito per pagare la rata alla banca.

La situazione attuale

Secondo i dati raccolti, se si considerano le spese per la gestione della casa (tariffe e bollette), quasi il 50% dei nuclei familiari è costretto a versare il 30% del proprio reddito per la casa.

L’Abruzzo e il Molise sono tra le regioni italiane in cui la percentuale delle famiglie che hanno difficoltà a pagare il mutuo è più alta della media: in entrambe è del 29,2%, contro una media del 24,7%. Ad aggravare la situazione sono state “le conseguenze del terremoto”. “Siamo tornati ai livelli di pre-crisi - ha commentato il presidente del “Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari”, Gianpietro Cavazza - ma la crisi non è finita, i tassi di interesse stanno aumentando e i redditi no”.

Il profilo

La maggior parte delle famiglie che non riesce a pagare il mutuo sono composte da un adulto (43,4%) o da un solo genitore con un’età inferiore ai 34 anni con uno o più figli (40,7%). Nel 31% dei casi hanno una bassa licenza di studio (licenza elementare) e nel 48,9% sono in cerca di occupazione.

Guardando alla distribuzione territoriale le famiglie più a rischio abitano in Liguria, Abruzzo, Molise, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna. “Se si escludono l’Abruzzo e il Molise che oltre dalla crisi economica sono stati colpiti dal noto terremoto”, segnala il rapporto, “si comprende che le regioni più esposte sono proprio quelle economicamente più dinamiche ovvero quelle che consentivano di scommettere maggiormente sul futuro”.

Gli affitti

Per quanto riguarda l’affitto, la situazione non è migliore: se nel 2011 le famiglie in affitto decidessero di acquistare una casa e accendere un mutuo, stima l’Osservatorio, il 48,5% si troverebbe in difficoltà a pagare le rate mentre il 68% non potrebbe garantire la copertura totale delle spese per la casa. Sempre per quanto riguarda le famiglie in affitto, l’Osservatorio evidenzia “una maggiore vulnerabilità che si presenta nell’accesso al credito e nella sostenibilità economica dell'indebitamento”. Ad esempio emerge che l’incidenza media sul reddito delle spese di gestione è lievemente superiore nelle famiglie in affitto (8,8% contro 7,9), confermando una situazione maggiormente sfavorevole per chi abita in affitto.

Tra le famiglie maggiormente penalizzate anche in questo caso sarebbero i nuclei unipersonali (68,8%) o formati da un genitore e figli (72,9%); soggetti con scolarità media, ma magari con un’occupazione a salario basso, e famiglie in cerca di occupazione (59,5%).
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Titolo Consiglio: Dote Scuola 2011-2012

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La Dote Scuola è un contributo erogato dalla Regione Lombardia, sotto forma di voucher, spendibile presso esercizi convenzionati e scuole accreditate, rivolto agli studenti residenti nella Regione Lombardia.
La Dote scuola è un istituto creato da Regione Lombardia che racchiude in sé tutti i contributi regionali che sino al 2008 hanno supportato le famiglie nelle spese sostenute per l’istruzione (vecchia borsa di studio e vecchio contributo libri di testo).
Le domande si redigono esclusivamente on line attraverso il programma della Regione Lombardia

http://www.scuola.dote.regione.lombard ia.it/
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Titolo Consiglio: Obbligo di mediazione per controversie bancarie

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dal 21 marzo 2011 è in vigore l’obbligo – per chi intende agire in giudizio relativamente a controversie concernenti, tra l’altro, i contratti bancari, finanziari e assicurativi –, introdotto dal decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, di esperire il procedimento di mediazione ai sensi del predetto decreto.
L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

Si tratta di una novità di rilevante interesse e di grande impatto, che persegue l'obiettivo di rendere più agevole la risoluzione di controversie insorte tra la Banca e la clientela.
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Titolo Consiglio: Saronno ( VA) offre prestiti a interessi zero

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Potranno richiedere l'agevolazione cioè le famiglie che dispongono di una qualche forma di reddito, che renda credibile la restituzione del prestito e che si trovino in recente difficoltà nel sostenere le spese inerenti ai bisogni primari, come casa, vitto, vestiario, sanità e istruzione.

Il prestito previsto dal progetto di microcredito parte da un minimo di 1.000,00 euro a un massimo di 3.000,00 euro concessi a interessi zero, senza spese istruttorie e per una durata massima di 36 mesi.
Il microcredito non è previsto per le famiglie con gravi difficoltà economiche: queste famiglie possono accedere ai tradizionali interventi assistenziali a fondo perduto non fornendo garanzie di restituzione del prestito.

