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Titolo Consiglio: Tutti i prezzi e tariffe dei beni e servizi per risparmiare

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Utile sito per risparmiare realizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico con altri partners per avere sempre sotto mano i prezzi di molti beni e servizi di largo consumo.
Ad esempio nella pagina carburanti trovate i prezzi minimi e massimi dei carburanti distribuiti dalle varie compagnie distinti tra benzina, gasolio e gpl con specificati anche i prezzi dei self-service e dei carburante serviti da personale.

" Osservatorio Prezzi è un nuovo servizio di informazione, trasparenza e orientamento ai consumatori realizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MSE), Direzione generale Armonizzazione del Mercato e Tutela dei Consumatori in collaborazione con le Amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, con l'ISTAT, l'UNIONCAMERE, le le Associazioni dei Consumatori, le parti sociali e con l'IPI. L'iniziativa rappresenta un punto di riferimento, sia per i consumatori, sia per gli operatori economici, per documentarsi sull'andamento dei prezzi dei beni e dei servizi di largo consumo sulla loro variabilità e sulle dinamiche inflazionistiche. Come funziona l'Osservatorio nazionale prezzi: È stato individuato un paniere composto da beni e servizi, che rispecchia le voci di spesa più comuni delle famiglie italiane. Di questi vengono periodicamente rilevati i prezzi e le tariffe assicurando - quanto a numero di osservazioni, struttura merceologica del paniere, copertura territoriale - un sufficiente grado di rappresentatività. Per ciascun prodotto vengono rilevati i prezzi medi, minimi e massimi tenendo conto delle diverse fasce di consumo e delle diverse aree territoriali e quale elemento principale dell'"informazione al consumatore", ne vengono comunicati i livelli sull'intero territorio nazionale."

Link: www.osservaprezzi.it
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Titolo Consiglio: Credito al consumo: novità in arrivo

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Il credito al consumo è davvero trasparente come si crede? Un’inchiesta di Altroconsumo ha messo in luce i lati oscuri dei alcune carte di credito e dei comportamenti scorretti che molti esercizi commerciali adottano nei confronti dei clienti. Infatti quest’ultimi, spesso, sottoscrivono contratti tralasciando le condizioni che l’esercizio impone e si imbattono in percorsi che prevedono costi elevatissimi per gli utenti. Tutta colpa del cliente sbadato e invece di un’ inadeguata informazione da parte dell’esercizio commerciale?

L’inchiesta

Sempre più negozi espongono messaggi pubblicitari con l’invito a pagare a rate con possibilità di pagamento addirittura un anno dopo dalla data di acquisto. Altroconsumo si è cimentato in 284 negozi di nove città italiane raccogliendo 323 offerte di finanziamento per l'acquisto di elettrodomestici, mobili o un attrezzo sportivo. Nel 63% dei casi gli addetti alla vendita non hanno comunicato al cliente (in questo caso Altroconsumo) il Taeg (24%) o ne hanno dato uno sbagliato (39%). Nei punti vendita sono stati consegnati solo 10 foglietti informativi con indicazioni della rateizzazione, in tutti gli altri casi sono stati consegnati al consumatore solo volantini pubblicitari.


Le carte revolving

In numerosi punti vendita sono state inoltre fatte sottoscrivere le carte revolving, ovvero carte che accendono un vero e proprio prestito, su cui saranno poi pagati degli interessi salatissimi.

Il mancato o ritardato pagamento della somma minima alla scadenza fa scattare immediatamente la segnalazione per iscrizione nelle liste.

Spesso la tecnica con cui queste carte revolving vengono fatte sottoscrivere ai cliente è un po’ subdola: avviene attraverso una clausola inserita nel contratto di finanziamento per l'acquisto a rate della tv o altro, e al momento dell’acquisto del prodotto, il cliente preso con “mille firme” non presta attenzione alle condizioni della carte che viene fatta passare come un'innocente carta fedeltà da sottoscrivere per avere il tasso zero. Chi se la ritrova in tasca non sa che ha una doppia linea credito: quella a tasso zero se usata nella stessa catena dove si fa l'acquisto, quella salatissima al di fuori della catena e dai negozi a essa affiliati.

Nuove regole dal 2011
Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto legislativo su credito al consumo approvato in Consiglio dei Ministri il 30 luglio scorso. La nuova normativa in attuazione della Direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito stipulati dai consumatori porta con se importanti cambiamenti a favore soprattutto per i clienti, i quali devono essere informati sui propri diritti. La legge entrerà in vigore il 19 settembre, ma la concreta applicazione è prevista per il prossimo anno.

Alcune novità

* l'acquirente ha la possibilità di recedere dal contratto di acquisto del bene entro 14 giorni dalla stipula senza oneri.
* sono molto più chiare e trasparenti le norme che disciplinano
o il merito creditizio, ovvero la valutazione delle reali possibilità di indebitamento del consumatore,
o il collegamento negoziale ovvero il rapporto tra contratto di acquisto e contratto di finanziamento, per i quali si è deciso che, a decadere del primo decade anche il secondo (in caso di vizi del prodotto/servizio e quindi in un eventuale di annullamento del contratto d'acquisto, si annulla anche quello di finanziamento, con diritto del consumatore al rimborso delle rate pagate.)

Altre novità riguardano la pubblicizzazione delle offerte di finanziamento:

* è obbligatorio indicare oltre al tasso di interesse e il Taeg (tasso effettivo globale), anche le spese, l'importo delle rate ed il montante.
* Sarà vietato a supermercati e catene di distribuzione di promuovere le carte di credito 'a saldo' e revolving.
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Titolo Consiglio: Trasloco fai da te

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Se non possiedi molto carico, se non ti fidi di altre persone per il trasporto dei tuoi beni o se semplicemente vuoi risparmiare, puoi anche fare il trasloco da solo. In questo caso, assicurati di considerare bene tutte le difficoltà che puoi incontrare in un trasloco fai da te.

La cosa più importante è capire quante cose porterai con te. Pensa prima di iniziare a impacchettare tutto! Di cosa hai bisogno? Cosa può essere rimpiazzato? Ricorda che ogni metro quadro costa e sicuramente non vorrai pagare per trasportare roba vecchia che in realtà non usi. Vendere alcuni dei tuoi oggetti può portarti più denaro di quanto pensi (e ne avrai bisogno). Potrai comunque dare i tuoi oggetti agli amici, prestarli e metterli in un magazzino.

Una volta ridotto al minimo il carico da portare, dovrai iniziare a pensare a come trasportarlo. Se pensi che non c’è molto da portare e vuoi risparmiare, allora puoi trasportare tutto da solo. Ricorda che c’è un limite al peso che puoi portare con te se viaggi in aereo, autobus, treno, nave o addirittura nella tua auto. Puoi affittare un piccolo furgoncino per un prezzo molto inferiore a quello di una ditta di traslochi. In molti paesi, puoi guidare un furgone fino a 7,5 tonnellate con una patente di guida normale. Assicurati di poter guidare il veicolo in questione nel paese o nei paesi in cui dovrai passare.

