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Titolo Consiglio: Piano Famiglie dell'Abi Sospensione Rate Mutui

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Prorogato fino al 31 marzo il Piano Famiglie dell’Abi per la sospensione per 12 mesi del pagamento delle rate nei casi in cui vi sia difficoltà a farvi fronte. Il piano include, nei requisiti per chiedere la sospensione del mutuo, eventi accaduti entro il 28 febbraio 2013, per mutui casa che non sono stati precedentemente sospesi.

Titolo Consiglio: Mutui più facili alle giovani coppie e precari

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(Finanza.com) Da settembre 2011 le giovani coppie con contratti di lavoro non a tempo indeterminato potranno ottenere più facilmente "mutui prima casa" a condizioni di favore. È quanto previsto dall'intesa siglata dal Ministro della Gioventù e l'Abi sul Fondo di garanzia per l'accesso ai mutui destinati all'acquisto dell'abitazione principale.

Il fondo, gestito dalla Consap SpA, ha una dotazione patrimoniale a regime di 50 milioni di euro. Rilascia a favore delle banche e degli intermediari finanziari garanzie a prima richiesta a copertura di un ammontare non superiore a 75 mila euro, costituito dal 50% della quota capitale dei mutui ammissibili, degli interessi contrattuali calcolati in misura non superiore al tasso legale e dei costi di recupero non superiori al 5% del capitale residuo.

Possono essere ammessi alla garanzia del fondo i mutui non superiori a 200 mila euro per immobili adibiti ad abitazione principale non di lusso e non oltre i 90 metri quadri, e concessi a giovani coppie coniugate o nuclei famigliari con unico genitore con figli minori, che alla data di presentazione della domanda di finanziamento abbiano i seguenti requisiti:
a) età inferiore a 35 anni;
b) un reddito ISEE non superiore a 35 mila euro;
c) non più del 50% del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF derivante da un contratto a tempo indeterminato;
d) mancato possesso di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli acquisiti per successione.

I tassi applicati ai mutui garantiti dal fondo sono particolarmente favorevoli. Nel caso di mutui a tasso variabile non possono essere superiori all'Euribor + 150 punti base per durate uguali o superiori a 20 anni, o all'Euribor + 120 punti base per durate inferiori. Nel caso di mutui a tasso fisso invece non possono essere superiori all'IRS + 150 punti base per durate uguali o superiori a 20 anni, o all'IRS +120 punti base per durate inferiori.
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Titolo Consiglio: Manovra Tremonti 2011 - novità per i mutui

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La manovra economica di Tremonti, applaudita da molti economisti europei, interviene anche sul tema mutui con l’articolo 8, commi 6 e 8. Si parla, nel dettaglio, della rinegoziazione dei mutui ipotecari a tasso variabile e della semplificazione delle pratiche per la portabilità del mutuo. Approfondiamo il primo argomento.

Rinegoziazione. Potranno essere rinegoziati, entro la fine del 2012 (31 dicembre) i mutui ipotecari a tasso variabile che hanno anche le seguenti caratteristiche: sono stati stipulati prima dell’entrata in vigore della legge di conversione; non superano i 200 mila euro; sono finalizzati all’acquisto della prima casa; hanno un tasso variabile o una rata variabile per tutta la durata del mutuo.

È importante che anche il mutuatario rientri in alcuni range. Per esempio al momento della richiesta, deve avere un Isee che non supera i 35 mila euro e non deve aver mai pagato le rate del mutuo in ritardo. Il tasso variabile, in ogni caso, è sostituito da un tasso annuo nominale fisso che, in teoria, sostituisce il precedente tasso per tutta la durata residua del mutuo, ma che può variare (per esempio per periodi inferiori) in base ad accordi particolari con il cliente.
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Titolo Consiglio: Mutui: un aiuto alle famiglie in difficoltà

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Decreto per lo sviluppo: un tetto alle rate dei mutui a tasso variabile per le famiglie più povere.
Buone notizie in arrivo sul fronte mutui: se tutto procederà per il verso giusto il Consiglio dei Ministri il prossimo 6 maggio approverà il decreto sviluppo che stabilisce un nuovo tetto alle rate dei mutui a tasso variabile per le famiglie più povere. Si tratta di una misura per poter aiutare le famiglie che potrebbero vedere nei prossimi mesi un aumento della rata a causa dei probabili rialzi stabiliti dalla Banca Centrale Europea e quindi non riuscire a far fronte alle spese del finanziamento.



