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Titolo Consiglio: Rate del mutuo sospese per un anno

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Lo scorso 21 ottobre l’Abi, l’associazione bancaria italiana (Abi) ha annunciato il “Piano famiglie” la moratoria per salvaguardare i mutui delle famiglie con la possibilità di sospendere le rate fino a un anno.
La moratoria
Dal 1° gennaio 2010 le famiglie che si trovano in stato di ristrettezze potranno sospendere per un anno il pagamento della rate del mutuo. A godere dell’iniziativa saranno:

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coloro che hanno perso il lavoro: sia i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che i dipendenti a tempo determinato (parasubordinato, o assimilato il cui contratto è terminato)
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coloro che sono entrati in cassa integrazione
*
coloro che hanno visto la cessazione dell’attività di lavoro autonomo
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coloro che hanno avuto la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia

I requisiti
Come si ottiene la moratoria? I dettagli dell’iniziativa saranno disponibili entro la fine di novembre, temine in cui dovranno anche essere disponibili i moduli di adesione per le banche e quelli a richiesta per i clienti ai quali dovranno allegare la documentazione necessaria per poter usufruire delle moratoria.
Il piano famiglie sarà operativo da gennaio, quindi dal 1° di questo mese si potrà presentare domanda per godere della sospensione, ma le rate verranno sospese fa febbraio. Si può fare domanda per tutto il 2010. Sarà la banca a decidere in base alla documentazione pervenuta se il cliente potrà beneficiare o meno della sospensione.
…E le rate non pagate?
Come verranno recuperate le rate che per un anno non vengono pagate? Ad esempio, nel caso lo stop ai pagamenti si protrae per 12 mesi un mutuo ventennale si allungherebbe di un ulteriore anno e gli interessi continuano a maturare anche nel periodo di sospensione.
Non ci sono ancora regole definitive ma l’Abi starebbe pensando di spalmare gli importi delle rete sui successivi 5 o 10 anni o di far a pagare ai clienti le rate composte dai soli interessi (quindi di importo minore) per tutto il periodo in cui le rate sono sospese (quindi anche durante la sospensione in realtà si continua a pagare una piccola quota ovvero gli interessi). E’ probabile che le due soluzioni possano coesistere a scelta del cliente.
Secondo le stime pare che le famiglie interessate al “Piano famiglie” siano circa 110-120mila per un valore totale di 8 miliardi di mutui.
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Titolo Consiglio: Risparmiare grazie alla certificazione energetica

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Quando si sta per comprare casa o per venderla è bene essere informati a quale classe energetica appartiene l’immobile. E’ una sorta di carta d’identità in grado di classificare le abitazioni sotto il profilo dei consumi.

La certificazione energetica
La certificazione energetica degli immobili ad uso abitativo è obbligatoria per legge e con l’introduzione del Dpr 59/09 sono entrati in vigore le disposizioni in materia di certificazione energetica per migliorare l’efficienza degli edifici.
Grazie alla certificazione si possono sapere preventivamente quali sono i consumi e le spese di gestione dell’alloggio e quindi ridurre i costi di gestione di riscaldamento, dell’acqua, calda e del condizionamento estivo così da rendere la bolletta più leggera.

Parametri di valutazione
Gli edifici a basso consumo energetico, coniugano comfort abitativo a risparmio energetico, collocandosi all’interno di una specifica classe energetica in base a quanto combustibile consumano all’anno per ogni metro quadro di superficie riscaldata. Con la classificazione energetica degli edifici pertanto si può attribuire alle abitazioni una classe, dalla più virtuosa energeticamente, e quindi economicamente, alla più dispendiosa. Le classi vengono assegnate valutando la tipologia di impianti, i serramenti, i materiali utilizzati, il grado di isolamento, la pavimentazione, l’interno e l’esterno delle pareti, il tetto…

Quali sono gli indicatori di consumo energetico che si considerano? Al moneto la classe energetica è valutata solo su due indicatori di prestazione dell’edificio: il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria la cui somma dà luogo al fabbisogno energetico globale.
Le classi di efficienza energetica sono suddivise in sette soglie, da A ad G e descrivono il grado di efficienza di abitazioni e fabbricati. Ad esempio la classe energetica più alta individua un edificio con consumi ridotti, un miglior comfort, e minori emissioni di anidride carbonica.

Ottenuta la certificazione, viene rilasciata la targhetta energetica da esporre sulla facciata degli edifici a basso consumo energetico in classe.

Il tecnico
Grazie alla certificazione degli edifici, l'acquirente o il conduttore possono così avere informazione sulla prestazione energetica ed il grado di efficienza di abitazioni e fabbricati e contribuisce a rivalutarne l’immagine e ad incrementarne il valore di mercato. Come tale, la certificazione energetica è rilasciata da esperti iscritti ad un albo. Il certificatore ha il compito di fare una diagnosi dell’edificio, individuando interventi migliorativi, se è il caso, e la classe energetica.

Le detrazioni fiscali
La legge finanziaria per il terzo anno consecutivo ha riproposto le detrazioni del 55% sull’imposta lorda delle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica. Le detrazioni saranno in vigore fino alla fine del 2010.
Gli incentivi sono previsti anche in caso di ricorso ad alcune fonti rinnovabili come il solare termico o l’impianto geotermico.

Quali sono gli interventi detraibili?

· Tetto: l’isolamento della copertura è l’intervento che consente il maggior risparmio di energia: il 35-40% rispetto a prima dell’intervento.

· Pareti esterne: grazie a questo intervento si protegge l’edificio dal freddo e dal caldo.

· Impianti: passando ad una caldaia ad alto rendimento si risparmia il 10% di energia. Si risparmia fino al 30% se si integra una caldaia a condensazione con riscaldamento a pavimento.

· Interno delle pareti: possono essere isolate dall’interno con pannelli e materiali specifici che proteggono dal freddo e dal caldo.