Possono fare domanda presso il Settore Servizi alla Persona, Famiglia e Solidarietà Sociale fino a venerdì 14 gennaio 2011 i cittadini che rispondono alle seguenti condizioni:
- 1) residenza in Saronno da almeno 5 anni. Per i cittadini extracomunitari è inoltre necessario il possesso di regolare permesso di soggiorno CE di lungo periodo (ex carta di soggiorno);
- 2) intervenuta perdita del lavoro o riduzione del reddito derivante dall'attività lavorativa a causa della crisi economica negli anni 2008-2009-2010 e successivi;
- 3) disponibilità a documentare la necessità del prestito per la copertura delle spese relative a: pagamento affitto; versamento cauzione per nuovo contratto di affitto; pagamento di utenze domestiche e/o spese straordinarie specifiche; » pagamento di tasse e spese scolastiche per i figli; versamento di contributi previdenziali per tini pensionistici; pagamento di rata di mutuo per acquisto prima casa.
- 4) ISEE non superiore a 15.000,00 euro (redditi/patrimonio anni 2007-2008-2009 e successivi) (nel caso di documentata perdita del lavoro successiva l'ISEE verrà ricalcolato in base ai dati di realtà dell'anno di richiesta del prestito).

Il micro-credito vuole essere un'opportunità e uno stimolo per le persone temporaneamente escluse dal mondo produttivo con lo scopo di ricollocarsi al lavoro, recuperando la precedente autonomia economica, nonché un aiuto concreto per superare le necessità impellenti delle famiglie. Settore Servizi alla Persona, Famiglia e Solidarietà Sociale

Ufficio Relazioni Esterne
Comune di Saronno
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Titolo Consiglio: Segnalazioni in banca dati CRIF

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CRIF ha sottoscritto con alcune associazioni di consumatori (Adiconsum, Assoutenti, Codacons, Federconsumatori) protocolli d'intesa con l'obiettivo di migliorare la conoscenza dei consumatori circa il funzionamento dei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) e favorire l'accesso ai dati del SIC che li riguardano.
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Grazie ai protocolli d'intesa, infatti, gli associati ad Adiconsum, Assoutenti, Codacons e Federconsumatori possono usufruire di un canale preferenziale per l'accessoCRIF ha sottoscritto con alcune associazioni di consumatori (Adiconsum, Assoutenti, Codacons, Federconsumatori) protocolli d'intesa con l'obiettivo di migliorare la conoscenza dei consumatori circa il funzionamento dei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) e favorire l'accesso ai dati del SIC che li riguardano.
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Grazie ai protocolli d'intesa, infatti, gli associati ad Adiconsum, Assoutenti, Codacons e Federconsumatori possono usufruire di un canale preferenziale per l'accesso ai propri dati conservati in EURISC, il SIC gestito da CRIF. In particolare, dando mandato alla propria associazione il consumatore può ottenere accesso ai propri dati in soli 10 giorni.

I protocolli d'intesa mettono inoltre a disposizione degli associati Adiconsum, Assoutenti, Codacons e Federconsumatori la possibilità di risolvere in via conciliativa le eventuali contestazioni che dovessero insorgere relativamente al trattamento dei dati.
Di seguito i link ai siti delle associazioni di consumatori:
Adiconsum www.adiconsum.it
Assoutenti www.assoutenti.it
Codacons www.codacons.it
Federconsumatori www.federconsumatori.it
Infine, CRIF e Adiconsum hanno predisposto un vademecum dal titolo "Conoscere i sistemi di informazioni creditizie" che - illustrando in maniera semplice e intuitiva il funzionamento di un SIC - riporta le informazioni utili quando si intende richiedere un finanziameno o quando è già stato ottenuto. Il testo del vademecum si può scaricare al
seguente indirizzo:
http://www.crif.it/Documents/Vademecum _sistemi_informazioni_creditizie.pdf
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Titolo Consiglio: Sostituzione infissi - detrazione 55% - L. 296/2006