La manovra

Il decreto prevede che venga facilitato il passaggio da un mutuo a tasso variabile ad un fisso (rinegoziazione) mettendo come clausola il congelamento all’attuale livello di tassi: su richiesta del contraente, viene posto un tetto massimo («cap») al tasso variabile del mutuo, che sarebbe assistito da una forma di garanzia pubblica. Questo significherebbe, per un mutuo di dieci anni, prendere come base di calcolo un Irs cioè un tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, tra il 3,5% e il 3,6%, maggiorato dello spread (il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo) praticato da ciascuna banca in modo differente.



I beneficiari

A beneficiare del decreto saranno solo le famiglie più deboli, quelle con un «Isee» (indicatore del reddito fornito dall’Inps) non superiore a 30 mila euro, con un mutuo di valore non superiore ai 150 mila euro e non abbia ritardi nei pagamenti. La rinegoziazione potrà essere chiesta fino al 30 aprile dell’anno prossimo.

Va detto però che ultimamente la tendenza è quella di scegliere i mutui a tasso variabile: infatti, secondo i dati riferiti al secondo semestre del 2010, si nota come la scelta dei richiedenti era andata sul tasso variabile nel 47% dei casi, a fronte di un 24% che aveva invece scelto il più sicuro tasso fisso e un 26,5% per il tasso variabile con il cap e un 2,5% per il misto. Se invece andiamo a vedere i dati del gennaio 2010, si nota che la scelta era ricaduta sui mutui a tasso variabile da ben l’80% dei nuovi contraenti.



Con il nuovo decreto si ridefinisce anche il tasso di usura (oggi è al 4%) oltre il quale le banche non possono prestare denaro. Si vuole alzare la soglia del tasso di interesse usurario rispetto al livello attuale con lo scopo consentire alle banche di aumentare i finanziamenti al credito marginale.
( fonte FTAOnline News )
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Titolo Consiglio: Mutuo: è meglio il fisso o il variabile?

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Mutuo: è meglio il fisso o il variabile? E' questa la domanda che più di ogni altra si pone chi decide di ricorrere al mutuo per l'acquisto di una casa. Per trovare la risposta opportuna, bisogna usare pazienza e attenzione, perché dalla decisione sull'accensione del mutuo per la casa deriverà un importante impegno economico per un lungo periodo. E in tempi come quelli attuali, in cui gli scenari economici possono cambiare in un battito di ciglia, il mutuo può trasformarsi in breve tempo da spesa a dannazione.
Sembra opportuno, dunque, riflettere con attenzione.

Quali sono le domande giuste da farsi?
E' questo il quesito intorno cui si sono interrogati anche a Corriere Economia, dove hanno stilato una lista di questioni chiave in vista del momento fatidico della firma del mutuo.
Secondo gli esperti, il primo aspetto da definire è l'identificazione dei vantaggi e dei rischi dei mutui variabili. Il vantaggio principale connesso alla fase attuale dell'economia è che i prestiti a tasso variabile non sono quasi mai costati così poco. E' questo - riporta Corriere Economia - il vantaggio principale connesso alla scelta di un mutuo a tasso variabile. Se nella prima parte del prestito aumenta sensibilmente il costo del denaro, anche la rata cresce in maniera sostanziosa. Se per esempio il tasso di partenza di un mutuo è pari al 4%, un aumento di due punti del costo del denaro rappresenta un aumento del 50% della quota interessi della rata. "Al contrario - precisa il Corriere - se invece parte al 2% un incremento di due punti significa aumentare gli interessi del 100%".

Due le strade percorribili nel caso di redditi più bassi: accantonare capitale per far fronte ad eventuali aumenti della rata e rinegoziare il finanziamento in caso di aumenti del costo del denaro.
La maggior fascinazione che il mutuo a tasso fisso esercita sui risparmiatori è quella legata alla certezza della rata. La certezza però in questi mesi si trova a fare a pugni con l'indiscutibile convenienza del mutuo variabile e al gap di quasi tre punti lo separa dal fisso.
Nonostante il costo del denaro risulti sui minimi, nelle ultime settimane si è assistito alla risalita dell'Euribor, indicatore del costo del denaro a breve termine spesso usato come tasso base per calcolare interessi variabili, come quello dei mutui. La situazione attuale secondo alcuni esperti non durerà ancora a lungo e non appena finirà gli effetti della crisi saranno finiti i tassi ricominceranno ad aumentare.
Il problema principale per chi si trova a rimborsare un mutuo è quello di sopportare gli aumenti delle rate, fatto che può risultare difficile se ci si è Indebitati al limite dei propri sforzi.
Paradossalmente secondo l'opinione di Corriere Economia si dovrebbe puntare sull'indicizzato quando si ha un buon reddito, chiedere il fisso quando ci si sta indebitando al limite.Ciò che davvero conta nei mutui non è tanto cercare di risparmiare il più possibile quanto individuare la rata più adeguata alla propria situazione finanziaria.
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Titolo Consiglio: Decreto Bersani: cosa cambia per i mutui

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Una delle rivoluzioni legate al decreto Bersani: è stato introdotto il divieto di clausola penale nel caso di estinzione anticipata dei mutui immobiliari. Un passaggio davvero importante.
Andiamo a capire cosa cambia.

