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Titolo Consiglio: Dov’e finito il risparmio?

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Secondo l’Istat, la povertà grava già su un quarto delle famiglie italiane, ma potrebbe diventare più pesante se l'economia non riuscirà a crescere a ritmi sostenuti. Sempre l’Istituto nazionale di statistica, dichiara che oggi la propensione al risparmio si è attestata al 9,1 %, il valore più basso dal 1990, con una perdita di 1,4 punti percentuali rispetto all’anno scorso. Mentre secondo Confcommercio il risparmio reale di ciascuno di noi è sceso di quasi il 60% rispetto ai primi anni novanta: da 4000 euro l’anno a persona fino a 1700 euro.

Gli italiani e gli europei

Ciò che risulta strano è il comportamento degli italiani durate la crisi: a differenza delle altre nazioni come ad esempio Germania, Gran Bretagna e Francia che cercavano di ridurre i consumi e aumentare i risparmi, l’Italia ha azzerato i risparmi e mantenuto i livelli sempre bassi dei consumi. La ragione sta nel fatto che le famiglie italiane, a differenza di quelle inglesi, tedesche o francesi hanno subito un forte calo del reddito disponibile risulta quindi molto difficile poter risparmiare qualcosa in una situazione di disagio come questa.

La povertà

Una quota crescente di famiglie “non è più in grado di mettere i soldi da parte ed è quindi costretta ad intaccare le risorse accumulate”. Questo perché i redditi medi da lavoro sono molto più bassi rispetto a 10 o 20 anni fa.

Cosa significa essere poveri secondo la statistica? “Significa dover spendere il 65-70% del reddito totale a disposizione per i prodotti di prima necessità, indispensabili per vivere, dalla casa all’alimentazione ai trasporti necessari per andare al lavoro”. Insomma chi è povero non ha scelta: spende e consuma solo per sopravvivere.

I giovani e le nuove generazioni

Sono i giovani e quindi le nuove generazioni a soffrire maggiormente di questa situazione di povertà. Le nuove generazioni si trovano spiazzati: hanno studiato, si sono laureati ma non trovano lavoro e se lo trovano hanno contratti da precari. I loro stipendi non consentono di lasciare il nido familiare e poter diventare indipendenti.

Un tempo però non era così: se ci guardiamo indietro di qualche anno, i padri di famiglia lavoravano e riuscivano a risparmiare e sapevano che quei soldi sarebbero serviti per compare un’auto, una casa o per far studiare i figli all’università. Ma oggi, i figli, nei quali erano stare riposte molte speranze e che hanno dedicato molto anni agli studi nella speranza di un posto di lavoro gratificante, non trovano che lavori precari e sono più poveri dei padri.

In Italia inoltre la situazione tende a migliorare meno che altrove a causa dei minori sostegni pubblici. L’insieme di strumenti d’aiuto al reddito - dagli assegni familiari all’indennità di disoccupazione, all’integrazione per la maternità o agli aiuti per l’acquisto della casa - in Paesi come Francia e Germania, secondo Luigi Campiglio, economista e docente alla Cattolica di Milano, abbattono la quota di poveri di 10-12 punti percentuali. In Italia al massimo di 5 punti. La social card? “È in attesa di ricarica per poter essere efficace”, risponde l’economista milanese. Secondo il quale sul fronte della miseria è sensibile il divario tra Nord e Sud ma anche quello esistente nelle singole regioni. Non solo, per fare un esempio, in Sicilia o in Calabria il disagio economico è più diffuso che in Lombardia. “Ma è anche più ampia la diseguaglianza nella distribuzione dei redditi, il solco tra poveri e ricchi”.
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Titolo Consiglio: Novità del decreto Milleproroghe

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Sono molte le novità introdotte dal Maxidecreto Milleproroghe che ha ottenuto il via libera dell’Aula del Senato nella versione modificata. Sono molte le novità che riguardano comuni, banche, precari, famiglie disagiate.