Naturalmente, dovrai fare da solo tutto il lavoro di carico e scarico. Ciò può risultare molto faticoso e può essere molto complicato se non si è fatto precedentemente un buon lavoro di impacchettamento e imballaggio. Assicurati di avere le quantità necessarie di materiale per l’imballaggio, le scatole e i nastri adesivi. Ricorda inoltre che non puoi mettere nelle scatole cose delicate: per queste avrai bisogno di contenitori speciali. A meno che tu non convinca i tuoi amici ad aiutarti, il lavoro di impacchettamento, carico, trasporto, scarico e spacchettamento può prendere molti giorni o addirittura un paio di settimane (senza contare il grande sforzo fisico). Preparati ad affrontare le difficoltà delle scale, corridoi stretti, strade mal funzionanti, etc.

Se un furgone di 7,5 tonnellate non è sufficiente al trasporto di tutte le tue cose, considera che fare più viaggi può risultare molto frustrante, soprattutto se la nuova casa è molto lontana. In questo caso, il trasporto senza l’aiuto di una ditta di traslochi può essere molto difficile e anche più caro se dovrai affittare un furgone per più giorni (giorni in cui naturalmente non potrai lavorare). Inoltre, tieni presente che l’assicurazione sulla casa di solito non copre i beni in transito.

Nonostante questo, se pensi di avere il tempo, la forza e la volontà di farlo, non esitare! Alla fine, sono le tue cose!
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Titolo Consiglio: Trasloco fai da te - noleggio furgoni

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Le aziende che offrono servizi di noleggio furgoni in tutta Italia sono davvero tantissime, diffuse e capillari, con reti di assistenza e infopoint in tutte le principali città d' Italia e punti di interesse, come aeroporti e stazioni ferroviarie.

Moltissime società che offrono servizi di noleggio furgoni operano in rete, grazie a siti e portali ufficiali, dove effettuare la prenotazione dei veicoli on line in massima sicurezza, comodamente da casa e sfruttando particolari agevolazioni per chi prenota su internet.

Tutte le compagnie di noleggio furgoni, al momento della prenotazione, presentano il proprio parco veicoli, con la flotta disponibile, misure e portata di ogni singolo mezzo.

Prima di noleggiare un furgone è bene misurare con attenzione i materiali e gli oggetti da trasportare, in modo da evitare scelte azzardate, scomode, o problemi di carico. A volte è possibile risparmiare sul noleggio affittando un veicolo più piccolo ed effettuando qualche viaggio in più, se distanze e misure degli oggetti lo permettono.

Le tipologie di pagamento variano a seconda della società e della proposta, in base ai giorni di noleggio, con o senza chilometraggio, o in base ai chilometri percorsi nel periodo del noleggio.

Massima attenzione alla puntualità delle operazioni di ritiro e consegna, per evitare spiacevoli inconvenienti come il pagamento di una ulteriore giornata di fitto, e alla riconsegna il mezzo deve avere il pieno cosi come ritirato.

Nel maggior parte dei casi per la guida di un furgone molte società chiedono un’età minima di 21 anni e una carta di credito per il deposito cauzionale, ma è a discrezione dell’azienda di noleggio.

Sono disponibili al momento della stipula del contratto di noleggio furgone particolari polizze assicurative, come la kasko ad esempio, che tutelano in caso di qualsiasi tipo di di danno, furto o incidente.
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Titolo Consiglio: Le Aliquote ICI 2010 di tutti i comuni d'Italia

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Il Ministero della Finanze ha messo on-line il database delle Aliquote Ici '10 di tutti i comuni d'Italia. Il database contiene anche la raccolta delle delibere comunali sull'Ici relative all'anno 2010.

Puoi consultare liberamente il database sul sito del Ministero delle Finanze a questo indirizzo:

- Delibere Aliquote Ici 2010
Istruzioni per la consultazione

Per visualizzare le aliquote Ici 2010 di tuo interesse segui questi semplici passi:

1) Clicca qui per visualizzare la pagina delle aliquote ICI del Ministero delle Finanze;

2) Seleziona l'anno 2010 e clicca su [Procedi];

3) Nel campo [Comune] digita il nome del comune di cui vuoi conoscere le aliquote Ici o in alternativa seleziona in successione la [Regione], la [Provincia] e infine il [Comune];

4) La schermata relativa al comune visualizzerà i seguenti campi: [Nome comune], [Codice comune], [Sigla provincia], [Numero deliberazione], [Data deliberazione], [Estratto deliberazione];

5) Clicca su [Estratto deliberazione] per visualizzare il documento PDF contenente tutte le Aliquote ICI relative al 2010.

Il documento contenente le aliquote può essere stampato o salvato in locale sul tuo pc.
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Titolo Consiglio: detrazione IRPEF 36% LEGGE 449/97 e successive modifiche

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1) IN COSA CONSISTE

E’ prevista la possibilità di detrarre dalle imposte sui redditi il 36% delle spese sostenute per il recupero di case di abitazione; il beneficio spetta fino ad un tetto massimo di
€ 48.000,00 per abitazione, da dividere tra i soggetti aventi diritto alla detrazione per anno di imposta, da suddividere in dieci (o cinque in casi particolari) anni.

Esempio: se si è sostenuta una spesa di € 48.000,00 si possono detrarre dall’Irpef dovuta € 19.680,00 in dieci, cinque e tre anni, con un risparmio di imposta di € 1.968,00
(o € 3.936,00) per ogni anno.

10 anni se l'età del contribuente è inferiore a 75 anni
5 anni se l'età del contribuente è tra 75 e 80 anni
3 anni se l'età del contribuente è superiore a 80 anni


2) A CHI SPETTA

Trattandosi di una detrazione dall’Irpef lorda, sono ammessi a fruirne tutti coloro che sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno sul territorio dello Stato.

Va precisato che si tratta effettivamente di una detrazione dall’imposta e non di un rimborso; ciascun contribuente ha perciò diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione.


3) PER QUALI LAVORI

I lavori per i quali spetta lo sconto fiscale sono quelli elencati dall’art. 31 della legge 5/8/1978 n. 457.

In particolare, la detrazione del 36% riguarda le spese sostenute per eseguire gli interventi di MANUTENZIONE STRAORDINARIA, le OPERE DI RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO, i LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA per i singoli appartamenti e per gli immobili condominiali.

Se realizzate in uno degli ambiti sopra descritti, ANCHE LE SPESE SOSTENUTE PER L’ACQUISTO E L’INSTALLAZIONE DI UN CAMINETTO E/O DI UNA STUFA, PER LA REALIZZAZIONE E/O IL RIFACIMENTO DELLA CANNA FUMARIA SONO AMMESSE A GODERE DEL BENEFICIO FISCALE.

IN QUESTO CASO LA DETRAZIONE E’ AMMESSA PER L’ACQUISTO E PER L’INSTALLAZIONE DI TUTTI I NOSTRI CAMINETTI E STUFE A LEGNA ED A PELLET .

Vi sono poi alcuni interventi ammessi al beneficio della detrazione, indipendentemente dalla corrispondenza alle categorie di cui all’art. 31 della legge 5/8/1978 n. 457.