Il divieto vale a decorrere dai contratti stipulati dal 2 febbraio 2007 ma solo per l’acquisto della 1° casa, (quindi dove si trova la nostra residenza). Non vale invece per mutui con finalità di acquisto di seconda abitazione, ristrutturazioni,
scambio, investimento, disponibilità di capitale.

Se il mutuo risale a prima del 2 febbraio c’è speranza di un accordo: le associazioni dei consumatori e l’ABI entro il 2 maggio 07 si incontreranno per definire le regole per ridurre con equità l’importo delle penali nei contratti dove essa è presente, determinando unaisura massima dell’importo delle penali per i contratti dei mutui in essere. Nel caso l’accordo non arrivi, sarà la Banca d’Italia a stabilire la misura della penale: meglio aspettare insomma.

L’ipoteca: in caso di estinzione totale del mutuo, l’ipoteca si estingue automaticamente dopo 30 giorni
dall’avvenuto pagamento. Per cancellare l’ipoteca, la Banca deve inviare alla Conservatoria dei Registri Immobiliari la
comunicazione contenente la quietanza. Il conservatore entro il giorno successivo deve procedere d’ufficio alla cancellazione.

Notaio: il Notaio non è più necessario per l’ autentica dell’atto con cui la banca acconsente alla cancellazione dell’ipoteca.

Portabilità del mutuo e surrogazione: se si ha gia un mutuo ipotecario in corso, è possibile stinguere il debito in corso, contraendo un altro mutuo con altro Istituto che va a subentrare nei diritti della prima banca. In sostanza si ha una surroga.
Si ha così un subentro nell’ipoteca e nelle stesse garanzie personali concesse dal liente alla prima banca: non serve allora cancellare la prima ipoteca e iscriverne una nuova.

La surrogazione è fattibile solo se viene finanziato l’importo residuo del mutuo originario: se superiore si deve procedere con una nuova pratica. L’atto di surrogazione deve essere stipulato per atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve essere presentato alla Conservatoria dei Registri Immobiliari per l’annotamento.
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Titolo Consiglio: Rate del mutuo sospese per un anno

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Lo scorso 21 ottobre l’Abi, l’associazione bancaria italiana (Abi) ha annunciato il “Piano famiglie” la moratoria per salvaguardare i mutui delle famiglie con la possibilità di sospendere le rate fino a un anno.
La moratoria
Dal 1° gennaio 2010 le famiglie che si trovano in stato di ristrettezze potranno sospendere per un anno il pagamento della rate del mutuo. A godere dell’iniziativa saranno:

*
coloro che hanno perso il lavoro: sia i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che i dipendenti a tempo determinato (parasubordinato, o assimilato il cui contratto è terminato)
*
coloro che sono entrati in cassa integrazione
*
coloro che hanno visto la cessazione dell’attività di lavoro autonomo
*
coloro che hanno avuto la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia

I requisiti
Come si ottiene la moratoria? I dettagli dell’iniziativa saranno disponibili entro la fine di novembre, temine in cui dovranno anche essere disponibili i moduli di adesione per le banche e quelli a richiesta per i clienti ai quali dovranno allegare la documentazione necessaria per poter usufruire delle moratoria.
Il piano famiglie sarà operativo da gennaio, quindi dal 1° di questo mese si potrà presentare domanda per godere della sospensione, ma le rate verranno sospese fa febbraio. Si può fare domanda per tutto il 2010. Sarà la banca a decidere in base alla documentazione pervenuta se il cliente potrà beneficiare o meno della sospensione.
…E le rate non pagate?
Come verranno recuperate le rate che per un anno non vengono pagate? Ad esempio, nel caso lo stop ai pagamenti si protrae per 12 mesi un mutuo ventennale si allungherebbe di un ulteriore anno e gli interessi continuano a maturare anche nel periodo di sospensione.
Non ci sono ancora regole definitive ma l’Abi starebbe pensando di spalmare gli importi delle rete sui successivi 5 o 10 anni o di far a pagare ai clienti le rate composte dai soli interessi (quindi di importo minore) per tutto il periodo in cui le rate sono sospese (quindi anche durante la sospensione in realtà si continua a pagare una piccola quota ovvero gli interessi). E’ probabile che le due soluzioni possano coesistere a scelta del cliente.
Secondo le stime pare che le famiglie interessate al “Piano famiglie” siano circa 110-120mila per un valore totale di 8 miliardi di mutui.
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Titolo Consiglio: Piano anticrisi sui mutui: oltre il 4% paga lo Stato

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Fermo restando che il Decreto deve ancora essere approvato e quindi potrebbe essere soggetto a modifiche o limiti di applicazione.