Le novità introdotte

Tra le novità approvate ci sono:


Il ritorno della social card: destinata per le persone più bisognose. La sociel card è una carta acquisti utilizzabile per il sostegno della spesa alimentare, sanitaria e il pagamento delle bollette della luce e del gas. La sperimentazione durerà 12 mesi e avrà a disponibilità un fondo di 50 milioni di euro.



Tributi delle regioni: le Regioni che sono state colpite da calamità naturali possono incrementare i tributi. Saranno i presidenti delle regioni ad avere la facoltà di aumentare l’aliquota Irpef o i tributi o anche aumentare l’accisa sui combustibili per far fronte alle necessità finanziarie.

Soldi alluvionati: in arrivo 100 milioni di euro per la Liguria, il Veneto, Campania e i comuni della Provincia di Messina.

Multe: slittano al 30 giugno 2011 i pagamenti delle rate delle multe arretrate per lo sforamento delle quote latte. Quindi, gli allevatori che avrebbero dovuto cominciare a pagare le rate delle multe sulle quote latte il 31 dicembre 2010, avranno sei mesi di tempo in più. Le risorse ammontano a 5 milioni di euro.

Demolizioni: sospese per tutto il 2011 le demolizioni di immobili abusivi disposte con sentenza in Campania, mentre è stato prorogato a fine aprile 2011 il termine per denunciare le “case fantasma” che non risultano al catasto.

Sfratti: in arrivo la proroga al 31 dicembre 2011 del blocco degli sfratti per le categorie disagiate.

Mutui: si agevola la procedura per la sospensione del piano di ammortamento per chi è in difficoltà a pagare le rate di un mutuo con il diritto di surroga anche sulle garanzie, senza necessità e formalità aggiuntive.

Incroci Tv e stampa: proroga di due anni del divieto di incroci tra settore della televisione e settore della stampa, che slitta al 31 dicembre 2012.



Foglio Rosa: in arrivo il foglio rosa anche per i motorini e le minicar tra la prova teorica e quella pratica.



Cinema: dal primo luglio 2011 e fino al 31 dicembre 2013 il biglietto del cinema costerà un euro in più, fatta eccezione per le sale delle comunità ecclesiali o religiose.



Cambia tassazione fondi investimento: dal primo luglio i fondi comuni di investimento saranno tassati sul realizzato e non più sul maturato.
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Titolo Consiglio: Disdetta Sky con decreto Bersani

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Modulo di disdetta per chi paga con carta di credito
Questo è l'aggiornamento del modulo testato per disdire con successo un contratto Sky usufruendo del decreto Bersani.

Il presente modello serve per chi paga con carta di credito. Se invece paghi con RID clicca qui, se paghi con bollettino postale clicca qui.

Va inoltrato con raccomandata A.R. ed anticipata via fax al n. 02-76.10.107.
Ad entrambi vanno allegati:

1. copia della richiesta di abbonamento (se possibile)
2. fotocopia del documento di identità

Nei campi per il mese va inserito quello successivo rispetto alla data d'invio.

La presente nota viene inoltrata a SKY con RACCOMANDATA A.R.
ed anticipata via fax al n. 02 76.10.107

Spett. SKY Italia
Servizio Clienti SKY
Casella Postale 13057
20137 Milano

E per conoscenza:
all'azienda della Carta di Credito: __________


OGGETTO - Disdetta Abbonamento

Il sottoscritto __________ nato a __________ il __________ – codice fiscale: __________, residente in __________ in via __________ n. __________

PREMESSO

che in data __________ ha sottoscritto una richiesta di abbonamento con codesta società, tipo di abbonamento: Solo Smart Card (_ Generi di Mondo + __________) codice cliente n. __________

RITENUTO

di non voler più usufruire di tale servizio e dare formale disdetta del contratto di abbonamento di cui all'oggetto;