Tra questi, gli interventi finalizzati AL CONSEGUIMENTO DI RISPARMI ENERGETICI di cui alla Legge 9/1/1991 n. 10 e D.P.R. 26/8/1993 n. 412

IN QUESTO CASO LA DETRAZIONE E’ AMMESSA PER L’ACQUISTO E PER L’INSTALLAZIONE DEI NOSTRI CAMINETTI E STUFE A LEGNA ED A PELLET CON UN RENDIMENTO, MISURATO CON METODO DIRETTO, NON INFERIORE AL 70% (l’elenco dei nostri prodotti che soddisfano tale requisito è allegato al presente documento).


4) COSA OCCORRE PER FRUIRE DELLA DETRAZIONE

4.a) Comunicazione di inizio lavori : prima dell’inizio dei lavori è necessario inviare al Centro di Servizio delle imposte competente per territorio la comunicazione di inizio lavori, redatta su apposito modello, a cui devono essere allegate :

copia della concessione/autorizzazione edilizia (per gli interventi rientranti nell’ambito della manutenzione straordinaria, del restauro e risanamento conservativo, della ristrutturazione edilizia), o della comunicazione di inizio lavori ( per gli interventi che rientranti nell’ambito del conseguimento di risparmio energetico)

> i dati catastali (o, in mancanza, la fotocopia della domanda di accatastamento)

> la fotocopia delle ricevute di pagamento dell’ICI pagata a decorrere dal 1997, se dovuta

> solo per gli interventi rientranti nell’ambito del conseguimento di risparmio energetico, dichiarazione del produttore attestante la conformità del prodotto ai requisiti previsti dalla Legge 10/91 e D.P.R. 26/8/1993 n. 412

4.b) Comunicazione alla ASL : contestualmente alla comunicazione agli uffici finanziari, deve essere inviata all’Azienda sanitaria locale competente per territorio una comunicazione con le seguenti informazioni :

> generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi
> natura dell’intervento da realizzare
> dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori
> data di inizio dell’intervento di recupero

4.c) Pagamento esclusivamente mediante bonifico bancario

4.d) Altri adempimenti : al termine dei lavori i contribuenti interessati devono

> per i lavori di ammontare complessivo superiore a 100 milioni produrre la dichiarazione di esecuzione dei lavori sottoscritta da un professionista iscritto negli albi degli ingegneri,architetti e geometri oppure da altro tecnico abilitato all’esecuzione dei lavori;

> conservare le fatture o ricevute fiscali relative alle spese per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione e la ricevuta del bonifico bancario di effettuazione del pagamento.
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Titolo Consiglio: Come evitare errori compilazione modello unico

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Chi l’ha consegnata alle poste, ha dovuto farlo entro il 30 giugno; chi invece invierà il modulo Unico persone fisiche per via telematica (per proprio conto o tramite un intermediario autorizzato), avrà tempo fino al 30 settembre. Si tratta di un’operazione che annualmente interessa milioni di contribuenti, che spesso – non pratici delle minuzie della burocrazia – sbagliano nell’inserimento di un codice o nella compilazione di una sezione: un errore che poi si trasforma nella necessità di recarsi presso lo sportello dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate o in interminabili telefonate ai call center. Per questo, il Fisco ha reso disponibile sul proprio sito (e sulla sua rivista online FiscoOggi) un documento – che proponiamo di seguito – in cui dà indicazioni sul corretto modo di compilare il modulo Unico per evitare gli errori più comuni.



Il decalogo (dalla rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate Fisco Oggi)



Nel modello F24 occhio al codice tributo e al codice fiscale - Nella compilazione del modello F24, gli errori più ricorrenti riguardano l'indicazione del codice tributo e del codice fiscale.

Il codice tributo, che mette in difficoltà tanti contribuenti, è costituito da una sequenza di numeri che identifica l'imposta cui si riferisce il versamento. Per individuare con certezza quello da trascrivere sul modello, basta consultare l'elenco completo pubblicato sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate, dove è disponibile un utile motore di ricerca che indirizza il contribuente verso la corretta scelta.

Per il pagamento "sicuro", c'è una soluzione ancora più semplice: il software "F24 on line", gratuito e semplice da utilizzare, garantisce l'assenza di errori di questo tipo.



Un'altra inesattezza tipica riguarda l'indicazione del codice fiscale. Spesso, per una svista, si finisce per riportare in modo incompleto la sequenza di caratteri che identifica ogni contribuente (persone fisiche, società, enti, ecc.) nei rapporti con l'Amministrazione finanziaria e con gli altri enti e uffici pubblici. Per le persone fisiche, in particolare, viene determinato sulla base dei dati anagrafici, mentre per le persone giuridiche corrisponde in genere con il numero di partita Iva. Va pertanto posta massima attenzione nel momento della trascrizione del codice all'interno del campo specifico.



Le spese sanitarie dimenticate nel cassetto - Un'altra "svista" frequente nella compilazione della dichiarazione dei redditi riguarda le spese sanitarie. Capita spesso che scontrini, ricevute e fatture spuntino fuori dal cassetto dopo aver già presentato la dichiarazione. In questo caso, è possibile rimediare tramite una dichiarazione integrativa, per la quale si ha tempo fino al termine previsto per la presentazione della dichiarazione dell'anno successivo.



Ad ogni Comune il proprio codice - Merita particolare attenzione anche l'indicazione, nel quadro RB, del codice catastale del Comune dove risultano situati gli immobili di proprietà, un codice che spesso è riportato in modo inesatto o viene omesso. Per evitare questo tipo d'errore, è sufficiente consultare le pagine finali delle istruzioni alla compilazione che riportano, in ordine alfabetico, i codici di tutti i Comuni italiani.



Per il domicilio fiscale tre campi, non sempre da compilare tutti - Da non "sottovalutare" i campi per l'indicazione del domicilio fiscale; anche qui, spesso, l'errore è dietro l'angolo. Nel caso più comune, infatti, in cui la residenza risulta invariata o, seppur mutata, la variazione è avvenuta nell'ambito dello stesso Comune, deve essere compilato soltanto il rigo "Domicilio fiscale al 01/01/2009". Se la variazione di residenza ha comportato il trasferimento in un Comune diverso, allora si dovranno compilare tutti e tre i righi.

Vanno anche tenuti in conto i tempi entro cui è intervenuto il cambio di residenza: per il fisco, infatti, gli effetti della variazione decorrono dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui si è verificata.



Indispensabile il codice fiscale del coniuge separato – Per non perdere il diritto alla deduzione dell’assegno periodico corrisposto al coniuge separato, è necessario riportare nello specifico spazio il codice fiscale di quest’ultimo. E’ opportuno, inoltre, ricordare che la riduzione fiscale spetta solo per la somma destinata alla moglie o al marito, non quella destinata al mantenimento dei figli.



Detrazione del 36% per le ristrutturazioni - Nella sezione III del quadro RP, riservata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per evitare futuri problemi, vanno correttamente specificati, tra l'altro, l'anno in cui sono state sostenute le spese, il numero della rata che si utilizza per l'anno cui si riferisce la dichiarazione che si sta compilando, l'importo della rata.
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Titolo Consiglio: Finanziamenti ai neo genitori

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Sono oltre 4.000 le richieste registrate per il finanziamento agevolato da parte dei neo genitori che si trovano ad affrontare numerose spese legate alla nascita e al mantenimento del nuovo bimbo.