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REQUISITI GENERALI CHE L’IMMOBILE OGGETTO D’INTERVENTO DEVE POSSEDERE
PER POTER USUFRUIRE DELLE DETRAZIONI:
• deve essere “esistente”, ossia accatastato o con richiesta di accatastamento in
corso e con ICI pagata, se dovuta;
• deve essere dotato di un impianto di riscaldamento (come definito nella nostra FAQ
n° 37);
• in caso di demolizione, è ammessa a detrazione la sola “fedele ricostruzione”. Se
viceversa questa comporta ampliamenti, si ritiene che possano essere ritenute
agevolabili unicamente le opere che riguardano le parti “esistenti”.
REQUISITI TECNICI SPECIFICI DELL’INTERVENTO:
• l’intervento deve configurarsi come sostituzione di elementi già esistenti (e non
come nuova installazione);
• deve delimitare un locale riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati;
• deve assicurare un valore di trasmittanza termica (Uw) inferiore a quello riportato in
tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010, pubblicato il 12 febbraio 2010.
ALTRE OPERE AGEVOLABILI:
assicurate le condizioni su esposte:
• scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti (se solidali con l’infisso) e suoi elementi accessori,
purché tale sostituzione avvenga simultaneamente a quella degli infissi (o del solo vetro). In
questo caso, nella valutazione della trasmittanza, deve considerarsi anche l’apporto degli
elementi oscuranti, assicurandosi che il valore di trasmittanza complessivo non superi il
valore limite di cui sopra.
DOCUMENTAZIONE NECESSARIA:
a) documentazione da conservare a cura del cliente:
• l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato (Ingegnere o Architetto iscritto all’Ordine
professionale oppure Geometra o Perito iscritto al Collegio professionale), nella quale
deve essere indicato il valore di trasmittanza dei nuovi infissi (ricavato dalla
documentazione tecnica in possesso del cliente o calcolato secondo le modalità
indicate nella nostra FAQ n°39) e asseverato che tale valore rispetta il valore di
trasmittanza limite riportato in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010.
• in alternativa, la certificazione del produttore dell’infisso che attesti il rispetto dei
medesimi requisiti.
Inoltre:
un documento che attesti il valore di trasmittanza dei vecchi infissi , che può essere riportato:
• all’interno della certificazione del produttore (di cui abbiamo già parlato), in una zona a
campo libero;
• in un’autocertificazione del produttore;
• nell’asseverazione.
N.B. In base alle nuove disposizioni (D.M. 6 agosto 2009), l’asseverazione può essere:
• sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto
delle opere realizzate (obbligatoria ai sensi dell’Art.8, comma 2, del D.Lgs. n°192 del
2005);
• esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento
del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici (che ai sensi dell’Art.28,
comma 1, della L. n°10 del 1991 occorre depositare presso le amministrazioni
competenti).
Ed infine occorre conservare anche i seguenti documenti:
• fatture relative alle spese sostenute, che rechino chiaramente separata la voce
“manodopera” da quella delle opere;
• ricevuta del bonifico bancario o postale (modalità di pagamento obbligata nel caso di
richiedente persona fisica), che rechi chiaramente come causale il riferimento alla legge
finanziaria 2008, numero della fattura e relativa data, oltre ai dati del richiedente la
detrazione e del beneficiario del bonifico;
• ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID), che costituisce garanzia che la
documentazione è stata trasmessa.
b) documentazione da trasmettere all’ENEA: (esclusivamente attraverso il sito:
http://finanziaria2010.enea.it per i lavori terminati nel 2010), entro i 90 giorni successivi alla fine
dei lavori, intendendo con questa definizione il collaudo delle opere (vedasi a tal proposito la
nostra FAQ n°23),
1) solo nel caso di interventi in singole unità immobiliari, ossia univocamente definite al
Catasto urbano, tale documentazione consiste in:
• Allegato F al “decreto edifici” che può anche essere redatto dal singolo utente;
2) in tutti i casi diversi da quelli di cui sopra (ad esempio, interventi che riguardano parti
condominiali), la documentazione è la seguente:
• Attestato di qualificazione energetica, redatto da un tecnico abilitato, con i dati di
cui all’Allegato A al “decreto edifici”. (L’Attestato di certificazione energetica, se
necessario, deve essere conservato a cura del cliente);
• Scheda descrittiva dell’intervento (Allegato E al “decreto edifici”), che può anche
essere redatto dal singolo utente;
c) documentazione da trasmettere all’Agenzia delle Entrate:
• Comunicazione, per i soli lavori che proseguono oltre il periodo di imposta.
NOTE UTILI ALLA TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE ALL’ENEA
Una volta collegati al sito di invio, le fasi propedeutiche alla trasmissione della richiesta consistono
in:
• registrazione dell’utente (da eseguirsi una sola volta, anche nel caso in cui si
trasmettano più richieste). In questa fase, occorre compilare il modulo di registrazione
con i propri dati e fornire indirizzo e-mail e password necessari alla fase successiva;
• autenticazione (inserendo indirizzo e-mail e password precedentemente forniti);
• identificazione dell’attività di riqualificazione energetica svolta, dalla quale
discendono in automatico gli allegati che è necessario compilare.
Gli originali dei documenti invece devono essere firmati (e eventualmente timbrati dal tecnico e
controfirmati dal richiedente), per i riscontri in sede fiscale.
NOTE UTILI ALLA COMPILAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE TECNICA
In entrambi i casi, sia che si possa compilare il solo Allegato F o che si debbano compilare gli
Allegati A ed E, i nuovi infissi possono essere inseriti uno alla volta, ciascuno con le proprie
dimensioni e la propria trasmittanza (cliccando su “nuovo intervento”, al termine del primo
inserimento, per poter inserirne di nuovi), o una sola volta (riportando quindi la somma delle loro
superfici), se questi hanno medesime dimensioni, medesime caratteristiche costruttive e
conseguentemente, medesima trasmittanza, o infine, inserendo gli infissi una sola volta, riportando
quindi la loro somma e il valore di trasmittanza dell’infisso che si trova nelle condizioni meno
favorevoli (e che quindi ha la trasmittanza più alta).
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Titolo Consiglio: Natale all’insegna del risparmio: cresce il riciclo