· Vetri e serramenti: per non disperdere il calore in inverno si ricorre a vetrocamere e a serramenti isolanti.

E’ bene ricordarsi che per godere delle detrazioni al 55% bisogna inviare la documentazione entro 90 giorni dalla fine dei lavori per via telematica attraverso il sito dell’Enea: www.efficienzaenergetica.acs.enea.it

Quanto si riesce a risparmiare? Ad esempio nel caso di una villetta di due piani la sostituzione dei vecchi infissi e l’isolamento del tetto, ipotizzando una spesa di 18mila euro, permette di detrarre 1.980 euro l’anno per 5 anni.
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Titolo Consiglio: Buono Famiglia 2010

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E’ aperto il bando per fare domanda per il “Buono famiglia 2010”, un aiuto rivolto a chi ha a carico un anziano in casa o presso un struttura di riposo. Il bando resterà aperto fino il 5 marzo.

Il buono famiglia 2010
L’iniziativa è circoscritta alla regione Lombardia che stanzia 17 milioni di euro. Il “buono famiglia” consiste in un contributo una tantum di 1.300 euro destinati a nuclei a basso reddito che hanno a carico anziani in case di riposo o disabili in residenze assistenziali.

Per poter beneficiare del bonus bisogna essere in condizioni di disagio. Si può, per tanto, fare domanda se sussiste almeno una delle seguenti condizioni:

avere nel proprio nucleo familiare almeno un figlio minorenne (condizione e valida ed ammessa anche per i figli che sono in affido) e un indicatore della situazione di reddito familiare (ISR) non superiore a 22 mila euro,
percepire ammortizzatori sociali a causa dell'interruzione o sospensione del rapporto di lavoro


Come richiedere il buono famiglia

Già dal 15 febbraio è possibile recarsi presso gli sportelli delle Asl per presentare la domanda. Il contributo verrà corrisposto in un’unica soluzione.


Il contributo sarà accreditato sul conto corrente bancario o postale della famiglia beneficiaria, oppure verrà inviato con un assegno nel caso in cui la famiglia non fosse titolare di un conto corrente. Poiché si stima che le famiglie con i requisiti richiesti siano un numero oscillante tra 13 e 14mila, con i 17 milioni di euro stanziati sarà possibile soddisfare tutte le richieste.



Per verificare la veridicità delle affermazioni e la loro rispondenza ai requisiti richiesti per ottenere il buono, la Regione effettuerà controlli a campione su almeno il 15% delle domande presentate.
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Titolo Consiglio: Testi scolastici: il risparmio fa scuola

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L’istruzione costerà e peserà meno! La rivoluzione tecnologica entra a scuola con una Circolare ministeriale. Tra i principali cambiamenti introdotti dalla disposizione ministeriale, oltre al mantenimento per 5 anni dei testi, anche l’utilizzo di testi digitali come complemento ai programmi formativi.

La circolare appena emanata dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca prevede dunque alcuni cambiamenti nella scelta dei libri di testo da parte dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado per il prossimo anno scolastico: a fianco del tradizionale libro a stampa le scuole potranno scegliere testi scaricabili in tutto o in parte da internet.

Le scelte, inoltre, non potranno essere cambiate per almeno 5 anni nella scuola primaria e 6 in quella secondaria. Rimane, comunque, la possibilità per gli editori di integrare i testi con appendici di aggiornamento, se necessario in relazione a modifiche dei programmi di insegnamento. Per limitare al massimo la spesa a carico delle famiglie le scuole potranno continuare a ricorrere al comodato d'uso gratuito e al noleggio dei testi scolastici.

Il comodato d’uso fa scuola

Per limitare al massimo la spesa a carico delle famiglie le scuole potranno continuare a ricorrere al comodato d'uso gratuito e al noleggio dei testi scolastici. L’adozione dei testi dovrà essere effettuato entro il 15 aprile 2009 per le classi di scuola secondaria di primo grado (scuole medie) ed entro la fine di maggio 2009 per tutte le classi di scuola primaria (scuola elementare) e secondaria di secondo grado (scuola superiore). La scadenza è invece fissata al 31 marzo per tutte le classi in cui sono presenti alunni con disabilità visiva.

Borse di studio

Riconfermato l’utilizzo delle cedole librarie per le famiglie a basso reddito. I libri di testo saranno dunque gratuiti per tutti gli alunni delle scuole elementari e vengono forniti attraverso la consegna di cedole librarie. Per gli studenti delle scuole medie e dei primi due anni delle scuole superiori appartenenti a famiglie meno abbienti è invece possibile richiedere borse di studio e rimborsi parziali della spesa sostenuta per l'acquisto dei libri.


Risorse all’istruzione

A questo fine, le risorse finanziarie disponibili, assegnate complessivamente alle amministrazioni comunali, sono pari a euro 103.291.000 per i rimborsi alle famiglie e a euro 154.937.070 per le borse di studio agli alunni in obbligo scolastico. Con un decreto che sarà emanato in tempi brevi saranno definite le caratteristiche tecniche e tecnologiche dei libri di testo e i tetti di spesa per ciascuna classe di scuola secondaria di primo e di secondo grado.
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Titolo Consiglio: Decreto salva consumi

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Approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto con gli incentivi all'industria manifatturiera. Si tratta di una manovra da circa 1,8-2 miliardi di euro che prevede bonus per auto, moto, arredamento ed elettrodomestici. Si tratta di un provvedimento che, al termine del proprio iter, dovrebbe probabilmente confluire come emendamento nel decreto Milleproroghe.