L’iniziativa
Il protocollo d’intesa, firmato nel novembre 2009, ma poi attuato solo dall’inizio dell’anno, è stato sottoscritto tra l’Associazione bancaria italiana e il Dipartimento per le Politiche della famiglia con l’obiettivo di aiutare i neo genitori, grazie a prestiti con tasso agevolato. A distanza di sei mesi - si legge in una nota dell’Abi – “ammontano a 19,7 milioni di euro i finanziamenti agevolati erogati dalle banche italiane a favore della famiglie con nuovi nati o adottati nel corso del 2009”.

In cosa consiste

Questo fondo di credito che, va ricordato, non e’ bonus, ma un’operazione di finanziamento effettuata dalle banche che saranno garantite dal fondo per le politiche della famiglia fino ad un massimo del 75% dell’eventuale insolvenza, tramite un apposito stanziamento di 25 milioni di euro. Il Protocollo d’intesa ha, infatti, previsto l’istituzione di un fondo di garanzia per favorire l’accesso al credito delle famiglie, con un figlio nato o adottato negli anni 2009, 2010 e 2011, attraverso il rilascio di garanzie a copertura del 50% dei finanziamenti erogati.

In particolare, i finanziamenti ammissibili hanno un importo massimo per nuovo nato pari a 5.000 euro e una durata massima pari a 5 anni a un tasso fissato al 4,8%, ovvero al 50% dell’effettivo medio. Ma entro il limite del 20% della disponibilità iniziale del fondo, la garanzia e’ elevata al 75%, per i richiedenti che hanno un indicatore Isee non superiore a 15.000 euro.
E’ possibile estinguere il debito in un’unica soluzione o con rate da concordarsi al momento della sottoscrizione del contratto di finanziamento. In ogni caso, l’arco temporale di restituzione del finanziamento deve essere concordato con la banca o l’intermediario. Ipotizzando, per esempio, un piano di rientro spalmato su 60 rate mensili, per un prestito di 5mila euro, si pagheranno poco piu’ 94 euro al mese. Per 4mila euro, la spesa scende a 75 euro, fino ad arrivare a poco meno di 19 euro, per un finanziamento di mille euro.

Come fare domanda?

La domanda per poter beneficiare del finanziamento deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo all’adozione o alla nascita del figlio, ragion per cui per tutti i nati o i figli adottati quest’anno il termine ultimo di presentazione della domanda per poter accedere al prestito e’ quella del 30 giugno del 2011 e che l’adesione da parte delle banche al protocollo d’Intesa e’ facoltativa.
Le banche L’adesione da parte delle banche al protocollo d’Intesa e’ facoltativa. 178 sono gli istituti di credito che hanno aderito alla iniziativa per un totale di 23.382 sportelli, vale a dire il 70% del sistema. La concessione del prestito sarà valutata autonomamente dagli intermediari finanziari. Ai neonati 20 milioni di euro di prestiti.
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Titolo Consiglio: Famiglie in difficoltà

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Famiglie italiane in crisi: è quanto rivela l’Istat che ha messo in luce come nel 2009 le famiglie italiane hanno assistito ad un calo di reddito disponibile e propensione al risparmio rispettivamente del 2,6% e dello 0,7% rispetto all'anno precedente. Il potere d'acquisto ha subito una flessione del 2,5%, proseguendo la tendenza al ribasso iniziata già nel 2008 (-0,9%). In calo anche la spesa per consumi finali delle famiglie, che ha presentato una variazione negativa sia in termini nominali (-1,9%) che in quantità (-1,8%).

Le famiglie, inoltre, mettono via meno soldi: la loro capacità di risparmio - rileva l'istituto - si è assottigliata di ulteriori 0,7 punti percentuali all'11,1%, «il valore più basso dall'inizio degli anni Novanta». Anche considerando la componente accumulata nelle riserve dei fondi pensione come pure il trattamento di fine rapporto (Tfr) maturato, il risparmio risulta comunque diminuito: meno 8,4% rispetto al 2008, quando era aumentato dello 0,7 %.

Di chi è la colpa?

Ad incidere sui debiti delle famiglie c’è sempre il mutuo.

I debiti delle famiglie italiane sono cresciuti nel 2009, sfiorando nel complesso i 900 miliardi di euro – si legge in un comunicato dell’ Adico. Il dato è stato diffuso nel periodico supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia secondo cui nel 2009 è aumentato dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

A incidere sul bilancio di casa, secondo Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, sono soprattutto i mutui.
Nei primi tre mesi del 2010, i debiti risultano aumentati ulteriormente del 3% su base annua, passando da 773,218 a 797,611 miliardi di euro, con una crescita reale di 24,330 miliardi. Quanto al peso dei mutui, è salito nei primi mesi del 2010 del 2,6%, da 599,947 a 615,782 miliardi di euro (+15,835 miliardi).

Sulla crescita dei debiti hanno inciso anche il credito al consumo, lievitati da 55,803 a 61,307 miliardi di euro (+5,504 miliardi), mettendo a segno un aumento del 9%.
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Titolo Consiglio: Mutuo: è meglio il fisso o il variabile?

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Mutuo: è meglio il fisso o il variabile? E' questa la domanda che più di ogni altra si pone chi decide di ricorrere al mutuo per l'acquisto di una casa. Per trovare la risposta opportuna, bisogna usare pazienza e attenzione, perché dalla decisione sull'accensione del mutuo per la casa deriverà un importante impegno economico per un lungo periodo. E in tempi come quelli attuali, in cui gli scenari economici possono cambiare in un battito di ciglia, il mutuo può trasformarsi in breve tempo da spesa a dannazione.
Sembra opportuno, dunque, riflettere con attenzione.

Quali sono le domande giuste da farsi?
E' questo il quesito intorno cui si sono interrogati anche a Corriere Economia, dove hanno stilato una lista di questioni chiave in vista del momento fatidico della firma del mutuo.
Secondo gli esperti, il primo aspetto da definire è l'identificazione dei vantaggi e dei rischi dei mutui variabili. Il vantaggio principale connesso alla fase attuale dell'economia è che i prestiti a tasso variabile non sono quasi mai costati così poco. E' questo - riporta Corriere Economia - il vantaggio principale connesso alla scelta di un mutuo a tasso variabile. Se nella prima parte del prestito aumenta sensibilmente il costo del denaro, anche la rata cresce in maniera sostanziosa. Se per esempio il tasso di partenza di un mutuo è pari al 4%, un aumento di due punti del costo del denaro rappresenta un aumento del 50% della quota interessi della rata. "Al contrario - precisa il Corriere - se invece parte al 2% un incremento di due punti significa aumentare gli interessi del 100%".