VISTO


il Decreto Bersani (Decreto Legge n. 7 del 31/01/07 - Gazzetta Ufficiale n. 26 del 01/02/2007), convertito in Legge n. 40 del 02/04/2007 – Gazzetta Ufficiale n. 77 del 02/04/2007



COMUNICA

di voler recedere dal contratto di abbonamento sopra citato con codesta società SKY, con effetto immediato e comunque entro e non oltre trenta giorni dalla data odierna. L'azienda della Carta di Credito - __________ - è pertanto autorizzata a provvedere al pagamento di SKY sino al mese di __________ 2011 e non oltre tale mese, ritenendo pertanto estinto ogni rapporto con il pagamento della Vs fattura relativa allo stesso mese di __________ 2011.

PRECISA

inoltre che qualora la mia attuale SMART CARD dovesse essere da Voi disabilitata prima della fine del mese di __________ 2011, la disdetta si intenderà tacitamente operante dalla data della disabilitazione medesima, con conseguente cessazione dei pagamenti, senza necessità di ulteriore comunicazione da parte mia.


Alla presente si allegano:
1. copia della richiesta di abbonamento
2. fotocopia del documento di identità

Distinti saluti
__________ lì __________
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Titolo Consiglio: Consumi: tornano ai livelli del 1999

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Secondo i dati forniti dal rapporto sui consumi 2010 di Confcommercio i consumi delle famiglie italiane tornano a quelli di 10 anni fa. Infatti la contrazione media annua è stata pari al 2,1%, compiendo un “pauroso salto all’indietro” e tornando ai livelli precedenti il 1999.

Ma non è tutto: il nuovo anno appena iniziato, non promette nulla di buono e la vera ripresa dei consumi è prevista per il 2012. Un dato che però non ha scoraggiato le famiglie italiane che secondo lo studio si sono dimostrate “vitali e reattive”, adeguando le loro abitudini di spesa “per contenere al massimo la perdita di benessere patita durante la crisi”.

Le rinunce

Spiega Confcommercio che “le famiglie italiane, nonostante il perdurare della crisi e la riduzione del reddito disponibile, si sono dimostrate vitali e reattive: meno sprechi, più attenzione al rapporto qualità-prezzo e ricorso anche a quote di risparmi”. A cos’hanno rinunciato gli italiani nel biennio 2008-2009? Le rinunce hanno riguardato soprattutto le vacanze (-3,2% nel periodo in esame) e l’alimentazione domestica (-3,9%). In calo anche le spese per mobilità e comunicazioni (-3,1%) e per l’abbigliamento (-3,1%), mentre hanno tenuto le spese per la salute (+2,5%), ma anche quelle per gli elettrodomestici (+2,4%) e per i beni e servizi per la telefonia (+0,4%).

Cambiano le abitudini degli italiani per quanto riguarda il consumo di beni e servizi: infatti nell’analisi di lungo periodo, dal 1992 alle previsioni per il 2012, è aumentata di cinque volte la spesa per beni e servizi di telecomunicazioni, come cellulari, abbonamenti telefonici e internet e si è modificato il rapporto tra pasti in casa e fuori casa: nel 2012 per ogni euro speso per l’alimentazione domestica si spenderanno altri 50 centesimi per consumazioni fuori casa.

La ripresa è lenta

Secondo lo studio i tempi necessari per vedere un migliorato saranno lunghi: la lenta ripresa è dovuta anche al fatto che il mercato del lavoro è rimasto sostanzialmente stabile e la modesta ripresa non si è trasmessa ancora al mercato del lavoro. “Senza una maggiore occupazione difficilmente si osserverà una curva crescente nella spesa reale per consumi. E senza consumi difficilmente ci sarà una ripresa solida”, prosegue il rapporto.

Secondo i dati Istat, a novembre 2010 il tasso di occupazione è rimasto sostanzialmente stabile (+0,1% rispetto a ottobre) al 56,8%, mentre è sceso di 0,2% su anno. Il tasso di disoccupazione è pari all’8,7%, massimo dall’inizio del 2004.