Il bonus sulla rottamazione dovrebbe valere fino al prossimo 31 dicembre 2009. Circa 1.500 euro di bonus sarebbero in particolare destinati alla rottamazione di veicoli Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 e l'acquisto di categorie Euro 4 o Euro 5. Circa 500 euro sarebbero invece destinati per la rottamazione di moto Euro 0 ed Euro 1 in cambio di nuove Euro 3 o Euro 4. Previsto un Bonus da 2.500 euro per la rottmazione di veicoli commerciali. (GD)
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Titolo Consiglio: Bonus famiglia: chi ne ha diritto, come richiederlo

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Bonus famiglia: una somma una tantum per le famiglie a basso reddito prevista dal decreto Legge 185/2008. Somma che non è imponibile ai fini fiscali, previdenziali e assistenziali e si può cumulare alla social card. Vediamo chi ne ha diritto, a quanto ammonta e come fare per chiederlo. Penalizzate le famiglie con disabili.

Chi ne ha diritto, a quanto ammonta
L'ammontare del bonus è variabile da 200 fino a 1.000 euro in funzione dei redditi e della composizione della famiglia. Il nucleo familiare cui fare riferimento è costituito da:

richiedente;
coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
figli (compresi quelli naturali riconosciuti, adottivi, affidati e affiliati);
altri familiari conviventi (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle).
Tutti i familiari, escluso il coniuge, devono essere a carico del richiedente.
In tabella trovate i limiti di reddito, rapportati alla composizione della famiglia, per avere diritto al bonus dell'importo indicato .

Bonus Beneficiari Limite di reddito
200 euro pensionati single 15.000 euro
300 euro famiglie di due persone 17.000 euro
450 euro famiglie di tre persone 17.000 euro
500 euro famiglie di quattro persone 20.000 euro
600 euro famiglie di cinque persone 20.000 euro
1.000 euro famiglie di oltre cinque persone 22.000 euro
1.000 euro famiglie con familiari a carico portatori di handicap ai sensi della 104 del ‘92 35.000 euro

Come reddito di riferimento, si può scegliere se considerare quello del 2007 o 2008: soluzione da seguire se si avevano i requisiti per ottenere il bonus nel 2007 e non nel 2008. Nella compilazione del modello occorre quindi indicare i redditi percepiti da ciascun familiare reperibili, a seconda della scelta dell'anno, dal Cud 2008 o dal Cud 2009. Redditi che devono essere aumentati dal reddito derivante dal possesso di fabbricati e terreni e compresa la rendita dell'abitazione principale e delle relative pertinenze. In caso di pagamenti i ritenuta d'acconto si fa riferimento alla certificazione che deve essere consegnata al prestatore d'opera.

In alternativa al Cud, potete far riferimento ai dati contenuti nel 730 (il reddito è quello scritto al rigo 6) o al modello Unico (rigo RN1).

Come richiederlo ed entro quando


Chi ha un sostituto d'imposta:

Chi ha un sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) deve compilare il "Modello sostituto", scaricabile dal nostro sito internet o da quello dell'Agenzia delle Entrate e lo deve consegnare al sostituto d'imposta.
A seconda dell'anno per il quale si sceglie di chiedere il bonus, variano le scadenze di presentazione della richiesta:


Presentazione Anno Scadenza
Al sostituto d’imposta 2007 28/02/2009
2008 31/03/2009

Dopo la presentazione, il bonus è erogato dal sostituto d'imposta direttamente nella pensione o nella busta paga in tempi diversi:

Sostituto d’imposta Anno di riferimento Pagamento entro
datore di lavoro 2007 31/03/2009
2008 30/04/2009
ente pensionistico 2007 31/03/2009
2008 31/05/2009


Chi NON ha un sostituto d'imposta
Il richiedente, nei casi in cui non abbia il sostituto d'imposta o se quest'ultimo per qualche motivo non eroga il bonus, deve compilare il "Modello Agenzia", anch'esso scaricabile dal sito nostro sito e da quello dell'Agenzia delle Entrate, e trasmetterlo per via telematica all'Agenzia delle Entrate stessa.

In ogni caso, la richiesta può essere presentata anche presso un centro di Assistenza fiscale (CAF) o altro intermediario abilitato (commercialista, ragioniere…), che ne cura, gratuitamente, la trasmissione telematica al datore di lavoro/ente pensionistico o all'Agenzia delle Entrate.

I termini di presentazione sono i seguenti:

Presentazione Anno Scadenza
All’ Agenzia delle Entrate 2007 30/04/2009
2008 30/06/2009

Le somme spettanti, in questo caso, possono essere erogate mediante accredito nel conto corrente intestato al richiedente che quindi deve indicare il corrispondente codice Iban, composto da 27 caratteri,
Se nel modulo non vengono indicati gli estremi del conto corrente l'Agenzia procederà tramite invio al domicilio dell'interessato di un modulo per la riscossione in contanti presso un qualsiasi ufficio postale.

In alternativa, per il solo anno d'imposta 2008, chi presenta la dichiarazione dei redditi, può richiedere il bonus tramite modello 730 o Unico 2009, dove verrà predisposto un quadro destinato al bonus familiare e che quindi verrà rimborsato con i tempi e i modi tipici della dichiarazione dei redditi.
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Titolo Consiglio: Detraibilità interessi passivi su mutui

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Per quanto riguarda il modello 730, i contribuenti si troveranno ad avere a che fare con delle novità: limite di detraibilità per interessi passivi sui mutui, nel 2009, infatti, l'importo massimo che potrà essere portato in detrazione sale a 4mila euro, quasi 400 euro in più rispetto allo scorso anno.
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Titolo Consiglio: L'assegno per il nucleo familiare

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L’assegno per il nucleo famigliare serve per aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente con redditi al di sotto delle fasce stabilite per legge. Con una circolare del 19 marzo 2008 l'Inps ha chiarito che, nel caso di figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori, questa prestazione può essere richiesta anche dalla madre o dal padre, non legati dal matrimonio e non conviventi con i figli, ma titolari di una posizione economicamente tutelata. L'assegno è poi versato al genitore convivente.