Due le strade percorribili nel caso di redditi più bassi: accantonare capitale per far fronte ad eventuali aumenti della rata e rinegoziare il finanziamento in caso di aumenti del costo del denaro.
La maggior fascinazione che il mutuo a tasso fisso esercita sui risparmiatori è quella legata alla certezza della rata. La certezza però in questi mesi si trova a fare a pugni con l'indiscutibile convenienza del mutuo variabile e al gap di quasi tre punti lo separa dal fisso.
Nonostante il costo del denaro risulti sui minimi, nelle ultime settimane si è assistito alla risalita dell'Euribor, indicatore del costo del denaro a breve termine spesso usato come tasso base per calcolare interessi variabili, come quello dei mutui. La situazione attuale secondo alcuni esperti non durerà ancora a lungo e non appena finirà gli effetti della crisi saranno finiti i tassi ricominceranno ad aumentare.
Il problema principale per chi si trova a rimborsare un mutuo è quello di sopportare gli aumenti delle rate, fatto che può risultare difficile se ci si è Indebitati al limite dei propri sforzi.
Paradossalmente secondo l'opinione di Corriere Economia si dovrebbe puntare sull'indicizzato quando si ha un buon reddito, chiedere il fisso quando ci si sta indebitando al limite.Ciò che davvero conta nei mutui non è tanto cercare di risparmiare il più possibile quanto individuare la rata più adeguata alla propria situazione finanziaria.
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Titolo Consiglio: Disdire la polizza assicurativa troppo cara

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Se si riesce a dimostrare che il premio della polizza con tacito rinnovo è aumentano più del tasso di inflazione annuo è possibile disdire la polizza assicurativa anche il giorno prima della scadenza, in deroga ad eventuali clausule contrattuali.
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Titolo Consiglio: Decreto Bersani: cosa cambia per i mutui

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Una delle rivoluzioni legate al decreto Bersani: è stato introdotto il divieto di clausola penale nel caso di estinzione anticipata dei mutui immobiliari. Un passaggio davvero importante.
Andiamo a capire cosa cambia.

Il divieto vale a decorrere dai contratti stipulati dal 2 febbraio 2007 ma solo per l’acquisto della 1° casa, (quindi dove si trova la nostra residenza). Non vale invece per mutui con finalità di acquisto di seconda abitazione, ristrutturazioni,
scambio, investimento, disponibilità di capitale.

Se il mutuo risale a prima del 2 febbraio c’è speranza di un accordo: le associazioni dei consumatori e l’ABI entro il 2 maggio 07 si incontreranno per definire le regole per ridurre con equità l’importo delle penali nei contratti dove essa è presente, determinando unaisura massima dell’importo delle penali per i contratti dei mutui in essere. Nel caso l’accordo non arrivi, sarà la Banca d’Italia a stabilire la misura della penale: meglio aspettare insomma.

L’ipoteca: in caso di estinzione totale del mutuo, l’ipoteca si estingue automaticamente dopo 30 giorni
dall’avvenuto pagamento. Per cancellare l’ipoteca, la Banca deve inviare alla Conservatoria dei Registri Immobiliari la
comunicazione contenente la quietanza. Il conservatore entro il giorno successivo deve procedere d’ufficio alla cancellazione.

Notaio: il Notaio non è più necessario per l’ autentica dell’atto con cui la banca acconsente alla cancellazione dell’ipoteca.

Portabilità del mutuo e surrogazione: se si ha gia un mutuo ipotecario in corso, è possibile stinguere il debito in corso, contraendo un altro mutuo con altro Istituto che va a subentrare nei diritti della prima banca. In sostanza si ha una surroga.
Si ha così un subentro nell’ipoteca e nelle stesse garanzie personali concesse dal liente alla prima banca: non serve allora cancellare la prima ipoteca e iscriverne una nuova.

La surrogazione è fattibile solo se viene finanziato l’importo residuo del mutuo originario: se superiore si deve procedere con una nuova pratica. L’atto di surrogazione deve essere stipulato per atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve essere presentato alla Conservatoria dei Registri Immobiliari per l’annotamento.
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Titolo Consiglio: I 20 errori più comuni quando si compra una casa

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è una delle decisioni più importanti e probabilmente il principale investimento nella vita della maggior parte degli italiani e, ciononostante, si commettono con molta frequenza gli stessi errori. comprare una casa significa fare un un grande sforzo economico e a volte, impegna per buona parte della vita

dopo il crollo delle compravendite sperimentato a cavallo tra 2008 e 2009, gli ultimi dati parlano di una ripresa del mattone e di un aumento nell'erogazione dei mutui. per questo vi presentiamo alcuni errori tipici che si commettono quando si compra casa

1. in genere non si fanno bene i conti. in italia, secondo vari studi internazionali, non abbiamo cultura finanziaria. l'acquisto di una casa è l'investimento più grande per molti italiani, eppure non abbiamo al preparazione finanziaria adeguata per affrontarla

2. molti dimenticano che al prezzo dell'immobile bisogna aggiungere circa un 10% per le spese (vedi notizia). oltre all'iva (se la casa è nuova) o l'imposta di registro (se la casa è di seconda mano) ci sono le imposte catastali. senza dimeticare l'eventuale caparra, che, sebbene si recuperi (non scendiamo qui nei problemi che si creano quando non si recupera), è pur sempre un esborso non di poco conto e può bloccare del denaro non sempre a buon fine

3. non si fanno i conti sul mutuo, che comporta anche spese e imposte. l'imposta ipotecaria vale in genere il 2% dell'importo del mutuo, senza dimenticare che molte banche vogliono un'assircurazione sul mutuo, che serve per cautelarsi contro i rischi come la perdita del posto di lavoro o il decesso del contraente. è utile, ma costa, e non poco (vedi notizia)

4. imposte e spese extra. l'acquirente dimentica che essere proprietari di una casa significa pagare dlle spese condominiali tutti i mesi ed altre extra una tantum, che possono essere anche molto alte. le case hanno bisogno di manutenzione, per non parlare delle spese comuni (facciata, antenna, ascensore, ecc.). nel caso poi di una casa indipendete le spese sono ancora più elevate

5. soldi per mobili e imprevisti. quando si fa (o si dovrebbe fare...) un bilancio preventivo, non si aggiungono le spese per i mobili e non si calcola un fondo extra per gli imprevisti che non hanno direttamente a che vedere con la casa, ma che possono mandare in crisi un bilancio familiare (come la rottura della macchina due mesi dopo aver comprato casa)

6. non richiedere un rapporto sulla tassazione dell'immobile. il 99% delle persone che compra casa non si informa in anticipo sulle tasse da pagare

7. non fare i conti con l'euribor nei casi di un'ipoteca a tasso variabile. se l'euribor è ai minimi, bisogna farsi i conti anche per quando sarà ai massimi. ricordate che nel 2007 era al 4,3% (vedi notizia)

8. chiedere un mutuo con lunghe scadenze. oltre i 25 anni non conviene comprare: calcolando tutti gli interessi la casa diventa troppo cara

9. fare debiti al di sopra del 30% delle proprie entrate. la banca d'italia consiglia che la quota del mutuo, sommata al resto dei debiti (la rata della macchina, carta di credito, prestiti personali) non sfori il 35-40% del reddito dei titolari del mutuo

10. chiedere garanzie a genitori, amici o parenti. chi decide di comprare una casa dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. se la situazione si complica trascinerai altre persone nei tuoi problemi. se non puoi permetterti la casa, non comprartela