Comunque il 2012 è l’anno nel quale dovrebbe verificarsi un’apprezzabile fase di crescita dei consumi con un +1,6%.
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Titolo Consiglio: Low cost, arriva il bollino "Qualità e basso prezzo"

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ROMA - Low cost significa qualità a basso prezzo, e non ha nulla a che vedere con un 'low price' ottenuto attraverso un peggioramento della qualità. E' la filosofia di Assolowcost, l'associazione nata per certificare e promuovere le aziende che offrono prodotti a basso prezzo ottenuti grazie a un'accorta politica di riduzione dei costi che salvaguardi però pienamente la qualità. "Nostro principale obiettivo - ha spiegato stamane a Roma il presidente di Assolocost, Andrea Cinosi, nel presentare l'iniziativa - è quello di creare regole per lo sviluppo di questo nuovo mercato nell'interesse dei consumatori".

L'associazione, la prima di questo tipo in Europa, si propone pertanto di certificare con una sorta di 'bollino di qualità' le aziende che offrono prodotti low cost. Soci fondatori di Assolowcost sono Ikea, Bravofly (broker online che opera sui voli aerei delle compagnie low cost), Dacia Logan (azienda della Renault che produce macchine a basso costo), Ing Direct (istituto bancario che ha lanciato il Conto Arancio) e infine due compagnie di assicurazione diretta, Genialloyd e Genertel. E presto l'associazione si aprirà anche alle compagnie aeree: "Non lo abbiamo fatto subito - spiega Cinosi - per evitare che Assolowcost si presentasse come un'associazione concentrata solo su viaggi e turismo".

Questo 'bollino di qualità' verrà attribuito alle aziende che rispettano una serie di parametri, tra i quali l'adozione di business model innovativi, la migliore gestione di processi produttivi, una più efficiente gestione della filiera produttiva e della catena della fornitura, l'utilizzo del canale e-business. E per la valutazione e l'applicazione dei criteri è stata chiesta la collaborazione delle associazioni dei consumatori, a ulteriore garanzia dell'utente finale: "Abbiamo aperto un tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori - aggiunge Cinosi - per trovare regole condivise sulla qualità di prodotti e servizi low cost".

"Il low cost - spiega un portavoce di Ing Direct - è un concetto che sta riscuotendo sempre più interesse presso gli esperti dei modelli organizzativi aziendali, ma anche presso il largo pubblico, sempre più sensibile alla variabile economica e al rapporto qualità-prezzo. Il low cost non va confuso con il mero prezzo basso, ma va associato con quello di high value, ovvero reale valore aggiunto percepito dal cliente e derivante da un modello di business low cost".

'Certificare' il low cost significa anche, nell'intento dei promotori dell'iniziativa, favorirne lo sviluppo, nell'interesse dei consumatori sempre più stritolati dal caro-prezzi e da redditi insufficienti. Uno studio di Boston Consulting Group individua almeno tre categorie di consumatori fortemente interessate a uno sviluppo ulteriore del mercato low cost in Italia, categorie che sicuramente sperimentano sulla propria pelle un tasso d'inflazione ampiamente superiore alla media: innanzitutto gli anziani, in particolare gli ultrasettantacinquenni. In Italia sono tre milioni, ma sono in aumento e il 50 per cento fa fatica ad arrivare alla fine del mese. I quarantenni, specialmente se sposati con figli: una categoria perennemente alla ricerca del prodotto più conveniente, anche su Internet. E infine gli extracomunitari che si sono stabiliti in Italia, con figli: a loro si deve il 25 per cento della crescita dei consumi, ma si tratta di consumatori molto attenti ai prezzi, senza per questo trascurare la qualità.

