Titolo Consiglio: Tagli al pubblico impiego

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Sebbene al momento non si conoscano nel dettaglio i meccanismi della misura relativa agli interventi del Governo sul pubblico impiego (il cosiddetto piano di austerity italiano) i sacrifici chiesti alla pubblica amministrazione potrebbero costare ai dipendenti statali fino a 1.800 euro. Il piano di austerità per i dipendenti pubblici (3,3 milioni di persone) secondo "Il Sole 24 Ore" non si tradurrà in tagli ma in una "rinuncia al finanziamento dei rinnovi contrattuali" che di conseguenza si dovrebbe tradurre nel mancato aumento di livello contrattuale.
A smorzare le misure dovrebbero contribuire le indennità di vacanza contrattuale. Nel caso di congelamento dei contratti - precisa "Il Sole 24 Ore" - come confermato dalla riforma del pubblico impiego - l'indennità si calcola applicando il 50% dell'Ipca 2010 (l'Indice europeo dei prezzi al consumo) allo stipendio tabellare, da aprile a giugno 2010 la quota è scende al 30%.



Il blocco contrattuale: quanto costa ai dipendenti?
Il sacrificio maggiore sarà quello chiesto ai 2.100 dipendenti che a Palazzo Chigi percepiscono il reddito più elevato. Un sacrificio che all'anno dovrebbe attestarsi a 700 euro per un totale di 2.400 euro nel triennio 2010-2013.
Tra i comparti più colpiti anche le agenzie fiscali per i cui dipendenti lo stipendio medio è pari a 31.460 euro, l'aumento previsto per le Agenzie fiscali nel 2010 sarebbe pari a 566 euro (1.893 euro nel triennio 2010-2013), la vacanza contrattuale è pari a 190 euro nel 2010 e a 569 euro per tutti i tre anni, risultato: i mancati aumenti annui saranno di 377 euro nel 2010 e di 1.324 euro alla fine del triennio considerato. Per l'Alta formazione artistica e musicale lo stipendio medio è di 33.713 euro annui e il mancato aumento per il 2010 dovrebbe aggirarsi intorno ai 416 euro (1.457 euro alla fine del triennio) contro l'aumento previsto che sarebbe stato di 607 euro nel 2010 pari a 2.028 euro nel triennio. Mitiga il congelamento la vacanza contrattuale di 191 euro annui (572 euro per il triennio). Per gli enti di ricerca dove lo stipendio medio è pari a 32.616 euro il mancato aumento a fine triennio dovrebbe risultare pari a 1.412 euro (404 euro nel 2010). L'aumento previsto sarebbe stato di 587 euro nel 2010 per 1.962 euro per il triennio 2010-2013. La vacanza contrattuale si è attestata per l'anno in corso a 183 euro (550 euro per tutti i tre anni). Per le Regioni ed enti locali per cui lo stipendio medio è di 27.542 annui il mancato aumento per il 2010 dovrebbe aggirarsi intorno ai 326 euro (1.148 euro alla fine del triennio) contro l'aumento previsto che sarebbe stato di 496 euro nel 2010 pari a 1.657 euro nel triennio. Mitiga il congelamento la vacanza contrattuale di 170 euro annui (509 euro per il triennio). Veniamo infine al capitolo scuola e università dove lo stipendio medio si attesta rispettivamente a 28.934 euro e 26.512 euro. Il mancato aumento annuale dovrebbe attestarsi a 290 e 270 euro nel 2010 (1.049 e 974 euro nel triennio). L'aumento sarebbe stato di 521 euro e 477 euro per il 2010. Per la sanità dove lo stipendio medio è pari a 28.975 euro il mancato aumento dovrebbe attestarsi a 338 euro nel 2010 e a 1.194 euro nei tre anni. L'aumento sarebbe stato nel 2010 di 522 euro e nel triennio di 1.743 euro (la vacanza contrattuale pari a 183 euro nel 2010 e 549 euro nel triennio. Diversa invece è la questione se saranno congelati anche i cosiddetti bonus risultato.



Fatti salvi gli scatti contrattuali e le parti della normativa legate alla retribuzione non dovrebbero essere previsti cambiamenti alla parte della contrattazione slegata dai dati economici. Restano in vigore perciò le norme anti-fannulloni che prevedono sanzioni fino al licenziamento per gli assenteisti.
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