In particolare la prestazione spetta a lavoratori dipendenti in attività, disoccupati indennizzati, lavoratori cassintegrati, lavoratori in mobilità e impiegati in lavori socialmente utili, lavoratori assenti per malattia o maternità, lavoratori richiamati alle armi, lavoratori in aspettativa per cariche pubbliche elettive e sindacali, lavoratori dell'industria o marittimi in congedo matrimoniale, persone assistite per tubercolosi, pensionati ex lavoratori dipendenti, caratisti imbarcati sulla nave da loro stessi armata, agli armatori e ai proprietari armatori, soci di cooperative. Per tutti gli altri lavoratori sono previsti gli assegni famigliari.



Il limite di reddito, fissato annualmente dall'Inps, dipende dall'Indicatore della Situazione Economica (Ise), un parametro che permette di valutare la situazione economica complessiva della persona che richiede una prestazione sociale agevolata. Come valore indicativo per l'anno 2008, il reddito annuo di una famiglia composta da 5 persone non deve superare i 22.480,91 euro. Dal 1° gennaio 1999 i nuclei famigliari con almeno tre figli minori possono avere un assegno dal Comune di residenza. L’importo dal 1° gennaio 2008 è di 124,89 euro al mese per 13 mensilità.


La richiesta va fatta al proprio datore di lavoro nel caso in cui il richiedente svolga un’attività lavorativa dipendente non agricola, e alla sede dell’Inps nel caso in cui il richiedente sia pensionato, disoccupato, operaio agricolo, addetto ai servizi domestici e famigliari, etc.

Tutte le tabelle sono riportate sul sito dell’Inps.
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Titolo Consiglio: Piano Anti Crisi Governo Italiano

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Nonostante l'attesa per la conversione in legge e la richiesta di modifiche da parte dell'opposizione e da una vasta platea di utenti, il piano anticrisi varato dal Governo è ormai definito nelle sue linee salienti. Diverse per destinatari e per tipologia, le misure “straordinarie” di natura fiscale ed economica, pioveranno su imprese e famiglie nei prossimi mesi andando ad aggiungersi alla Social Card e ai contestati limiti alle detrazioni del 55% sulle spese per interventi energetici.

Dopo l’iniziativa della Carta acquisti (social card), che sostiene con 40 euro al mese le spese di anziani e famiglie al di sotto di un certo reddito, il Governo ha previsto un aiuto a favore di famiglie, e pensionati con reddito annuo inferiore ai 22 mila euro (dai 20 mila euro precedenti). L’aiuto sarà assegnato attraverso un bonus straordinario da 200 a 1000 euro cumulabile con la social card, che consisterà in una detrazione per circa 8 milioni di italiani e per un importo complessivo poco inferiore ai 2,4 miliardi di euro.

Novità anche sul fronte tariffe e bollette. Niente aumenti per le tariffe autostradali nei primi sei mesi del 2009. Mentre il decreto ha previsto anche sconti sulle tariffe energetiche, che saranno più convenienti, almeno per le famiglie economicamente svantaggiate. Verrà riconosciuto uno sconto fino al 15% attraverso la compensazione della spesa in forma differenziata per zone climatiche e in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Per quanto riguarda invece il blocco delle tariffe al fine di evitare la diffusione di interpretazioni poco corrette, il Ministero dell'Economia e Finanze ha precisato che il decreto, riguarda esclusivamente il blocco di diritti e tariffe vari dovuti a fronte di servizi erogati direttamente dalla Pubblica Amministrazione.

Tra le misure tanto attese che non ci saranno: quella della detassazione degli straordinari che era partita in via sperimentale, mentre il Governo ha invece introdotto la novità della detassazione del salario di produttività come i premi e gli incentivi assegnati a fronte del raggiungimento di determinati obiettivi o di una maggiore produttività.

Sempre sul fronte delle misure temporanee anticrisi troviamo il taglio di 3 punti all’acconto Ires e Irpef di fine novembre. L’acconto Irpef è passato al 96%, mentre quello Ires scende al 97 per cento grazie ad una copertura che per il 2008 dovrebbe attestarsi intorno ai 2,5 miliardi di euro.

Uno dei capitoli più importanti del decreto è quello che prevede il blocco al 4% per tutto il 2009 dei tassi dei mutui a tasso variabile sottoscritti entro il 31 ottobre 2008.

Lo Stato farà da garante per la parte eccedente. Per i nuovi mutui invece il tasso di riferimento sarà quello della BCE. In pratica lo stato si accollerà la differenza tra il tasso del 4% e quello definitivo che si andrà a pagare alla banca (comprensivo di extracosti) mentre per i mutui sottoscritti dal 1° gennaio 2009 il tasso di base sul quale verrà calcolata la differenza è quello della BCE.

La misura che dovrebbe costare al Governo circa 300 milioni di euro ha visto sul piede di guerra il popolo dei mutui a tasso fisso. Il rischio è quello della presentazione di ricorsi per “disparità di trattamento” che potrebbero far saltare letteralmente i conti allo Stato.

Il decreto non ha esonerato nemmeno calcio e pornografia. Passerà così dal 10 al 20% l’Iva sulla pay-tv. Dell'Iva agevolata al 10% potranno usufruire ora solo alcuni soggetti come i produttori di formaggi melassati e gli allevatori di asini vivi. Il decreto non risparmia neanche “l’intrattenimento per adulti” dove un’addizionale del 25% sarà applicata alle opere con scene di sesso esplicito
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Titolo Consiglio: Finanziaria 2009 - Carburanti

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Pacchetto di sgravi fiscali anche per le accise su gas e Gpl.

A regime dal 2009 la riduzione del 40% delle aliquote di accisa sul gas metano per gli utilizzatori industriali, esclusi i termoelettrici, con consumo superiore a 1,2 milioni di metri cubi annui. L’aliquota passa così da 0,012 euro a 0,007 euro.