"Si tratta di tre profili in grado di spostare in modo significativo i consumi - sottolinea Cinosi - ma in realtà il low cost interessa tutti. Le banche e le assicurazioni on line hanno un'utenza medio alta sia sotto il profilo culturale che sotto quello del reddito. E, nel settore del turismo, tutti apprezzano la possibilità di volare in Europa con 50 euro. Certo il target si abbassa nel settore alimentare, ma è trasversale anche nel settore abbigliamento, dove è facile incontrare donne con abiti Zara e borse Vuitton".

Oltre a certicare la qualità delle aziende low cost, Assolowcost effettuerà periodici monitoraggi con il contributo della Nielsen e presenterà ogni anno a gennaio un rapporto sul settore. Che è in crescita, ma ha già raggiunto dimensioni ragguardevoli: "Basti pensare che negli Usa rappresenta il 5% del Pil, mentre in Italia dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 miliardi di euro l'anno, circa il 7% del Pil", secondo le rilevazioni di Assolowcost.
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Titolo Consiglio: Incentivi per il risparmio energetico: firma la petizione

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Dopo lo stop del governo, torna in discussione la proroga della detrazione del 55% per le eco-ristrutturazioni. Firma la petizione di Altroconsumo perché l'incentivo venga mantenuto.

http://www.altroconsumo.it/asp/smartin quiry/smartinquiry.aspx?src=294063

Ci siamo mobilitati dopo lo stop dal Governo
Il Governo aveva bloccato la proroga della detrazione del 55% per i consumatori intenzionati a ristrutturare casa con un occhio al risparmio energetico. Ora il provvedimento riappare nel testo della Finanziaria in corso di approvazione. Evidentemente è servita anche la mobilitazione di chi, come noi, aveva contestato l'eliminazione degli incentivi. Ora il provvedimento è tornato all'ordine del giorno nella discussione del maxi-emendamento alla legge di Stabilità.

Il blocco sarebbe un danno per il Paese
Gli incentivi rappresentano un'importante occasione in termini di sostegno all'ambiente, all'occupazione e all'economia. A parlare sono i numeri. I contribuenti in 3 anni hanno speso quasi 8 miliardi di euro per riqualificare il patrimonio immobiliare italiano, il più inquinante d'Europa. Questi investimenti hanno fatto conseguire un risparmio energetico di 4.400 GWh totali, che equivalgono a quasi un milione di tonnellate di anidride carbonica non emessa.

La detrazione conviene anche al Governo
Il costo per lo Stato è elevato a causa della percentuale di detrazione che si rimborsa al cittadino, ma le imposte dirette e indirette incassate, superiori rispetto al normale trend annuale, solitamente più basso a causa dello sfruttamento del lavoro nero e della piaga dell'evasione fiscale che affligge il settore edilizio, hanno praticamente azzerato il costo sostenuto. Infine il sostegno all'occupazione, legato all'aumento degli interventi di riqualificazione, è stato ampiamente dimostrato dalle associazioni di categoria di settore.

A risentirne è anche la promozione di una cultura ambientale, parte della sensibilità che uno Stato dovrebbe dimostrare di avere nei confronti di temi cruciali come questi, per mantenere l'Italia al passo con il resto d'Europa. Ecco perché Altroconsumo ha avviato una raccolta di firme online per far sentire al governo la voce dei consumatori, che sarebbero i primi danneggiati dallo stop agli incentivi.
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Titolo Consiglio: LEGGE NAZIONALE 407/90- ASSUNZIONI DI DISOCCUPATI

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Con il messaggio del 30 maggio 2005, con il quale viene trasmesso nuovamente il precedente messaggio del 27 maggio 2005 che conteneva un errore di trascrizione, l’INPS impartisce alcune istruzioni in materia di assunzioni agevolate ai sensi della legge n. 407/90.

