Titolo Consiglio: Risarcimento disastro COsta Concordia

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La strage ed il disastro causato dalla nave Costa Concordia, la più grande nave da crociera italiana, non può lasciarci indifferenti. Avendo assistito persone coinvolte in stragi e disastri, abbiamo voluto dare, con questo post, il nostro contributo in quanto per nostra esperienza sapere come agire ed agire tempestivamente può fare la differenza fra ottenere un equo risarcimento e rimanere solo con un danno permanente a vita.
Lasciando invece alle cronache giornalistiche la dettagliata ricostruzione dei fatti , facciamo un breve riassunto di cosa è accaduto.


La nave da crociera Costa Concordia, ha urtato uno scoglio di Punta Gabbianara, non lontana dall’Isola del Giglio. L’imbarcazione era partita alle 19 da Civitavecchia per un Giro del Mediterraneo e diretta a Savona. I 4.229 passeggeri a bordo sono stati soccorsi. Il Comandante Francesco Schettino ha riferito: “Mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato. Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi”.L’urto contro lo scoglio che ha squarciato la chiglia della Costa Concordia è avvenuto probabilmente alcune miglia prima dell’isola del Giglio. La nave, pur imbarcando acqua, avrebbe proseguito la navigazione e solo successivamente avrebbe invertito rotta puntando verso il porticciolo Giglio. Pare che la Concordia stesse viaggiando su una rotta non consentita. La Procura ha aperto immediatamente un fascicolo per i reati di disastro, omicidio colposo e naufragio.
Si è parlato anche di apparecchiature non funzionanti . Se ciò fosse accertato si potrebbe persino ipotizzare l’ipotesi di omicidio doloso in quanto mettendosi in navigazione con strumentazione guasta, pur non volendo che l’evento si verificasse, se ne accetta il rischio ( c.d. dolo eventuale). Tralasciamo per ora questo argomento in quanto correlato agli accertamenti che verranno effettuati dalla Procura e che accerteranno se la strumentazione a bordo della nave ( ovviamente quella che poteva evitare il danno) era perfettamente funzionante o meno : solo allora potremmo riaprire il discorso sopra accennato.
Ma inoltre un altro reato sicuramente ipotizzabile è quello di lesione colposa ( o dolosa secondo quanto detto poc’anzi).
Parlando, per ora, di reato colposo la Procura non ha potuto , per ora, procedere anche per questo tipo di reato in quanto procedibile a querela e non d’ufficio.
Bisogna però chiarire un concetto fondamentale :per lesione non bisogna intendere solo quella fisica in senso stretto rilevando anche il c.d. danno psicologico.
“ Ho 21 anni ed ho pensato di morire” questa una delle tante frasi rese da chi si è fortunatamente salvato dalla tragedia; tanti si sono gettati in mare e per tutta la vita porteranno con sè questa esperienza che li potrà condizionare psicologicamente nella loro quotidianità futura.
Il danno psicologico, infatti, è, a volte, più grave di quello strettamente fisico ( tanto per fare un esempio, vi sono persone che hanno perso delle gambe e nonostante tutto vincono le olimpiadi a loro dedicate, mentre chi è psicologicamente distrutto può diventare un vegetale) ed è stato riconosciuto come danno a se stante,ad esempio, nella strage di Viareggio. In quest’ultimo caso, molte persone che abitavano nella oramai divenuta nota via Ponchielli o nella traversa Porta Pietrasanta, pur non avendo avuto lesioni fisiche sono rimaste traumatizzate da questo evento riportando danni elevati.
Nel caso della Costa Concordia, il trauma subito dalle persone che erano a bordo sicuramente porterà loro delle conseguenze traumatiche quali ad esempio l’impossibilità di riprendere nel loro futuro una imbarcazione, di risevegliarsi nel cuore della notte rivivendo l’incubo di quella sera ecc..


Cosa fare e quali sono i primi passi da fare per ottenere il giusto risarcimento?
E’ bene premettere che ogni caso è una situazione a se stante e quindi non si può generalizzare.
Il consiglio che possiamo dare è di redigere una lista dei beni persi nel disastro e di proporre una querela per lesioni colpose entro tre mesi dal fatto. Infatti tale tipo di reato – si ripete – non è procedibile d’ufficio e pertanto dovrà essere la persona offesa a doversi azionare.
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