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Siamo solo a metà novembre, ma si comincia a respirare aria di Natale e si fanno già le prime stime della spesa degli italiani alle prese con i regali.

Secondo l’Adoc, l’Associazione a difesa dei consumatori, quest’anno, per la prima volta dal 2001, a Natale ci saranno segnali di ripresa per gli acquisti e i regali: la spesa media sarà di 350 euro a famiglia, il 4% in più rispetto al 2009, e il 15% dei regali sarà di seconda mano e riciclato.

Nel dettaglio

Secondo l’associazione, per il 37% degli italiani, la spesa per ogni singolo regalo sarà compresa tra i 20 e i 40 euro, mentre il 29% limiterà la spesa ad un massimo di 20 euro e solo il 12% spenderà più di 60 euro.

Tra i regali più gettonati articoli di hi-tech, alimentari, prodotti per la salute e il benessere, libri, dvd e profumi. In particolare aumenta l’acquisto (2%) dei prodotti gastronomici di qualità, il cosiddetto Made in Italy, mentre sempre più in calo l’abbigliamento che registra una flessione del 6%, situazione così negativa che secondo gli esperti nemmeno i saldi riusciranno a migliorare.

Risparmiare riciclando

Colpa anche della crisi, il Natale 2010 è caratterizzato dal riciclo dei regali che sono ormai il 15% di quelli complessivamente ricevuti, ovvero un dono su sei. Crescono del 10% anche i baratti. In particolare si ricicla per la maggior parte abbigliamento (nel 36% dei casi), confezioni alimentari (22%), beni di consumo come Dvd e libri (6%), giochi elettronici (14%) e prodotti hi-tech come Mp3 e telefonini (3%).

Negozi o vetrine virtuali?

Cambia anche il luogo fisico dell’acquisto: non più solo i tradizionali negozi con le vetrine addobbate a festa, ma si registra un trend al rialzo dei negozi online (+3% rispetto al 2009) e dei mercatini (+2%), dove è possibile acquistare prodotti economici e di seconda mano. Tendenza quest’ultima che penalizza i piccoli esercizi che poco a poco stanno chiudendo.
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Titolo Consiglio: Uno sportello dedicato all'erogazione di microcrediti

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Presentato a Milano l'accordo siglato da Banca Popolare Commercio Industria e PerMicro. In base a quanto sottoscritto, all'interno della filiale di Bpci in via Vitruvio 38 aprirà uno sportello dedicato all'erogazione di microcrediti (al massimo 15mila euro).
Lo riporta Affaritaliani.it, che precisa che PerMicro, attiva nel settore del microcredito dal dicembre 2007, è una realtà nata a Torino e oggi presente in nove province. “Lo scorso anno abbiamo approvato 250 crediti, mentre per il 2010 contiamo di erogarne 700 per un totale di 4 milioni di euro -spiega il presidente, Corrado Ferretti-. Diamo credito a chi era escluso dal sistema, è sufficiente che abbia una buona idea”.
PerMicro non si limita infatti all'erogazione del prestito, ma elabora con il richiedente un business plan, la fattibilità dell'impresa, lo studio dei potenziali clienti. Oltre a questi requisiti “oggettivi” viene richiesto al richiedente di avere una referenza da parte di un'associazione, il consolato, la parrocchia.

Oltre ai prestiti per le imprese, vengono erogati anche prestiti per le famiglie, “per finanziare investimenti sulla salute o sulla scolarità dei figli, per acquistare un'automobile per andare al lavoro o investimenti nel Paese d'origine. Non finanziamo mai consumi” precisa Ferretti. Anche in questi casi, i beneficiari sono soggetti non bancabili. I prestiti alle famiglie rappresentano oggi il 50-60% dei prestiti erogati mentre nel 2008 tre prestiti su quattro erano rivolti a imprenditori.