Si tratta della riduzione contributiva prevista per i datori di lavoro che assumono con contratto di lavoro a tempo indeterminato lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi o dallo stesso tempo sospesi in CIGS e beneficiari del trattameLEGGE NAZIONALE 407/90
“ASSUNZIONI DI DISOCCUPATI DI LUNGA DURATA
E CASSAINTEGRATI DA ALMENO 24 MESI”



CHI SONO I LAVORATORI BENEFICIARI?

Þ Disoccupati
Þ Lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria

con regolare iscrizione all’ufficio di collocamento da almeno 24 mesi.



QUALI SONO I DATORI DI LAVORO BENEFICIARI?

Tutti i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato, anche part-time, le categorie di soggetti della sezione precedente, che non abbiano operato licenziamenti o sospensioni nei 12 mesi precedenti l’assunzione.



QUALI SONO GLI INCENTIVI ALL’ASSUNZIONE?

Gli incentivi consistono in una riduzione o nell’esonero totale dei contributi a carico del datore di lavoro per i 36 mesi successivi all’assunzione, e in particolare:

Þ riduzione del 50% dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti da imprese, consorzi di imprese, enti pubblici economici e liberi professionisti operanti sul territorio nazionale;

Þ esonero totale dall’obbligo del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali nel caso di imprese artigiane e di imprese operanti nel Mezzogiorno.

Se sussistono i requisiti di legge, la concessione dell’agevolazione è certa.



QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI PER IL DATORE DI LAVORO?

Þ Inviare all’ufficio di collocamento la comunicazione di assunzione (modello C/ASS), allegando il modello integrativo per la richiesta di fruizione dell’agevolazione (modello C/ASS/AG). Successivamente l’ufficio di collocamento provvederà ad effettuare le opportune comunicazioni all’INPS, ente gestore delle agevolazioni.

Þ Inviare all’INPS la comunicazione di richiesta dell’agevolazione, allegando ogni documentazione utile ad attestare la sussistenza dei requisiti richiesti per beneficiare degli sgravi contributivi.

Þ Portare in detrazione lo sgravio nella prima denuncia contributiva con il modello DM 10/2, modulo che il datore di lavoro deve presentare, obbligatoriamente via internet, per denunciare le somme a debito (es. contributi) e a credito (es. riduzioni contributive) verso l’INPS.

Il versamento di quanto dovuto all’INPS deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è scaduto il periodo di paga, tramite il modello F24, presso gli sportelli delle banche convenzionate, dei concessionari o degli uffici postali.



L’AGEVOLAZIONE E’ CUMULABILE?

L’agevolazione contributiva prevista dalla legge in esame è cumulabile con gli sgravi della L.R. 36/98 e della L. 68/99, ma non con altri incentivi alle assunzioni.



DOVE REPERIRE ULTERIORI INFORMAZIONI?

Þ Call Center INPS INFORMA 16464: in funzione 24 ore su 24, fornisce notizie e servizi di carattere previdenziale e costa 0,16 €, iva compresa, ad informazione raggiunta.
Sito Internet: www.inps.it
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Titolo Consiglio: Disabili e lavoro. La legge 68/99 in dettaglio

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DISABILI, LA LEGGE E GLI AVENTI DIRITTO
Sono tre i requisiti richiesti per usufruire della legge sul diritto al lavoro dei disabili:

Anagrafici: età minima 15 anni, purché sia assolto l'obbligo scolastico, e mantenimento del diritto sino all'età pensionabile;

Soggettivi: persone in età lavorativa affette da una o più minorazioni fìsiche, psichiche, sensoriali e portatori di disabilità intellettiva, con un grado d'invalidità riconosciuta dagli Enti che seguono le varie cause invalidanti, superiore a una determinata soglia;

Stato sociale: essere disoccupati (eccezion fatta per la partecipazione a concorsi pubblici) (1)
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Titolo Consiglio: Legge Bersani

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Il decreto Bersani (Dl 223/2006, definitivamente convertito con la Legge n. 248 del 4 agosto 2006), noto anche come "decreto sulle liberalizzazioni", è un decreto legge proposto dal ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani emanato il 4 luglio 2006.