11. spesso chi compra perde il senso di cosa significa caro o economico. bisogna cercare informazioni statistiche e confrontare i prezzi di mercato. si possono reperire informazioni in molti modi, dall'agenzia del territorio ai rapporti della banca d'italia, ma anche attraverso i portali immobiliari

12. molti comprano casa pensando che i prezzi aumentino sempre. le ultime esperienze ci hanno insegnato che le case non aumentano sempre di valore, ma sembra che non tutti lo vogliano capire

13. non dare ascolto alle agenzie. in questo momento si può risparmiare attraverso un'agenzia. negoziare si può e gli agenti lo sanno bene. per questo possono avere più margine nel far scendere il prezzo e convincere il venditore a sconti sostanziosi

14. non negoziare il prezzo fino in fondo. molti potenziali acquirenti scartano alcuni immobili perché pensano di non poter trattare sul prezzo. prepararsi a contrattare e avere sempre a disposizione una controfferta, ma sempre dopo essersi fatti i conti. un'altro errore è quello di accettare un prezzo a metà trattatvia per paura di perdere la casa. se il vostro budget sono 180mila euro, per esempio, non vi muovete da lì. se non bastano, non è la casa ñper voi

15. lasciarsi trasportare a livello emotivo. a volte comprare casa è una decisione più emotiva che razionale e l'acquisto risulta poi sbagliato. se vi sentite stanchi o demotivati dopo mesi di ricerca, sarà più facile decidere male. prendetevi un tempo di riflessione

16. pensare che i prezzi non scenderanno ancora e quindi precipitarsi. non ci sono ancora dati evidenti che parlino di una ripresa dei prezzi generalizzata, ma solo alcuni dati parziali che confermano che certe zone hanno tenuto. se il centro di milano o roma sono aumentati, non è detto che succeda lo stesso in periferia

17. speculare sulla casa. la casa dev'essere un bene d'uso. se la compriamo per viverci è un problema relativo, dato che, per lo meno, risolve il problema dell'abitazione. ma se la compriamo per speculare e poi le cose vanno male avremo distrutto le nostre finanze per molti anni

18. non considerare se vale la pena vivere in affitto. in italia la cultura della proprietà è molto radicata. vivere in affitto è invece un'opzione che molti neppure considerano. fatevi i conti e pensate alle possibilità che dà l'affitto, come una maggiore facilità nel cambiar lavoro e cambiare città. se la differenza economica tra la proprietà e l'affitto è importante, con i risparmi ci si può fare un fondo pensione

19. comprare una casa non è come comprare una macchina. è una decizione che può avere delle ricadute sui prossimi trenta anni, un lasso di tempo in cui può succedere di tutto: nascite, morti, divorzi, opportunità di lavoro in altri stati o in altre città

20. non cosultare il notaio prima della firma di atti importanti come proposte di acquisto e preliminari di vendita. per esempio, non tutti sanno che i beni provenienti da donazione sono soggetti all'azione di revoca da parte di eventuali eredi defraudati dei loro diritti. per questo motivo molte banche non concedono un mutuo per l'acquisto di un immobile proveniente da donazione. in questo come in altri casi il parere di un esperto può prevenire eventuali brutte sorprese
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Titolo Consiglio: Detrazione abbonamento trasporto pubblico

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Arrivano le indicazioni operative su come ottenere la detrazione al 19% sugli abbonamenti per metropolitana e autobus.
Con la circolare n. 19/E del 7 marzo 2008, l’agenzia delle Entrate fornisce indicazioni per ottenere il bonus fiscale per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico, locale, regionale e interregionale.

Quale sconto?
L’importo detraibile può raggiungere un massimo di 250 euro (garantendo una riduzione dell’imposta lorda fino a 47,50 euro), comprensivo sia delle spese effettuate per sé che per gli eventuali familiari a carico. La detrazione non spetta se le stesse spese sono deducibili, perchè inerenti, dai singoli redditi (ad esempio reddito d’impresa o di lavoro autonomo) che concorrono a formare quello complessivo. Si possono detrarre naturalmente tutte le spese effettuate durante l’anno solare 2008.

Beneficiari
Per ottenere la detrazione basterà ricadere in una delle seguenti categorie: lavoratori, studenti, pensionati, pendolari e non, e più in generale, coloro che utilizzano quotidianamente il trasporto pubblico per i propri spostamenti.

Quali abbonamenti?
Le spese detraibili potranno essere quelle relative ad abbonamenti a qualsiasi servizio di trasporto pubblico, indipendentemente dal mezzo utilizzato (bus, treni, eccetera) che sia organizzato con orari, percorsi, tariffe e frequenze stabilite. Il trasporto può svolgersi sia a livello locale, che all’interno di una singola regione che attraversare più regioni.

La circolare specifica cosa si intende per abbonamento: “titolo di trasporto che consenta al titolare autorizzato di poter effettuare un numero illimitato di viaggi, per più giorni, su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato”.

Documentazione necessaria
Le informazioni necessarie al momento della dichiarazione dei redditi dovranno essere le seguenti:

ditta, denominazione o ragione sociale o nome e cognome della persona fisica ovvero il logos distintivo dell’impresa e numero di partita Iva del soggetto emittente il titolo di viaggio o che effettua la prestazione di trasporto;
descrizione delle caratteristiche del trasporto
ammontare dei corrispettivi dovuti
numero progressivo
data da apporre al momento dell’emissione o della utilizzazione.
Il titolo di viaggio deve contenere, inoltre, la durata dell’abbonamento, la spesa sostenuta e il nome del titolare. E’ necessario conservare anche la fattura (o altra documentazione) che attesti la data di pagamento. In caso contrario, vale, come indicazione del giorno in cui è stata sostenuta la spesa, la data di inizio di validità dell’abbonamento. Se il titolo di viaggio ha un formato elettronico (ad esempio, le tessere magnetiche) occorre disporre di una documentazione aggiuntiva contenente le informazioni necessarie sopra indicate.
Se il documento di trasporto, invece, non è nominativo, deve essere accompagnato da un’autocertificazione effettuata tramite dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, in cui si certifichi che l’abbonamento è stato acquistato per il contribuente o per un familiare a carico.
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Titolo Consiglio: Detrazioni Irpef 2009-2010: gli sconti fiscali possibili

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Sono circa un'ottantina le voci messe a disposizione delle persone fisiche per ridursi il prelievo Irpef, considerate tra riduzioni di reddito (deduzioni) e sconti di imposta (detrazioni).

La riforma del 2003 proposta da Giulio Tremonti (già all'epoca ministro delle Finanze) nel prevedere il passaggio a sole due aliquote del 23 e 33% puntava su una radicale rimodulazione delle detrazioni in funzione delle deduzioni.

Oggi, le detrazioni per carichi di famiglia non riescono ad agire a pieno regime nei nuclei con redditi più bassi, mentre i contribuenti Irpef, dal punto di vista della quantità, possono contare su una variegata gamma di riduzioni: per le riduzioni d'imposta, figurano gran numero di spese, suddivise in oneri che danno riduzioni d'Irpef al 19, al 20, al 36 e al 55%, ognuna con le sue regole.