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Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2010 - 09:58

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Titolo Consiglio: Ecoincentivi cucine, moto ed elettrodomestici ritornano

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Gli ecoincentivi per l’acquisto di cucine, moto, ma anche elettrodomestici con una elevata efficienza energetica, sono tornati. Questo dopo che il Ministro allo Sviluppo Economico Romani ha firmato un Decreto che rimette in gioco tutte le risorse residue che sono state stanziate ma che sono rimaste inutilizzate. I “nuovi fondi”, in particolare, sono stati reperiti a seguito di pratiche di richieste di incentivo che, pur essendo state presentate, poi non sono state perfezionate nei termini previsti.


Le risorse residue disponibili, in accordo con una nota ufficiale emessa dal Ministero, ammontano a 110 milioni di euro circa su un totale di 300 milioni di euro stanziati, e di conseguenza vanno a “riaprire” la campagna di ecoincentivi 2010 su tutti i settori incentivabili che sono ben dieci. Con lo sconto statale, infatti, si possono acquistare i motocicli, ma anche componenti elettronici ed elettrici, gru a torre per il settore edile, semirimorchi e rimorchi.

Ed ancora, come sopra accennato, gli elettrodomestici, macchine movimento terra, nautica da diporto, macchine agricole, immobili ad alta efficienza energetica, cucine componibili, ma a patto che siano complete di elettrodomestici ad efficienza energetica, e gli abbonamenti ad Internet ad alta velocità per i giovani.

Per informazioni in merito alla “nuova” campagna di ecoincentivi 2010, rimangono di conseguenza attivi tutti i canali già messi a disposizione nei mesi scorsi: dal sito Internet incentivi2010.sviluppoeconomico.gov.it, dedicato proprio a tale iniziativa, al sito Internet di Poste Italiane, www.poste.it, e passando per il call center al numero verde gratuito, da rete fissa, 800 123 450. Si può chiamare anche da rete mobile, al numero 199 123 450, ma in questo caso la telefonata è a pagamento con costi che dipendono dall’operatore telefonico cellulare che si utilizza con il proprio telefonino.
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Titolo Consiglio: Direttiva Europea sui servizi di pagamento

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Si ricorda che in data 01/03/2010 è entrata in vigore la direttiva in oggetto (PSD) che ha impatti anche sulle operazioni effettuate tramite i canali telematici (internet e telefono).
Per i dettagli si rimanda all'informativa allegata all'ultimo estratto conto corrente ed al sito www.cariparma.it, sezione Cariparma Informa.
In virtù di ciò, la Banca eseguirà unicamente le operazioni dispositive verso altre banche comprensive di:
1) data valuta maggiore di quella di esecuzione (maggiore del giorSi ricorda che in data 01/03/2010 è entrata in vigore la direttiva in oggetto (PSD) che ha impatti anche sulle operazioni effettuate tramite i canali telematici (internet e telefono).

In virtù di ciò, la Banca eseguirà unicamente le operazioni dispositive verso altre banche comprensive di:
1) data valuta maggiore di quella di esecuzione (maggiore del giorno successivo se la disposizione viene inviata dopo le ore 18.00)
2) IBAN
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Titolo Consiglio: Buono Famiglia 2010

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Il buono di 1.300 euro può essere richiesto dalle famiglie agli sportelli delle asl fino al 31 dicembre 2010.

Chi può richiederlo
Per richiedere il Buono, è necessario:
• essere residenti in Lombardia
• contribuire al pagamento della retta di un familiare, anziano o disabile, ricoverato presso una struttura residenziale della Lombardia.

Inoltre uno dei seguenti due requisiti:
• famiglia con o senza figli e reddito familiare non superiore ad un valore ISR (indicatore della situazione di reddito) pari a € 22.000
• il richiedente deve essere disoccupato, in mobilità o in cassa integrazione.

Attenzione
L’indicatore della situazione del tuo reddito ISR dipende da:
• reddito familiare
• eventuale canone annuale di locazione dell’abitazione in cui risiede la famiglia
• numero di componenti della famiglia
• presenza di persone con handicap permanenti o invalidità superiore al 66%, famiglie monogenitoriali, famiglie con entrambi i genitori lavoratori.

Come fare domanda
Per presentare la domanda devi portare la seguente documentazione:
• documento di riconoscimento del richiedente
• documentazione di reddito familiare (che comprende tutti i redditi percepiti nell’anno 2008 dai componenti del nucleo familiare documentati attraverso il modello CUD 2009, mod 730-3 2009, mod UNICO 2009)
• documentazione relativa al pagamento della retta
• documentazione relativa alla condizione di disoccupazione, mobilità o cassa integrazione. Importante

La domanda va presentata entro il 31 dicembre 2010 presso gli sportelli territoriali delle ASL fino a esaurimento fondi disponibili.