Viene stabilizzata e incrementata la riduzione dell’accisa su gasolio e Gpl utilizzati come riscaldamento in aree climaticamente e geograficamente svantaggiate e in Sardegna.

Diventa strutturale il credito d’imposta per i soggetti che utilizzano, come fonte di energia alternativa, le reti di riscaldamento alimentate con biomasse o energia geotermica.

Confermata invece per tutto il 2009, la riduzione del costo del gasolio e del Gpl utilizzati nelle frazioni parzialmente non metanizzate di Comuni ricadenti nella zona climatica E.

Stessa sorte per l’esenzione dall’accisa per il gasolio utilizzato nel riscaldamento nelle coltivazioni sottoserra. L’agevolazione è estesa anche agli oli vegetali utilizzati per fini energetici nelle serre.
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Titolo Consiglio: Finanziaria 2009 - Rette asili nido

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Diventa stabile, invece, la detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per il pagamento di rette per asili nido, pubblici e privati, con un limite massimo di 632 euro per ogni figlio e un risparmio d’imposta pari a 120,08 euro.
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Titolo Consiglio: Finanziaria 2009 - Abbonamenti servizi di trasporto

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Prorogata fino al 31 dicembre 2009 anche la possibilità di detrarre dall’Irpef le spese per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, non superiori a 250 euro, con un massimo di risparmio d’imposta di 47,50 euro. La detrazione non spetta se le stesse spese sono deducibili, perché inerenti, dai singoli redditi (ad esempio, d’impresa o di lavoro autonomo) che concorrono a formare quello complessivo.
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Titolo Consiglio: Finanziaria 2009 - Sconti Irpef Docenti

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Regalo gradito anche per i docenti che potranno beneficiare della detrazione Irpef del 19% per le spese di aggiornamento e autoformazione.

Introdotta dalla Finanziaria dello scorso anno per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale, la detrazione prevede uno sconto sulle spese documentate, con un limite di 500 euro. Il risparmio d’imposta massimo è, quindi, di 95 euro.
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Titolo Consiglio: Finanziaria 2009 - Bonus Ristrutturazioni

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L’agevolazione Irpef e l’Iva ridotta saranno di casa ancora per un anno. Per i lavori fatturati fino al 31 dicembre 2011, rimane stabile la detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute, per un importo non superiore a 48mila euro per ciascuna unità immobiliare. Per poterne usufruire, è necessario indicare il costo della manodopera in fattura.

Proroga anche per l’agevolazione spettante agli acquirenti o agli assegnatari di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione o da cooperative edilizie che poi provvedono all’alienazione degli immobili. In questo caso, spetta una detrazione del 36% calcolata sul 25% del prezzo indicato nell’atto, comunque entro il limite di 48mila euro. Il termine entro il quale devono essere eseguiti gli interventi è prorogato al 31 dicembre 2011, quello per la stipula dell’atto al 30 giugno 2012.

Un anno in più anche per l’Iva al 10% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa.
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Titolo Consiglio: Polizze on line, la convenienza del canale diretto

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Operatori particolarmente dinamici nel settore assicurativo le compagnie dirette hanno una storia quasi decennale, ma una quota di mercato non proprio elevatissima, al di sotto del 3% dell’intero ramo danni.

Il loro punto di forza è generalmente una strategia di marketing molto aggressiva, che insiste su sconti e promozioni per allargare la propria fetta di mercato.

In certi casi e per certi clienti le polizze online costano quasi il 50- 60% in meno rispetto a quelle offerte dalle compagnie tradizionali.

Il canale diretto

Se da un lato ci sono i servizi online forniti dalle compagnie tradizionali, che ormai dispongono tutte di un sito tramite il quale si possono ottenere informazioni e calcolare preventivi, dall’altro ci sono imprese di assicurazione che invece operano via Internet a tutti gli effetti: oltre a fornire preventivi, vendono le polizze tramite la rete. Non operano tramite una rete di agenti o broker: per questo si definiscono “dirette”.

Le cifre non sono elevatissime: dati forniti dall’Ania (l’associazione delle imprese assicurative) dicono che le polizze Rc auto di questo tipo rappresentano il 5,9% del mercato, ben al di sotto dei volumi di altri Paesi europei (in Gran Bretagna siamo sul 30%).

Ma i numeri sono comunque in aumento. Un settore che ha indubbiamente margini di crescita, nei quali il consumatore può trovare opportunità di risparmio: le analisi svolte sui prezzi delle polizze delle associazioni consumatori indicano spesso che le compagnie dirette sono fra quelle più convenienti.

Il segreto dell’insuccesso

Convengono e sono particolarmente “agili”, eppure stentano a decollare. Secondo Fabrizio Premuti, responsabile per il settore assicurativo dell’associazione dei consumatori Adiconsum, la ragione è sostanzialmente una: «Le compagnie dirette, soprattutto nel segmento della Rc auto, preferiscono rivolgersi con tariffe molto scontate soltanto a una clientela di nicchia, rappresentata dagli assicurati con un basso profilo di rischio, come gli automobilisti 40enni». Per le altre categorie di clienti, secondo Premuti, le polizze on-line non sono poi così convenienti come può sembrare a prima vista. «In alcune città come Napoli, dove l’incidenza dei sinistri è elevata e i costi per le compagnie molto alti, anche queste polizze non sono, come si dice, a buon mercato».

La variabile “fiducia”

La realtà assicurativa nel nostro paese è un fitto mosaico culturale. Molto cambia da regione a regione e di età in età. Se i giovani assicurati delle realtà urbane si affidano più di buon grado al canale diretto, considerata la maggior famigliarità con il canale informatico, l’agente rappresenta ancora il punto di riferimento preferenziale per assicurati più maturi e di realtà periferiche.