Detrazioni per l'attività fisica dei ragazzi da 5 a 18 anni (nel limite massimo di 210 euro), per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale (non superiori a 250 euro, anche per familiari a carico), per spese veterinarie e mediche. A questi si associano anche oneri deducibili, che sarebbero i costi che riducono il reddito da tassare e che valgono, per esempio, per icontributi per colf e badanti.

Ciò che l’economia italiana gestisce con difficoltà è l’uso di detrazioni e deduzioni. Mentre, poi, capitolo aaparte è riservato alle spese sanitarie da distinguere tra quelle chirurgiche, specialistiche o per prestazioni di medicina generale, ai codici fiscali e scontirni da mostrare e poi ancora per le diverse detrazioni che riguardano mobili, frigoriferi (al 20%) e le riduzioni Irpef per ristrutturazioni (36%) e risparmio energetico (55%).
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Titolo Consiglio: Proroghe e detrazioni del nuovo 730 2010

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Tutti pronti alla Dichiarazione dei Redditi, relativamente ai redditi 2009, in cui bisognerà riportare i redditi di lavoro dipendente e assimilati, di capitale, quelli di lavoro autonomo per i quali non è necessario possedere la partita Iva, alcuni dei redditi diversi, quelli provenienti dal possesso di terreni e fabbricati e alcuni dei redditi soggetti a tassazione separata.

Debutta quest’anno la detrazione del 55%, che spetta ai contribuenti, che hanno acquistato o ereditato immobili oggetto di interventi di riqualificazione energetica attuati nel 2008 e che possono rideterminare il numero delle rate in cui scelgono di dilazionare la fruizione del credito residuo.

Tra le novità del 2010, spicca anche uno spazio riservato alla detrazione del 20% per mobili, elettrodomestici ad alta efficienza energetica, Tv e computer acquistati per l’arredo di immobili in ristrutturazione e la nuova sezione relativa al credito d’imposta per la ricostruzione immobiliare di cui possono fruire i contribuenti residenti nei comuni abruzzesi colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso.

A loro sarà dedicata la sezione IV, composta da due righi, il primo riservato all’abitazione principale, il secondo alle altre, dove i contribuenti potranno indicare le spese, sostenute per riparare, ricostruire o acquistare immobili.

Il modello 730 2010 prevede, inoltre, proroghe per spese di abbonamento ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, per un importo massimo di spese di 250,00 euro totale per il contribuente e i familiari a carico, conservare quindi le relative tessere, abbonamenti e biglietti di trasporto, per autoaggiornamento e formazione dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo ma con incarico annuale e che siano rimaste effettivamente a carico del contribuente per un importo massimo di 500 euro, e per la frequenza degli asili nidi in strutture sia private che pubbliche sostenute dai genitori per un importo massimo di 632 euro per ogni figlio.

La spesa spetta per principio di cassa e non per l’anno scolastico a cui sono riferiti. E ancora, detrazioni previste per chi decidere di installare pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici ed industriali per un massimo di 60.000 euro, o sostituire impianti di climatizzazione invernali con impianti dotati di caldaie a condensazione, compresa la spesa di messa a punto del sistema di distribuzione, per un massimo di 30.000 euro.
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Titolo Consiglio: Econincentivi 2010

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Finalmente l’attesa è finita, da oggi gli incentivi 2010 per stimolare la ripresa economica saranno operativi per tutto il 2010, o almeno finchè non saranno esauriti i fondi dedicati.

Le categorie di prodotti interessati, come abbiamo descritto in dettaglio in precedenti articoli, sono ciclomotori, cucine, elettrodomestici, abbonamenti ad internet, nautica, e diversi prodotti industriali ad alta efficenza energetica, tutti acquistabili con lo sconto.

Sul piatto ci sono 300 milioni di Euro, cifra da più parti dichiarata troppo bassa per una ripresa concreta.

Il governo, tramite il ministro Scajola (foto), ha stimato in questi giorni che gli acquisti si attesteranno oltre il milione di unità vendute raggruppando i vari prodotti, stimolando la crescita economica.

Alcuni industriali hanno però criticato le scelte sui settori, dato che molti prodotti cardine per la produzione Italiana non sono stati inseriti nel decreto, come l’arredamento e l’industria del mobile. Da qui l’invito ad un possibile allargamento dello scenario, da parte di Emma Marcegaglia.

Per ottenere gli sconti, bisognerà, nei negozi o fabbriche, richiederlo al rivenditore, che sarà tenuto a verificare la disponibilità dei fondi e dovrà applicare lo sconto direttamente all’acquisto. Il venditore dovrà inoltre trasmettere per via telematica un documento predisposto, allegando lo scontrino fiscale.

Vediamo in dettaglio le parti importanti del decreto riportate su “Il Sole 24 Ore“:

Cucine di libera installazione. Il contributo è del 20%, fino 100 euro. La sostituzione deve avvenire con cucine dotate di forno elettrico di classe A e piano cottura dotato di valvola di sicurezza gas.

Cucine componibili ed elettrodomestici da incasso ad alta efficienza. Previsto un contributo del 10% sul prezzo di vendita praticato e fino a un limite massimo di mille euro. Il limite complessivo delle risorse da erogare è 60 milioni. L’agevolazione è collegata alla sostituzione dei mobili per cucina in uso con cucine componibili complete di elettrodomestici efficienti. Il decreto attuativo ricorda come la nuova cucina componibile debba essere corredata da almeno due elettrodomestici ad alta efficienza scelti fra: frigorifero/congelatore in classe A+ e A++, forno in classe A, piano cottura a gas (se inserito) con dispositivo di sorveglianza fiamma, lavastoviglie (se inserita) in classe A/A/A (A, di efficienza energetica, A, di efficienza di lavaggio, A, di efficienza di asciugatura).

Casa. Contributo per un importo pari a 116 euro a metro quadrato (con un massimo di 7mila euro) per la classe A e 83 euro al metro quadro (con un massimo di 5mila euro) per la classe B. La novità introdotta all’ultimo minuto è il secondo incentivo, quello da 83 euro, è rivolto solo a immobili di nuova costruzione, da utilizzare come prima abitazione. L’importo complessivo stanziato per questa misura è 60 milioni.

Cappe. Bonus del 20%, per un massimo di 500 euro, se si acquistano cappe climatizzate.

Batterie di condensatori. Bonus del 20%, fino a 200 euro, se l’acquisto contribuisce a ridurre le perdite di energia elettrica sulle reti media e bassa tensione.

Banda larga per i giovani. Contributo di 50 euro a favore di persone fisiche tra i 18 e i 30 anni per una nuova attivazione di banda larga. L’importo complessivo stanziato per questa misura è 20 milioni.

Forni elettrici (classe A). Spetta un contributo del 20% sul prezzo di costo, nel limite massimo di singolo contributo pari a 80 euro.

Gru a torre per l’edilizia. Bonus del 20%, fino a 30mila euro. L’importo complessivo stanziato per questa misura è 40 milioni.

Inverter. 20% di sconto, fino a 40 euro, per l’acquisto e l’installazione di variatori di velocità su impianti di potenza elettrica compresa tra 0,75 e 7,5 Kw.