Le misure contenute nel decreto si proponevano di rendere più dinamico il mercato, tutelare i consumatori (abbattendo i privilegi di alcune categorie sociali e aumentando la concorrenza in quei settori) e, in secondo luogo, di agevolare la lotta all'evasione fiscale (attraverso alcune procedure obbligatorie nei pagamenti).

Un altro pacchetto di liberalizzazioni fu promosso, sempre dal ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, con il decreto legge n. 7 del 31 gennaio 2007, convertito in Legge n. 40 del 2 aprile 2007, con l'intento di tutelare i consumatori, promuovere la concorrenza, snellire le pratiche burocratiche.

Tra i provvedimenti si annoverano l'abolizione dei costi di ricarica per la telefonia mobile, la libera installazione di impianti per la distribuzione di carburanti, la liberalizzazione delle edicole.
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Titolo Consiglio: Tagli al pubblico impiego

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Sebbene al momento non si conoscano nel dettaglio i meccanismi della misura relativa agli interventi del Governo sul pubblico impiego (il cosiddetto piano di austerity italiano) i sacrifici chiesti alla pubblica amministrazione potrebbero costare ai dipendenti statali fino a 1.800 euro. Il piano di austerità per i dipendenti pubblici (3,3 milioni di persone) secondo "Il Sole 24 Ore" non si tradurrà in tagli ma in una "rinuncia al finanziamento dei rinnovi contrattuali" che di conseguenza si dovrebbe tradurre nel mancato aumento di livello contrattuale.
A smorzare le misure dovrebbero contribuire le indennità di vacanza contrattuale. Nel caso di congelamento dei contratti - precisa "Il Sole 24 Ore" - come confermato dalla riforma del pubblico impiego - l'indennità si calcola applicando il 50% dell'Ipca 2010 (l'Indice europeo dei prezzi al consumo) allo stipendio tabellare, da aprile a giugno 2010 la quota è scende al 30%.



Il blocco contrattuale: quanto costa ai dipendenti?
Il sacrificio maggiore sarà quello chiesto ai 2.100 dipendenti che a Palazzo Chigi percepiscono il reddito più elevato. Un sacrificio che all'anno dovrebbe attestarsi a 700 euro per un totale di 2.400 euro nel triennio 2010-2013.
Tra i comparti più colpiti anche le agenzie fiscali per i cui dipendenti lo stipendio medio è pari a 31.460 euro, l'aumento previsto per le Agenzie fiscali nel 2010 sarebbe pari a 566 euro (1.893 euro nel triennio 2010-2013), la vacanza contrattuale è pari a 190 euro nel 2010 e a 569 euro per tutti i tre anni, risultato: i mancati aumenti annui saranno di 377 euro nel 2010 e di 1.324 euro alla fine del triennio considerato. Per l'Alta formazione artistica e musicale lo stipendio medio è di 33.713 euro annui e il mancato aumento per il 2010 dovrebbe aggirarsi intorno ai 416 euro (1.457 euro alla fine del triennio) contro l'aumento previsto che sarebbe stato di 607 euro nel 2010 pari a 2.028 euro nel triennio. Mitiga il congelamento la vacanza contrattuale di 191 euro annui (572 euro per il triennio). Per gli enti di ricerca dove lo stipendio medio è pari a 32.616 euro il mancato aumento a fine triennio dovrebbe risultare pari a 1.412 euro (404 euro nel 2010). L'aumento previsto sarebbe stato di 587 euro nel 2010 per 1.962 euro per il triennio 2010-2013. La vacanza contrattuale si è attestata per l'anno in corso a 183 euro (550 euro per tutti i tre anni). Per le Regioni ed enti locali per cui lo stipendio medio è di 27.542 annui il mancato aumento per il 2010 dovrebbe aggirarsi intorno ai 326 euro (1.148 euro alla fine del triennio) contro l'aumento previsto che sarebbe stato di 496 euro nel 2010 pari a 1.657 euro nel triennio. Mitiga il congelamento la vacanza contrattuale di 170 euro annui (509 euro per il triennio). Veniamo infine al capitolo scuola e università dove lo stipendio medio si attesta rispettivamente a 28.934 euro e 26.512 euro. Il mancato aumento annuale dovrebbe attestarsi a 290 e 270 euro nel 2010 (1.049 e 974 euro nel triennio). L'aumento sarebbe stato di 521 euro e 477 euro per il 2010. Per la sanità dove lo stipendio medio è pari a 28.975 euro il mancato aumento dovrebbe attestarsi a 338 euro nel 2010 e a 1.194 euro nei tre anni. L'aumento sarebbe stato nel 2010 di 522 euro e nel triennio di 1.743 euro (la vacanza contrattuale pari a 183 euro nel 2010 e 549 euro nel triennio. Diversa invece è la questione se saranno congelati anche i cosiddetti bonus risultato.