Per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi al personale dell’ASL più vicina o chiamare il Call Center al n° 800.318.318

I numeri telefonici delle Asl a cui rivolgersi
Asl Bergamo 800.447.722
Asl Brescia 030 - 3839068
Asl Como 031 - 370209
Asl Cremona 0373 – 899367
Asl Lecco 0341 - 482502
Asl Lodi 0371 - 5874443
Asl Milano 800.178.070
Asl Milano 1 800.671.671
Asl Milano 2 848.800.507
Asl Monza/Brianza 039 - 2384274
Asl Mantova 0376 - 334554
Asl Pavia 800 .034. 933
Asl Sondrio 0342 - 555735
Asl Varese 0332 - 277720
Asl Valle Camonica 0364 - 329235

TIPOLOGIA:

Agevolazioni

SCADENZA:

Temporale

DATA DI PUBBLICAZIONE:

02-02-2010

DATA CHIUSURA:

31-12-2010
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Titolo Consiglio: Il Cud guida la detassazione degli straordinari e dei bonus

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Potrebbe essere inserita nel Cud 2011 l'autodichiarazione con cui il datore di lavoro deve attestare che i compensi per gli straordinari e le somme incentivanti, hanno le caratteristiche per essere sottoposte a tassazione agevolata del 10 per cento (si veda il Sole 24 ore di ieri).

La vicenda
A decorrere dal 1° luglio 2008 (in via sperimentale sino al 31 luglio 2008), il legislatore ha previsto che su alcuni tipi di retribuzioni, invece di pagare l'Irpef ordinaria e le addizionali regionali e comunali, i lavoratori subordinati del settore privato (con esclusione dei dipendenti della pubblica amministrazione) pagassero solo il 10% (imposta sostitutiva). Potevano essere agevolati gli straordinari, le prestazioni di lavoro supplementare ovvero le prestazioni rese in funzione di clausole elastiche (solo per contratti di lavoro a tempo parziale stipulati fino al 28 maggio 2008) e le somme corrisposte in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa. Con delle variazioni, tra cui la più importante è l'esclusione degli straordinari, l'agevolazione è stata estesa al 2009 e al 2010, limitandola alle somme incentivanti.

Il dubbio
Dubbi interpretativi sono sorti quando l'agenzia delle Entrate ha comunicato che rientravano nella detassazione tutte le somme erogate «in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa». Questa affermazione, mentre da un lato includeva tra le somme da assoggettare al 10%, lo straordinario forfetizzato (corrisposto ai lavoratori non soggetti all'orario di lavoro) e il superminimo (anche se con delle limitazioni), sembrava escludere i classici straordinari. Per più di un anno molti sostituti di imposta hanno seguito questa interpretazione restrittiva che hanno esteso alla paga oraria del lavoro notturno, detassandone solo le maggiorazioni.

Le recenti interpretazioni
L'Agenzia è recentemente tornata sull'argomento sostenendo che «il regime agevolativo deve ritenersi applicabile anche alle prestazioni di lavoro straordinario a condizione che le stesse siano riconducibili a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa». Poiché l'interpretazione è retroattiva, l'Agenzia - in prima battuta - ha ritenuto opportuno invitare i datori di lavoro a rilasciare una certificazione ai lavoratori con le somme che pur avendone i requisiti - non sono state sottoposte a detassazione agevolata nel 2008 e nel 2009. Subito dopo, ha modificato il punto di vista, ritenendo migliore l'indicazione di tali importi, sul modello Cud 2011. Nel contempo ha anche individuato una modalità attraverso cui i datori di lavoro possono attestare che le somme erogate al personale, sono collegate alla produttività e alla competitività e, di conseguenza, possono essere tassate al 10%, includendovi, così, nuovamente gli straordinari.
Gli adempimenti
In base alle più recenti disposizioni, sul datore di lavoro non incombono scadenze da rispettare ed egli non è obbligato a rilasciare ai lavoratori, alcuna certificazione. Dovrà inserire le somme che - avendone i requisiti non sono state detassate - nel Cud 2011. Per giustificare, invece, il ricorso all'imposta sostitutiva dovrà redigere e tenere agli atti una dichiarazione che colleghi gli importi pagati e detassati alla produttività e alla competitività; oggetto dell'autodichiarazione è lo straordinario ma anche le altre somme incentivanti (lavoro notturno compreso), sempre che l'azienda non opti per inserire la dichiarazione nelle annotazioni del Cud.