Insomma, c’è un’ampia fascia di assicurati poco propensi ad abbandonare il proprio agente di fiducia per spostarsi sul web. Del resto, i numeri parlano chiaro: in Italia le compagnie dirette hanno visto la propria quota di mercato nel ramo danni crescere dal 2,2% ad appena il 2,8% tra il 2003 e il 2007. Nel segmento della Rc auto, dove gli operatori online sono meglio posizionati, la percentuale delle polizze distribuite sul web e al telefono nel 2007 era di poco inferiore al 5%, contro il 45% in Gran Bretagna, il 15-18% della Germania e il 7% della Francia.

La nuova scena assicurativa

Se all’estero, soprattutto in Gran Bretagna, le compagnie tradizionali dispongono di una rete di agenti meno capillare, mentre è molto forte la presenza dei broker, cioè gli intermediari assicurativi che, senza vincoli di mandato con una sola impresa, aiutano i clienti a scegliere le polizze con le tariffe migliori, in Italia veicoli commerciale principale sono proprio gli agenti.
Qualcosa sta però cambiando. Ci sarà sicuramente maggior attenzione da parte dei consumatori per il canale diretto considerata la voglia di risparmio dettata dalla crisi economica. Nuovi attori sono infatti entrati in scena: di recente, vi è stato l’ingresso di un nuovo operatore come Quixa, che fa capo al colosso assicurativo francese Axa, mentre il gruppo Zurich, già presente su internet con la divisione Zuritel, ha di recente rinnovato la propria offerta, unificandola sotto il marchio Zurich Connect, già presente in altri Paesi europei.
E anche i due big del mercato, Genertel e Genialloyd, stanno allargando la propria gamma di prodotti.
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Titolo Consiglio: Detrazioni 55%: quali novità

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Riformula le procedure di richiesta e pone nuovi limiti agli stanziamenti il decreto anti-crisi (DL 185/08) appena varato. Il provvedimento di legge straordinario avrebbe infatti modificato gli step operativi per usufruire dell’agevolazione fiscale riservata a chi effettua interventi che migliorino le prestazioni energetiche degli edifici nel 2009 e 2010, ma anche per chi li ha già effettuati nel 2008, vediamo come.

Le nuove procedure di richiesta

Un primo intervento alle detrazioni si ebbe con l’abolizione dell’obbligo dell’attestazione della certificazioni energetica nelle compravendite. Questo secondo aggiustamento avrà invece efficacia retroattiva imponendo a chi intenda usufruire della detrazione del 55% delle spese già effettuate nel 2008, l’obbligo di prenotare il beneficio fiscale inoltrando una richiesta, esclusivamente per via telematica (anche attraverso gli intermediari abilitati), all’Agenzia delle Entrate tra il 15 gennaio e il 27 febbraio 2009.

Occorrerà poi attendere la risposta dell’Agenzia la quale – dopo aver esaminato le istanze secondo l’ordine cronologico di invio - dovrà comunicare, entro 30 giorni, al richiedente del beneficio se la sua istanza è stata accolta; in caso di silenzio, l’istanza dovrà ritenersi respinta (silenzio-rifiuto).

Le spese del 2008…

La retroattività della norma impone l’obbligo di prenotare il beneficio fiscale anche a quanti le spese di ristrutturazione le abbiano già sostenute durante il 2008.

Questi soggetti potranno avanzare la richiesta, esclusivamente per via telematica (anche attraverso gli intermediari abilitati), all’Agenzia delle Entrate tra il 15 gennaio e il 27 febbraio 2009.

… e quelle del 2009

Diverse le finestre temporali per quanti abbiano sostenuto le spese nel 2009 e nel 2010, che avranno tempo tra il 1° giugno e il 31 dicembre di ciascun anno per avanzare domanda.

Ciò significa che, se la domanda da inviare alle Entrate dovrà essere a consuntivo dei lavori, questi ultimi dovranno essere completati entro maggio. In ogni caso, chi deciderà di effettuare lavori non avrà la certezza di detrarre il 55% delle spese sostenute.

I limiti di spesa

Il Disegno di Legge introduce un limite di spesa per le detrazioni:

82,7 milioni di euro per il 2008,
185,9 milioni per il 2009
314,8 milioni per il 2010.
La diretta conseguenza del provvedimento sarà che gli 82,7 milioni stanziati per il 2008 dovranno bastare per tutti coloro che stanno effettuando quest’anno gli interventi e che – fino a due giorni fa – erano certi di detrarre il 55% delle spese.

Esaurimento fondi

Per aver notizia dell’esaurimento dei fondi stanziati basterà tener sott’occhio il sito dell’Agenzia delle Entrate, ma cosa succederà agli esclusi? Le persone fisiche che hanno effettuato interventi nel 2008 e che non faranno in tempo a prenotare la detrazione del 55%, dovranno accontentarsi della detrazione del 36%, che prevede un tetto di spesa di 48 mila euro. Nulla è previsto invece per i soggetti Ires che hanno effettuato interventi nel 2008 e che, se vedranno sfumare il 55%, non potranno neppure richiedere le agevolazioni del 36%.
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Titolo Consiglio: Risparmiare con la dichiarazione dei redditi

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Con l’avvicinarsi della fine dell’anno è opportuno, conti alla mano, fare un piccolo conteggio delle spese che sono riconosciute dal fisco come deducibili o detraibili, che potrebbero rendere meno salato il conto da pagare con la prossima denuncia dei redditi (o aumenterà il credito Irpef spettante). Per alleggerire il carico fiscale basterà anticipare alcuni pagamenti come la rata del mutuo per la casa, le polizze o i contributi previdenziali. Rientrano nel conteggio naturalmente anche le spese mediche e le donazioni in beneficenza.