SOGGETTI INTERESSATI AL CONTRIBUTO

Sarebbero oggetto del beneficio i mutui:

1. Già stipulati
2. Riguardanti la "prima casa"
3. Regolati a tasso variabile

I mutui a tasso fisso non sono toccati dalla manovra indipendentemente dal tasso applicato.

NATURA DEL CONTRIBUTO

Lo Stato si accollerebbe la spesa in interessi per la parte che supera il tasso del 4%. Il beneficio non verrà però applicato per tutta la durata del mutuo ma solo per il 2009. Poi salvo proroghe tutto tornerà come prima.

RIMBORSO DEL CONTRIBUTO

Non è chiaro se la rata verrà compensata mensilmente dalla banca o se si pagherà subito per intero e lo Stato rimborserà il credito più avanti.

ENTITA' DEL RIMBORSO

Considerata l'avvenuta riduzione dell'Euribor si può ipotizzare che il contributo ammonterà mediamente a circa l'1% del debito residuo (es. 800 Euro su un capitale residuo di 80.000 Euro). Se le attese relative ad un ulteriore flessione dell'Euribor si avvereranno, l'importo rimborsato sarà conseguentemente inferiore.

PER CHI VUOLE SOSTITUIURE IL VECCHIO MUTUO

Chi passa oggi ad un mutuo a tasso fisso può garantirsi un tasso tra i migliori che siano mai stati disponibili. Si pensi che i clienti TeleMutuo in fase di stipula in questi giorni stanno contraendo i seguenti tassi fissi per mutui destinati all'acquisto dell'abitazione:

5 anni: 4,4%
10 anni: 4,9%
15 anni: 5,1%
20 anni: 5,0%
25 anni: 4,8%
30 anni: 4,6%

Chi rinvia non può sapere quali condizioni troverà durante o alla fine di una delle più gravi crisi finanziarie mondiali. Né potrà contare su ulteriori contributi di uno Stato con bilanci provati da un periodo così difficile. Se il mutuo è ancora lungo, rimandare potrebbe rivelarsi dannoso.

RIFERIMENTO AL TASSO BCE

Sembra che dal 2009 chi sceglierà un mutuo a tasso variabile potrà chiedere di ancorarlo alle variazioni del tasso stabilito dalla BCE (Banca Centrale Europea) invece che all'Euribor.

Il tasso BCE è di solito un po' più basso dell'Euribor. Tuttavia è ovvio che lo spread sarà conseguentemente più alto, visto che le banche si riforniscono di denaro al tasso Euribor. Infatti gli istituti di credito che già oggi agganciano il tasso al parametro della BCE chiedono uno spread dell'1,5%, quasi doppio rispetto a quelli correlati all'Euribor.
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Titolo Consiglio: La portabilità del mutuo

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La nuova normativa introdotta dal Governo con il decreto legge nr. del 31 gennaio 2007, successivamente convertito in legge, prevede la cosidetta portabilità del mutuo. Il mutuatario può cedere il proprio debito ad un'altra banca, attraverso atto pubblico o scrittura privata. Non si perdono i benefici fiscali per la prima casa. La portabilità del mutuo può essere richiesta solo per i mutui contratti per acquisto di prima casa, costruzione, completamente e ristrutturazione di prima casa. Per tutte le altre tipologie di mutuo come ad esempio i mutui di liquidità e consolidamento debiti, o mutui per acquisto di seconda casa, non è possibile richiedere la portabilità.

Questa operazione detta "surrogazione" non avrebbe senso se non si passasse ad un'altra per avere condizioni contrattuali migliori.


Nella portabilità il mutuo viene trasferito da una banca (o istituto finanziario) ad un’altra. Non c’è estinzione del vecchio debito (sostituzione) ma cambia un attore dell’operazione, il creditore. Non è obbligatorio, però, per la nuova banca accettare il mutuo surrogato. Questo è quanto prevede la legge. La portabilità del mutuo è una strada che il cliente ha per avere condizioni migliori da un altra banca. La portabilità del mutuo non dà la possibilità di richiedere somme aggiuntive di denaro. E' possibile, però, allungare la durata del mutuo.
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