Fonte: Il Sole 24 Ore
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Titolo Consiglio: Nuove regole detassazione: straordinari e ore notturne

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Agenzia delle Entrate e ministero del Lavoro interpretano ad ampio raggio le nuove regole sulla detassazione degli straordinari valide sino a fine anno. Il lavoro svolto nel periodo notturno - precisano per esempio nella circolare congiunta firmata ieri - è sempre detassato, e questo indipendentemente dal fatto che rientri nell'attività svolta in modo ordinario o straordinario. Non solo. gli straordinari forfetizzati sono detassati nell'intera misura a prescindere dall'effettivo lavoro svolto, qualora, indipendentemente dal titolo retributivo utilizzato, le somme siano riconducibili a una incentivazione o a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa; in mancanza di queste caratteristiche, lo straordinario forfetario può essere agevolato per le sole ore di lavoro effettivamente reso.
Il peso dell'operazione - La detassazione di straordinari e premi di produttività costerà al Fisco circa due miliardi. Nella manovra non sono inserite cifre per la proroga della detassazione della produttività al 2009.
Un provvedimento partito bene – La misura contenuta nella manovra d'estate ha avuto i suoi effetti soprattutto nel primo mese della sua entrata in vigore: il primo di luglio. Secondo la Fondazione dei consulenti del lavoro, nei primi trenta giorni, il 26% dei dipendenti privati aveva beneficiato del decreto che prevede un'aliquota del 10% sul salario variabile. L'incremento degli straordinari è stato dell'8% rispetto allo stesso mese del 2007. I settori più interessati sono stati quelli del turismo e del commercio, che insieme hanno raccolto il 54% delle somme agevolate.
Straordinari detassati nel Cud – L'agenzia delle Entrate ha inserito nel Cud 2009 una sezione apposita per la tassazione agevolata degli straordinati. Nello spazio bisognerà indicare il reddito complessivamente erogato (che non deve superare il tetto di 3000 euro) e le ritenute operate.
fonte: sole24ore.it
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Titolo Consiglio: Dove si paga il bollo auto

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Dove si paga la tassa automobilistica

E' possibile pagare la tassa automobilistica presso i seguenti intermediari della riscossione :

* Pagamenti on-line presso gli sportelli di Poste Italiane (costo 1,10 euro);
* Tabaccherie abilitate, aderenti al circuito Lottomatica (costo 1,87 euro);
* Ricevitorie Sisal abilitate, presenti sul territorio della Lombardia (costo 1,87 euro);
* Agenzie Pratiche Automobilistiche autorizzate (costo 1,87 euro);
* Delegazioni dell'Automobile Club d'Italia autorizDove si paga la tassa automobilistica per la Regione Lombardia

E' possibile pagare la tassa automobilistica presso i seguenti intermediari della riscossione :

* Pagamenti on-line presso gli sportelli di Poste Italiane (costo 1,10 euro);
* Tabaccherie abilitate, aderenti al circuito Lottomatica (costo 1,87 euro);
* Ricevitorie Sisal abilitate, presenti sul territorio della Lombardia (costo 1,87 euro);
* Agenzie Pratiche Automobilistiche autorizzate (costo 1,87 euro);
* Delegazioni dell'Automobile Club d'Italia autorizzate (costo 1,87 euro);

* Pagamenti on-line presso le agenzie di Intesa-San Paolo e della Banca Popolare di Sondrio. (Il servizio è gratuito);
* ATM (sportelli Bancomat) di Intesa-San Paolo (Il servizio è gratuito);
* ATM (sportelli Bancomat) della Banca Popolare di Sondrio (Il servizio è gratuito);
* Home Banking di Intesa-San Paolo e di Banca Popolare di Sondrio (Il servizio è gratuito);

Oppure tramite

* ACI - Telebollo: riscossione della tassa automobilistica con carta di credito telefonando al nr. 199.711.711 o al nr. 06.66545345 (costo 1,87 euro + il 1,2% dell'importo della tassa);
* ACI - BolloNet: riscossione della tassa automobilistica con carta di credito collegandosi al sito internet - www.aci.it (costo 1,87 euro + il 1,2% dell'importo della tassa);
* Intesa- San Paolo: collegandosi al sito internet - http://www.tributi.regione.lombardia.it (costo secondo le tariffe indicate dagli operatori o riportate nel sito indicato).



Potete trovare il centro di assitenza o l'intermediario alla riscossione più vicino attraverso il seguente servizio:

http://www.cartografia.regione.lombard ia.it/tassaauto/
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Titolo Consiglio: Assicurazione Gratis per Anziani

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Avete un nonno in casa vostra e lo deliziate di coccole? Fate bene, perchè gli anziani sono come i bambini, hanno bisogno di essere al centro dell’attenzione, desiderano essere ascoltati (soprattutto coloro che hanno vissuto la guerra), hanno tante cose da raccontare ma spesso non ne parlano a meno che non siamo noi a porre loro delle domande… e allore lì fiumi di parole, racconti, aneddoti, proverbi, situazioni di vita. Eh sì, i nonni conoscono veramente il mondo e forse dovremmo imparare ad ascoltarli. E forse qualcuno dovrebbe imparare innanzitutto a rispettarli.