Lavastoviglie. Arriva un contributo del 20% sul prezzo di costo, nel limite massimo di singolo contributo pari a 130 euro. Bisogna, però, comperare un nuovo modello non inferiore ad A/A/A

Macchine agricole. Dieci per cento di incentivo del costo di listino, a condizione che il concessionario o il venditore pratichi uno sconto di pari misura sul prezzo di listino.

Moto. Sconto del 10%, fino al massimo di 750 euro. Bisogna acquistare un motociclo fino a 400 cc di cilindrata (o potenza non superiore a 70 Kw) nuovo di categoria “euro 3″ con contestuale rottamazione (per demolizione) di un motociclo o ciclomotore “euro 0″ o “euro 1″. Se si acquista una moto dotata di alimentazione elettrica, doppia o esclusiva, l’incentivo sale al 20%, fino a un massimo di 1.500 euro.

Rimorchi. Bonus di 1.500 euro, se si rottamano rimorchi con più di 15 anni di età e senza sistema di frenata Abs, per l’acquisto di un nuovo rimorchio a timone o ad assi centrali, categoria 04. Il contributo arriva a 2mila euro se oltre all’Abs, il nuovo rimorchio monta anche sistemi di controllo elettronico della stabilità. Spetta invece contributi di 3mila e 4mila euro (a seconda se dotati o meno anche di sistema Esp) per l’acquisto di un semirimorchio di categoria 04 e contestuale radiazione di un semirimorchio con più di 15 anni e senza sistema Abs.

Scafi da diporto. Bonus per il 50% e sino a un massimo di 200mila euro per azienda, per l’acquisto di stampi per la laminazione sottovuoto degli scafi da diporto dotati di flangia perimetrale.

Ups (gruppi statici di continuità). 20 per cento di bonus, fino a 100 euro, per l’acquisto di gruppi statici di continuità (Ups) ad alta efficienza di potenza fino a 10 Kva.
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Titolo Consiglio: Le novità decreto incentivi

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Approvato venerdì, il decreto legge 40/2010, oltre agli incentivi per il sostegno al consumo in particolari settori, introduce anche rilevanti novità nei settori della lotta alle frodi internazionali e della riduzione del contenzioso.



Incentivi

La somma messa definitivamente a disposizione del Fondo per l'erogazione degli incentivi di sostegno al consumo, alla mobilità sostenibile, all'efficienza energetica, alla sicurezza sul lavoro e all'innovazione (istituito presso il ministero dello Sviluppo economico) è pari a 300 milioni di euro. La versione finale del decreto legge prevede bonus per l'acquisto di motocicli elettrici ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica, ma anche incentivi per la realizzazione di immobili rispondenti ai parametri del risparmio energetico e per l'acquisto di macchine per uso agricolo. Tra le misure predisposte, inoltre, figurano anche scontri per chi compera motori ad alta efficienza e per la nautica da diporto. Nei prossimi giorni, con un decreto del ministero dello Sviluppo economico (in concerto con il Mef e con il ministero dell'Ambiente), saranno rese note le modalità di erogazione dei contributi e i tetti massimi previsti per ciascuna tipologia.



Novità nella lotta al fisco

Dal decreto legge esce rafforzata la lotta all'evasione internazionale. In base al testo della legge, rispondendo alle nuove norme Ue sulla fatturazione elettronica, tutti i possessori di partita Iva saranno tenuti a comunicare per via telematica all'Agenzia delle Entrate qualsiasi cessione di beni e prestazione di servizi effettuata e ricevuta nei confronti di soggetti economici dei Paesi black list (segnalati dai decreti del ministero dell'Economia e delle Finanze del 1999 e del 2001.



Il taglio al contenzioso

Il testo del decreto innova in maniera sostanziale anche le procedure del contenzioso tributario. In particolare, il contribuente – nella conciliazione giudiziale – dovrà fornire una garanzia adeguata per il pagamento delle rate di quanto dovuto solo quando l'importo delle rate successive oltrepassi il valore di 50mila euro.
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Titolo Consiglio: Nasce Extra Banca per i cittadini extracomunitari

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A Milano è stata fondata la prima Banca per i cittadini stranieri che vivono in Italia. Si chiama Extra Banca e ha tra i suoi azionisti Assicurazioni Generali, Fondazione Cariplo e oltre 30 imprenditori.

Il Presidente è Andrea Orlandini e il vicepresidente è il camerunese Otto Bitjoka. Extra Banca si propone di diventare il punto di riferimento per gli extracomunitari e non solo, offrendo prodotti convenienti con conti correnti senza canone, prestiti a tassi agevolati e trasferimenti di denaro a tariffe vantaggiose.

Inoltre, c’è già in cantiere l’idea di sviluppare in futuro un progetto di microcredito.
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Titolo Consiglio: Rispamiare nelle controversie

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Per i cittadini litigiosi arriva una buona notizia: dal 12 marzo è possibile risolvere le controversie tramite un mediatore senza la necessità di ricorre in prima istanza al Tribunale.
Per i primi 12 mesi il ricorso a questo arbitro è solo un’opportunità, ma tra un anno diventerà obbligatorio. Questo significa che senza passare per la mediazione non si potrà ricorrere nemmno al Giudice.


Come funziona

I cittadini che subiscono controversie civili e commerciali come liti condominiali o questioni per l’eredità, danni provocati dal medico, controversie bancarie, assicurative o finanziari hanno la possibilità di poter risolvere accedendo alla nuova procedura di conciliazione piuttosto che andare in Tribunale grazie al Decreto Legislativo 28/2010 che obbliga gli avvocati ad informare i cittadini di questa nuova opportunità. L’articolo 4 stabilisce, infatti, che all’atto del conferimento dell’incarico, il legale è tenuto ad informare l’assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione. E questa informazione deve essere fornita chiaramente e per scritto, pena l’annullamento del mandato.


La figura del mediatore

Lo scopo del mediate è cercare di far raggiungere alle due parti coinvolte un accordo il prima possibile e comunque entro 4 mesi. Se in questo arco di tempo la controversia viene risolta allora il verbale viene riconosciuto dal giudice. Contrariamente se non si riesce ad aggiungere un accordo allora le due parti coinvolte dovranno fare ricorso al Tribunale e, se il giudice fa propria la proposta del mediatore, la parte che inizialmente aveva rifiutato l’aiuto del mediatore dovrà accollarsi le spese processuali e legali anche della controparte oltre alle tasse aggiuntive.


Di persona

Sono i cittadini stessi a scegliere il mediatore a cui rivolgersi direttamente dall’Albo e con il quale avranno un incontro entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta.


On line

Per velocizzare la procedura è possibile anche svolgere tutto per via telematica, soluzione ottimale soprattutto per coloro che non possono richiedere facilmente permessi lavorativi.


500 euro

Per incoraggiare i cittadini a far ricorso al mediatore piuttosto che andare direttamente dal giudice è stato disposto un incentivo fiscale: chi riesce a trovare un accordo riceverà un credito di imposta rapportato alle spese pagate fino ad un massimo di 500 euro, ridotto della metà in caso di insuccesso della mediazione. Si risparmia anche sulle spese di registrazione: non si paga la registrazione del verbale fino ad un importo della lite pari a 50.000 euro.
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