Scadenze importanti

Per beneficiare degli sconti fiscali non bisogna perder di vista il calendario. Il punto fondamentale da focalizzare è che le detrazioni d’imposta e le deduzioni dal reddito complessivo spettano in base al “principio di cassa”. Questo implica che a valere sia il giorno in cui la spesa viene realmente pagata indipendentemente dalla scadenza di pagamento sulla carta. Chi anticipi dunque il pagamento della rata del mutuo a dicembre (nonostante la scadenza sia fissata a gennaio) potrà conteggiare la spesa tra quelle del 2008 e portarla in detrazione nella denuncia dei redditi, 730 o Unico 2009.

Anche il posticipo ha la sua importanza

Nel caso dei compensi vale naturalmente il discorso inverso. Il risparmio fiscale in questo caso può derivare posticipo: percepire un compenso, ad esempio, a dicembre vuol dire pagarci le tasse a giugno; incassando invece la stessa somma a gennaio, l’Irpef si pagherà a giugno 2010. Il meccanismo vale però solo per alcuni tipi di reddito, come ad esempio, le prestazioni occasionali, i diritti d’autore, i compensi dei professionisti, i guadagni della vendita di terreni edificabili o di immobili ceduti entro cinque anni dall’acquisto, ecc. (non vale per i redditi da lavoro dipendente che si considerano percepiti nell’anno anche se di fatto vengono pagati entro i primi dodici giorni dell’anno successivo).

Quando conviene giocare d’anticipo

Tra le spese anticipate che consentono qualche risparmio nella dichiarazione di giugno troviamo:

Il mutuo prima casa

Anticipare il pagamento della rata sulla prima casa a dicembre può consentire a chi non abbia ancora raggiunto la soglia massima di detraibilità (dal 2008 è di 4.000 euro, anziché 3.615 euro), uno sconto del 19% in dichiarazione su interessi passivi e oneri accessori (tra cui rientrano anche l’onorario pagato al notaio per la stipula del contratto di mutuo e le spese per l’iscrizione o la cancellazione dell’ipoteca). Nel caso però l’importo del capitale erogato a titolo di mutuo superi il valore di acquisizione dell’immobile (compresa la spesa del notaio e gli altri oneri connessi all’acquisto), la quota di interessi passivi detraibile va rapportata al costo di acquisto.

Le spese mediche

Il check-up di fine anno conviene. Le spese medico sanitarie che vengano sostenute nel 2008 e per importi superiori a 129,11 euro annui danno diritto ad uno sconto sull’Irpef del 19% a giugno.

Le spese deducibili sono quelle che si “scontano” dal reddito complessivo su cui si calcola l’Irpef: il risparmio quindi è tanto maggiore quanto più alta è l’aliquota che colpisce il contribuente.

La beneficenza

Anche le donazioni fanno bene al portafoglio se fatte entro la fine del 2008.

I versamenti alle Onlus sono inoltre deducibili fino al 10% del reddito globale dichiarato e, comunque, per un importo massimo di 70 mila euro.

Nel caso ad esempio di una donazione di 250 euro fatta a fine 2008 a favore di una Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) si risparmieranno:

58 euro per chi ha un reddito imponibile fino a 15 mila euro;
68 euro con un reddito di 28 mila euro;
103 euro con un reddito di 60 mila euro.
Le spese assistenziali

Lo stesso discorso vale anche per i contributi previdenziali in favore di colf, baby sitter o badanti, deducibili fino ad un massimo di 1.549,37 euro. Chi nel 2008 non abbia raggiunto questo importo, può valutare la possibilità di anticipare a dicembre il pagamento dei contributi del 4° trimestre 2008 la cui scadenza è fissata al 10 gennaio 2009.
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Titolo Consiglio: Detassazione straordinari - sgravio sui premi di produzione

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Volge al termine la breve sperimentazione semestrale della detassazione straordinari, che andrà in pensione a fine anno. Con l’approvazione e l’entrata in vigore del decreto legge 185/08 (detto anche decreto anti-crisi) infatti non è stata ratificata la misura di alleggerimento fiscale per gli straordinari.

Viene invece prorogata la detassazione del salario di produttività, vale a dire premi e incentivi, per redditi fino a 35.000 euro l'anno (dai 30.000 attuali). Tra le novità anche il raddoppio della parte di reddito su cui applicare gli sgravi, che passa da 3.000 euro l'anno a 6.000 euro.

Dalla detassazione restano esclusi i dipendenti pubblici, ma il decreto adesso ammette per la prima volta al beneficio un settore della pubblica amministrazione: quello della sicurezza, cioè forze armate, corpi di polizia, vigili del fuoco. In tutto sono circa 500 mila persone.

Secondo quanto notificato da una dal Ministero del Lavoro rimarrà in vigore per tutto il 2009 la detassazione di tutte le parti variabili del salario (esclusi gli straordinari), con aliquota secca e definitiva al 10 per cento.

Come funziona lo sgravio straordinari?

La norma relativa alla detassazione degli straordinari fa riferimento alle somme erogate a livello aziendale, ma viene chiarito dalle Entrate che l’agevolazione si applica anche negli studi professionali ricomprendendo anche i lavoratori dipendenti da non imprenditori purché appartenenti al settore privato.

Per ottenere l’agevolazione, il dipendente dovrà aver percepito nell’anno 2007 un reddito di lavoro subordinato uguale o inferiore a 30.000 euro: questa condizione è soddisfatta anche se il lavoratore non ha percepito alcun reddito di lavoro subordinato, risultando del tutto irrilevanti redditi di qualsivoglia altra natura.

Per quanto concerne i limiti di 3.000 euro l’anno si deve intendere al netto delle trattenute previdenziali poste a carico del lavoratore in considerazione del fatto che l’agevolazione riguarda esclusivamente la tassazione delle retribuzioni individuate.

Fermo restando la circolare del 3 novembre dell’Agenzia delle Entrate non potranno usufruire dell’agevolazione: le somme erogate per incentivare l’esodo anticipato dal lavoro, le somme che vengono assunte a base della tassazione delle retribuzioni dei lavoratori all’estero.