Purtroppo gli anziani sono spesso vittime indifese di furti e scippi. Ma per chi ha superato i 65 anni e abita a Monza ecco una buona notizia: dal 30 giugno il Comune di Monza offrirà una polizza assicurativa gratuita che garantirà assistenza sia all’abitazione sia alla persona contro i furti, gli atti vandalici, gli scippi o gli scassi. La polizza comprenderà l’assistenza alla persona e all’abitazione: invio di artigiani (fabbri, vetrai e falegnami) per ripristinare lo scasso, di una collaboratrice domestica per aiutare l’anziano a sistemare l’abitazione, ed anche la possibilità di fermarsi in albergo in caso di inagibilità dell’abitazione.

Siamo la prima città in Lombardia a offrire ai nostri cittadini questo servizio vogliamo tutelare i nostri anziani e offrigli l’opportunità di vivere quanto più possibile una terza età serena – commenta l’iniziativa Stefano Carugo assessore alle Politiche sociali –. Per l’assistenza alla persona oltre ad aiuti di personale per seguire l’anziano qualora fosse rimasto ferito è anche previsto un assistente psicologico per gestire eventuali traumi e la consegna a domicilio di farmaci urgenti.
Se abbiamo scelto di offrire agli anziani questa polizza – conclude il Sindaco di Monza Marco Mariani – è dovuto alla società in cui viviamo, perché se da un lato evolve sempre più con tecnologie all’avanguardia, dall’altro involve con numerosi problemi come la microcriminalità Gli anziani sono la parte più debole della nostra società e siamo sicuri che una polizza di questo tipo li possa aiutare.

Nei prossimi giorni tutti i 27.500 ultra 65enni di Monza riceveranno a casa tutta la documentazione per poter usufruire della polizza, una brochure illustrativa, una card assistenza da tenere sempre con sé e da usare in caso di necessità dove sarà riportato il numero verde gratuito della centrale operativa UniSalute (attivo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno).
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Titolo Consiglio: Assicurazione gratis a Milano

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Buone notizie nelle ultime ore sono giunte per i residenti nella città di Milano con un’età sopra i 70 anni; l’Amministrazione comunale del capoluogo lombardo, infatti, ha prorogato fino al prossimo mese di marzo 2010 il beneficio della copertura assicurativa a favore degli anziani che sono vittima di furti, scippi, raggiri e rapine. A darne notizia, in particolare, è stato Riccardo de Corato, Assessore alla sicurezza nonché vicesindaco del Comune di Milano, precisando che la proroga è stata Buone notizie nelle ultime ore sono giunte per i residenti nella città di Milano con un’età sopra i 70 anni; l’Amministrazione comunale del capoluogo lombardo, infatti, ha prorogato fino al prossimo mese di marzo 2010 il beneficio della copertura assicurativa a favore degli anziani che sono vittima di furti, scippi, raggiri e rapine. A darne notizia, in particolare, è stato Riccardo de Corato, Assessore alla sicurezza nonché vicesindaco del Comune di Milano, precisando che la proroga è stata deliberata dalla Giunta fino al prossimo mese di marzo in quanto dopo dovrà essere messo a punto il nuovo bando di gara. Per fruire della copertura assicurativa, il cittadino over 70 deve telefonare agli uffici del Settore Sicurezza della Città fermo restando che il soggetto deve rispettare il requisito di reddito, rigorosamente non superiore ai 30 mila euro annui.

La polizza assicurativa, introdotta dal Comune nell’aprile del 2008, prevede una copertura per furti, scippi, rapine e raggiri in luoghi pubblici pari a 500 euro, mentre ammonta a 3.500 il massimale previsto a copertura delle spese mediche per cause legate ad azioni criminose. Dalla sua istituzione, grazie a questa copertura assicurativa sono scattati i rimborsi a favore di quasi 300 over 70 per casi di furto con strappo, furto con destrezza ma anche furto in appartamento.

Nel 2009, invece, sono state in tutto 179 gli over 70 che hanno potuto fruire del rimborso previsto dalla copertura assicurativa istituita dal Comune; ma a fronte di questo beneficio istituito a favore degli anziani, l’Amministrazione comunale sta parallelamente portando avanti delle campagne capillari di informazione finalizzate a distribuire prontuari e numeri utili, unitamente a veri e propri consigli anti-truffa, distribuendo in merito del materiale avvalendosi della collaborazione delle parrocchie. Aggiungendo a questo il rafforzamento dei controlli e della presenza della Polizia Locale, come diretta conseguenza nel 2009 le truffe ai danni degli anziani, nel Comune di Milano, si sono dimezzate.
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