Fatti salvi gli scatti contrattuali e le parti della normativa legate alla retribuzione non dovrebbero essere previsti cambiamenti alla parte della contrattazione slegata dai dati economici. Restano in vigore perciò le norme anti-fannulloni che prevedono sanzioni fino al licenziamento per gli assenteisti.
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Titolo Consiglio: Lotteria gratuita on line , superenalotto

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Titolo Consiglio: GASFV: Gruppo d’Acquisto Solidale FotoVoltaico

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Al via la proposta de "L'isola che c'è" per l'acquisto collettivo di impianti fotovoltaici
Le iscrizioni sono aperte fino al 31 gennaio 2009

L'associazione "L'isola che c'è" (www.lisolachece.org) in collaborazione con Certas (www.certas.it) e Elettrica Rogeno (www.elettricarogeno.it) propone di formare un Gruppo d’Acquisto Solidale FotoVoltaico (GASFV) con lo scopo di acquistare, in un'unica offerta, i materiali ed il servizio completo di installazione per un numero di impianti fotovoltaici pari ad una potenza totale minima di 50kWp. Gli impianti saranno di tipo "grid connected" cioè connessi alla rete elettrica e potranno usufruire dei contributi governativi del Conto Energia.
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Titolo Consiglio: Gruppi di Acquisto Solidale

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Una breve autopresentazione dei G.A.S.


Cosa sono i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.)?
Un gruppo d’acquisto e' formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.

Si ma... perché si chiama solidale?
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarieta' come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta' che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.

Perché nasce una G.A.S.?
Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.

Come nasce un G.A.S.?
Uno comincia a parlare dell’idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli... e si parte!

Criteri solidali per la scelta dei prodotti
I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilita' di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.

Una rete
I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni. Attualmente in Italia sono censiti un centinaio di GAS.
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Titolo Consiglio: Detersivo autoprodotto per lavastoviglie

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200 gr. sale
100 gr. aceto bianco
400 ml. acqua
3 limoni

Taglio a piccoli pezzi i limoni, compreso la buccia e li frullo nel mixer con parte dell’acqua (rimane un po grossolano). Lo metto a bollire con la restante acqua, l’aceto e il sale (occhio che all’inizio dell’ebollizione tende ad uscire tutto dalla pentola). Lascio bollire per 15 minuti e tolgo dal fuoco, lo frullo una seconda volta (con il frullatore ad immersione). Ho visto che omogeneizzando tutto con il frullatore ad immersione non rimane nessun residuo nel filtro della lavastoviglie (in alternativa si può filtrare, ma se ne perde molto).
Attenzione a frullarlo da freddo perchè gli schizzi caldi sono caustici (vi parlo per esperienza). Prodotti commestibili sì, ma che combinati insieme in questo modo passano dalla cucina alla “chimica”.
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