Prorogata invece la detassazione per i premi di produttività, estesa ai redditi fino a 35.000 euro.

Lavoratori licenziati: un sostegno in deroga

Il ministero del Lavoro avrebbe stanziato un miliardo e 26 milioni di euro a favore del Fondo per l’occupazione per l’anno 2009, per far fronte al periodo di crisi strutturale. A queste si aggiungono ulteriori risorse derivanti dal Fondo Fas, destinate anch’esse al sostegno al reddito e alla formazione dei lavoratori sospesi o licenziati.

A poter beneficiare delle risorse saranno:

i lavoratori a tempo indeterminato delle aziende o dei settori per i quali non sono previsti gli ordinari ammortizzatori sociali;
i lavoratori a tempo determinato (contratti a termine);
gli apprendisti;
i lavoratori assunti con contratto di somministrazione (cosiddetti interinali);
i collaboratori a progetto (cosiddetti co.co.pro).


Il sostegno “in deroga” viene esteso per la prima volta ai cosiddetti lavoratori atipici.

Strumenti

Il sostegno “in deroga” al reddito dei lavoratori sospesi o licenziati è garantito attraverso il ricorso:

alla cassa integrazione “in deroga” (pari all’ammontare della cigs e, dunque, all’80 per cento della retribuzione, con un massimale rivalutato di anno in anno e fissato per il 2008 a 860 euro mensili);
all’indennità di mobilità “in deroga” (pari anch’essa all’ammontare della cigs per i primi dodici mesi e all’80 per cento della stessa cigs per i periodi successivi);
all’indennità di disoccupazione (per un ammontare pari a circa il 60 per cento della retribuzione per i primi sei mesi, a scalare nei mesi successivi);
a una specifica indennità una tantum rivolta ai cosiddetti co.co.pro. (collaboratori a progetto) che abbiano un rapporto di monocommittenza (pari a un ammontare variabile tra i 700 e i 1.200 euro, a seconda della durata e del valore del contratto originario).
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Titolo Consiglio: Sanzioni ridotte

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Dal giorno 29 novembre 2008, la misura delle sanzioni da applicarsi ai pagamenti effettuati in regime di ravvedimento, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. a) e b) del d.Lgs. 18 dicembre 1997, n° 472, è variata.
Il comma 5, dell’art. 16, del d. L. 185/2008, ha ridotto ad un dodicesimo e ad un decimo, rispettivamente, le sanzioni da applicarsi in regime di ravvedimento per i versamenti effettuati nei 30 giorni successivi alla data ultima per il pagamento e per quelli effettuati prima che abbia inizio il nuovo periodo d’imposta.

Pertanto, se la regolarizzazione del pagamento, in regime di ravvedimento, avviene:

· nei 30 giorni successivi alla data ultima per il pagamento, la sanzione che dovrà applicarsi sarà pari al 2,5% del tributo;
· prima che abbia inizio il nuovo periodo d’imposta, la sanzione da applicarsi sarà pari al 3% del tributo.
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Titolo Consiglio: Piano anticrisi sui mutui: oltre il 4% paga lo Stato

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Fermo restando che il Decreto deve ancora essere approvato e quindi potrebbe essere soggetto a modifiche o limiti di applicazione.

SOGGETTI INTERESSATI AL CONTRIBUTO

Sarebbero oggetto del beneficio i mutui:

1. Già stipulati
2. Riguardanti la "prima casa"
3. Regolati a tasso variabile

I mutui a tasso fisso non sono toccati dalla manovra indipendentemente dal tasso applicato.

NATURA DEL CONTRIBUTO

Lo Stato si accollerebbe la spesa in interessi per la parte che supera il tasso del 4%. Il beneficio non verrà però applicato per tutta la durata del mutuo ma solo per il 2009. Poi salvo proroghe tutto tornerà come prima.

RIMBORSO DEL CONTRIBUTO

Non è chiaro se la rata verrà compensata mensilmente dalla banca o se si pagherà subito per intero e lo Stato rimborserà il credito più avanti.

ENTITA' DEL RIMBORSO

Considerata l'avvenuta riduzione dell'Euribor si può ipotizzare che il contributo ammonterà mediamente a circa l'1% del debito residuo (es. 800 Euro su un capitale residuo di 80.000 Euro). Se le attese relative ad un ulteriore flessione dell'Euribor si avvereranno, l'importo rimborsato sarà conseguentemente inferiore.

PER CHI VUOLE SOSTITUIURE IL VECCHIO MUTUO

Chi passa oggi ad un mutuo a tasso fisso può garantirsi un tasso tra i migliori che siano mai stati disponibili. Si pensi che i clienti TeleMutuo in fase di stipula in questi giorni stanno contraendo i seguenti tassi fissi per mutui destinati all'acquisto dell'abitazione:

5 anni: 4,4%
10 anni: 4,9%
15 anni: 5,1%
20 anni: 5,0%
25 anni: 4,8%
30 anni: 4,6%

Chi rinvia non può sapere quali condizioni troverà durante o alla fine di una delle più gravi crisi finanziarie mondiali. Né potrà contare su ulteriori contributi di uno Stato con bilanci provati da un periodo così difficile. Se il mutuo è ancora lungo, rimandare potrebbe rivelarsi dannoso.

RIFERIMENTO AL TASSO BCE

Sembra che dal 2009 chi sceglierà un mutuo a tasso variabile potrà chiedere di ancorarlo alle variazioni del tasso stabilito dalla BCE (Banca Centrale Europea) invece che all'Euribor.

Il tasso BCE è di solito un po' più basso dell'Euribor. Tuttavia è ovvio che lo spread sarà conseguentemente più alto, visto che le banche si riforniscono di denaro al tasso Euribor. Infatti gli istituti di credito che già oggi agganciano il tasso al parametro della BCE chiedono uno spread dell'1,5%, quasi doppio rispetto a quelli correlati all'Euribor.
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